NotizieAzioniPerplexity Vince il Ricorso in Appello contro Amazon nel Caso dell'Agente di Acquisto AI

Perplexity Vince il Ricorso in Appello contro Amazon nel Caso dell'Agente di Acquisto AI

Autore: Decrypt·

Punti chiave

  • La Corte d'Appello del Nono Circito ha annullato l'ingiunzione preliminare di un tribunale di grado inferiore che aveva bloccato il browser AI Comet di Perplexity dall'operare su Amazon.
  • La corte d'appello ha stabilito che era improbabile che Amazon avesse successo nella sua richiesta basata sul Computer Fraud and Abuse Act perché sono stati gli stessi utenti di Amazon ad accedere alla piattaforma utilizzando le proprie credenziali memorizzate.
  • Amazon ha avviato la controversia a novembre con una lettera di diffida prima di presentare denuncia, sostenendo che Perplexity mascherava il traffico automatizzato e violava i suoi termini di servizio.
  • La sentenza scioglie un'ingiunzione preliminare di marzo, consentendo a Comet di continuare a operare su Amazon mentre la causa sottostante procede.
  • Il caso ha ampie implicazioni per i confini legali dei prodotti di intelligenza artificiale agentica mentre aziende tra cui OpenAI, Google e Anthropic distribuiscono tecnologie simili di agenti autonomi.
Perplexity Vince il Ricorso in Appello contro Amazon nel Caso dell'Agente di Acquisto AI

Una corte d'appello federale ha annullato un'ordinanza di un tribunale di grado inferiore che bloccava gli strumenti di acquisto basati sull'intelligenza artificiale di Perplexity dall'operare su Amazon, consegnando alla startup una significativa vittoria iniziale in un caso che potrebbe plasmare il panorama legale per gli agenti AI autonomi e il commercio online.

La Corte d'Appello del Nono Circito ha stabilito martedì che è improbabile che Amazon riesca ad avere successo nella sua richiesta che Perplexity avesse violato il Computer Fraud and Abuse Act (CFAA), una legge federale anti-hacking sempre più invocata nelle controversie sull'accesso automatizzato alle piattaforme online. La corte ha rilevato che sono stati gli stessi utenti di Amazon — e non Perplexity — ad accedere alla piattaforma tramite Comet, il browser agentic AI di Perplexity in grado di navigare sui siti web, accedere agli account e completare acquisti per conto dell'utente.

"Per avere successo in una richiesta ai sensi del CFAA, un attore deve dimostrare che il convenuto ha avuto accesso intenzionalmente a un computer, senza autorizzazione o eccedendo l'accesso autorizzato, ottenendo così informazioni da qualsiasi computer protetto, e che vi sia stata una perdita per una o più persone durante un periodo di un anno per un ammontare aggregato di almeno 5.000 dollari," ha affermato la sentenza.

Il CFAA è stato un campo di battaglia legale centrale su chi può accedere ai servizi online e a quali condizioni. Nella sua decisione del 2021 Van Buren v. United States, la Corte Suprema ha ristretto la portata della legge, stabilendo che eccedere l'accesso autorizzato non include le violazioni delle restrizioni d'uso. La stessa sentenza del Nono Circuito del 2022 in hiQ Labs v. LinkedIn ha stabilito che l'estrazione di dati pubblicamente disponibili non violava il CFAA — un precedente che ha plasmato il modo in cui le corti valutano i casi di accesso automatizzato.

La controversia è nata a novembre, quando Amazon ha inviato a Perplexity una lettera di diffida prima di successivamente presentare denuncia. Amazon ha sostenuto che il browser Comet di Perplexity mascherava il traffico automatizzato come un normale browser web, violava i termini di servizio di Amazon e accedeva agli account dei clienti senza autorizzazione.

Perplexity ha replicato che Comet operava esclusivamente con il permesso esplicito degli utenti, utilizzando credenziali memorizzate sui propri dispositivi. L'azienda ha accusato Amazon di tentare di limitare la scelta dei consumatori negli assistenti AI.

A marzo, un giudice federale ha concesso ad Amazon un'ingiunzione preliminare, stabilendo che l'azienda aveva presentato forti prove che Perplexity aveva probabilmente violato le leggi federali e della California sulla frode informatica accedendo ad account Amazon protetti da password senza il consenso di Amazon. Quell'ordinanza ha temporaneamente vietato a Comet di condurre attività di acquisto su Amazon mentre la causa sottostante procedeva.

Il caso si sviluppa mentre le principali aziende tecnologiche gareggiano per distribuire prodotti di intelligenza artificiale agentica — strumenti che possono navigare sui siti web, compilare moduli e completare transazioni in modo autonomo. OpenAI, Google e Anthropic hanno tutti introdotto funzionalità simili ad agenti, rendendo i confini legali sull'accesso automatizzato alle piattaforme una questione pressante per l'industria. Piattaforme tra cui Amazon hanno sostenuto che l'accesso automatizzato non autorizzato può sovraccaricare le infrastrutture, compromettere la sicurezza e minare i modelli di business, mentre le aziende di intelligenza artificiale sostengono che gli agenti diretti dagli utenti rappresentano un'evoluzione della navigazione dei consumatori.

Sebbene il caso sia ancora in corso, la sentenza del Nono Circuito fornisce un primo segnale su come le corti potranno affrontare le questioni legali relative agli agenti AI che compiono azioni per conto degli utenti — una questione con potenziali implicazioni di ampia portata per il futuro dell'intelligenza artificiale agentica e dell'e-commerce. La decisione della corte d'appello scioglie l'ingiunzione preliminare, consentendo a Comet di operare su Amazon mentre il contenzioso sottostante continua.

La decisione della corte è disponibile per intero qui.