Pax Silica sotto esame: un economista valuta benefici, costi e rischi della coalizione tecnologica guidata dagli USA
Punti chiave
- •Pax Silica è una coalizione guidata dagli USA lanciata a dicembre 2025 con più di 30 paesi partecipanti, tra cui Corea del Sud, Giappone, Singapore e Australia, per ridurre la dipendenza globale dalla Cina per i materiali vitali alle tecnologie digitali.
- •Le Filippine ospiteranno un hub di intelligenza artificiale e produzione avanzata di 1.620 ettari a New Clark City, Tarlac, con la taiwanese Foxconn come principale investitore di ancoraggio e primo grande insediamento.
- •Il progetto dovrebbe attrarre investimenti tra 40 e 70 miliardi di dollari, ma richiederebbe circa tre gigawatt di capacità di generazione elettrica, equivalenti a circa il 16% dell'attuale capacità di rete di Luzon.
- •Le preoccupazioni includono l'enorme fabbisogno di acqua di raffreddamento, che potrebbe deviare le forniture da milioni di agricoltori e famiglie a Tarlac e nelle province limitrofe; tra le possibili soluzioni citate figurano l'acqua di mare dalla baia di Subic o di Manila e lo stoccaggio di acqua piovana nel lago Pinatubo.
- •L'autore avverte che il progetto potrebbe peggiorare le disuguaglianze di reddito regionali e lo spiazzamento dei lavoratori non qualificati, e cita il saggio di Robert Reich “The Crash of 2026”, che mette in guardia sul rischio che la massiccia spesa per le infrastrutture AI stia gonfiando una bolla di mercato globale.

Che cos'è Pax Silica?
Pax Silica è una coalizione internazionale di investitori guidata dagli USA, lanciata a dicembre 2025 con lo scopo di istituire una catena di approvvigionamento globale per semiconduttori, infrastrutture di intelligenza artificiale (AI), terre rare e altri materiali essenziali alla produzione di dispositivi digitali come microchip e processori. Il progetto è stato avviato principalmente per ridurre la dipendenza globale dalla Cina per i materiali semilavorati vitali per molte tecnologie digitali.
Oltre agli Stati Uniti, gli altri principali partecipanti a Pax Silica includono Corea del Sud, Giappone, Singapore e Australia.
Più di 30 paesi prendono parte al massiccio partenariato. Uno di questi è le Filippine, dove a New Clark City, nella provincia di Tarlac, sorgerà presto un hub di intelligenza artificiale e produzione avanzata di 1.620 ettari.
Costi e benefici di Pax Silica
Fin dalla sua nascita, Pax Silica è stata oggetto di accesi dibattiti nei circoli politici, imprenditoriali e accademici, con controversie incentrate in larga misura sui costi e sui benefici economici associati all'iniziativa, scrive il dott. Niceto “Nick” S. Poblador in un articolo di opinione pubblicato da BusinessWorld.
Esiste un consenso generale sui benefici economici di Pax Silica. Il progetto dovrebbe attrarre miliardi di investimenti — tra 40 e 70 miliardi di dollari secondo una stima — e generare sia posti di lavoro altamente qualificati sia lavori manuali nel corso della lunga vita del progetto. Si prevede inoltre che stimoli lo sviluppo di piccole e medie imprese che faranno parte di una rete di valore estesa, con la taiwanese Foxconn nel ruolo di principale investitore di ancoraggio e primo grande insediamento per le Filippine. Inoltre, fungendo da catena di approvvigionamento globale estesa, Pax Silica eviterà la necessità di riportare in loco l'intera produzione.
C'è molto meno accordo sui costi economici, politici e ambientali associati a Pax Silica.
Per cominciare, i data center e gli hub di intelligenza artificiale comportano enormi fabbisogni energetici. Si stima che il progetto richieda circa tre gigawatt di capacità di generazione elettrica, equivalenti al 16% dell'attuale capacità di rete di Luzon. Questa enorme domanda di energia, argomenta l'autore, eserciterà quasi certamente pressioni sul costo dell'elettricità nel paese, che — dopo Singapore — è il più alto della regione.
Gli economisti temono che Pax Silica possa confinare le Filippine, il più povero tra i 30 partecipanti, in un ruolo di esportatore di materie prime a basso valore anziché nella produzione di fascia alta. Questa preoccupazione si inserisce in un dibattito più ampio sul fatto che i grandi hub tecnologici approfondiscano effettivamente l'ammodernamento industriale locale o collochino semplicemente i paesi ospiti in segmenti a minor valore della catena.
Alcuni critici temono che l'associazione del paese con nazioni straniere aventi interessi strategici nella regione — in particolare USA, Giappone e Australia — possa esporre le Filippine a rischi per la sicurezza inutili da parte di potenziali aggressori.
Gli ambientalisti sono particolarmente preoccupati per il probabile impatto di Pax Silica sull'ecosistema, prima fra tutte la compromissione dell'ambiente dovuta in parte alle emissioni di carbonio e a pratiche di smaltimento dei rifiuti non corrette.
Un motivo principale di preoccupazione è il danno economico e ambientale derivante dall'enorme quantità d'acqua necessaria per raffreddare le strutture su 1.620 ettari. Queste comprendono hardware IT e sistemi fisici — server potenti, sistemi di archiviazione, apparati di rete composti da router e switch, alimentazione elettrica e sistemi di supporto al raffreddamento — tutti necessitanti di acqua per funzionare. Soddisfare questo enorme fabbisogno idrico sottrarrà acqua ai milioni di agricoltori e alle famiglie di Tarlac e delle province limitrofe, rendendo l'accesso e l'allocazione dell'acqua una questione centrale per le comunità vicine al sito del progetto.
Questioni tecniche e ambientali
Una possibile soluzione consiste nell'utilizzare invece acqua di mare. I data center possono usare acqua di mare per il raffreddamento, ma ciò richiederà modifiche estese e costose alla progettazione dei sistemi, perché l'uso diretto di acqua di mare causa gravi danni alle attrezzature.
Il raffreddamento con acqua di mare potrebbe essere realizzato convogliando acqua dalla baia di Subic o dalla baia di Manila. Tuttavia, questa opzione non è soltanto costosa: potrebbe anche alterare il già delicato equilibrio ecologico della Pianura Centrale di Luzon, la più grande area pianeggiante del paese. Alcune parti della pianura sono soggette a inondazioni occasionali, mentre altre — tra cui New Clark City — attraversano periodi prolungati di siccità nel corso dell'anno. Negli periodi piovosi dell'anno è inoltre possibile convogliare acqua dalle paludi di Candaba.
Fortunatamente, scrive l'autore, vi sono diverse soluzioni attuabili tra cui scegliere. A suo avviso, un'opzione percorribile è convogliare acqua verso Clark da zone dove è abbondante, come la baia di Subic, oppure dalle paludi di Candaba e dalle aree circostanti — tra cui Metro Manila e porzioni di Bulacan e Pampanga — dove l'acqua piovana si accumula durante i lunghi mesi delle piogge. Ciò potrebbe realizzarsi installando pompe potenti per convogliare l'acqua da aree a bassa quota verso zone elevate dove può essere immagazzinata, come il lago Pinatubo, e da cui può essere rilasciata gradualmente agli utenti nelle immediate vicinanze. Il rilascio può avvenire attraverso un processo chiamato sifonamento, mediante il quale l'acqua scorre da quote più alte verso quote più basse, dove la forza di gravità è maggiore.
Impatto sulla distribuzione del reddito e della ricchezza
Infine, l'autore ritiene fortemente probabile che Pax Silica incida negativamente sulla distribuzione del reddito e della ricchezza nella regione. Gli investitori nel progetto e il loro personale dirigenziale e tecnico altamente retribuito sono destinati a ottenerne sostanziali ricompense finanziarie, mentre i lavoratori manuali non qualificati potrebbero essere soppiantati da lavoratori con competenze tecniche avanzate — o da equipaggiamenti a funzionamento autonomo. Questi sviluppi aggraveranno molto probabilmente il problema della disoccupazione già esistente nella regione.
Purtroppo, scrive Poblador, non ci si può ragionevolmente aspettare che il governo affronti la questione, poiché gli interessi dei funzionari governativi corrotti e dei dirigenti aziendali rapaci coincidono. Gli sfortunati perdenti, a suo avviso, sono gli agricoltori, i lavoratori manuali e le piccole imprese.
Inoltre, il progetto accrescerà gli oneri finanziari di migliaia di agricoltori, famiglie e piccole imprese della regione sotto forma di costi più elevati di acqua ed elettricità. Questa situazione è palesemente insostenibile, sostiene l'autore, e richiede un governo forte — come quello di Singapore o del Vietnam — per applicare soluzioni attuabili. “Purtroppo, il nostro è uno dei governi più deboli al mondo!” scrive. La società civile, i leader imprenditoriali illuminati e i cittadini consapevoli, egli argomenta, dovrebbero assumersi la responsabilità abbandonata dallo Stato, prendere le difese dei cittadini indifesi e assumere una posizione ferma sulla questione.
Un'ultima parola di cautela
Tutte le argomentazioni sopra esposte, a favore e contro Pax Silica, sono ormai acqua passata, scrive l'autore, e il mondo si trova ora ad affrontare un pericolo imminente di proporzioni globali. Le discussioni attuali tra persone esperte del mondo accademico, imprenditoriale e mediatico vertono sulla possibilità che la fenomenale espansione dell'AI possa rivelarsi un castello di carte, per usare un'espressione popolare.
Nel suo saggio quotidiano del 23 luglio, intitolato “The Crash of 2026”, Robert Reich elenca una serie di segnali d'allarme precoce. Egli osserva, ad esempio, che l'enorme spesa per le infrastrutture AI — come l'investimento previsto in Pax Silica — sta facendo salire alle stelle i prezzi azionari e che qualsiasi minimo segnale di panico è destinato a innescare un crollo di mercato fragoroso in tutto il mondo.
L'articolo riflette l'opinione personale dell'autore e non riflette la posizione ufficiale della Management Association of the Philippines (MAP).
Il dott. Niceto “Nick” S. Poblador è membro del MAP Shared Prosperity Committee e professore in pensione di Economia e Management presso l'UP Diliman. Contatto: map@map.org.ph / nspoblador@gmail.com.