Il Pakistan fissa al 5 settembre 2026 la scadenza per le piattaforme crypto per ottenere l'autorizzazione regolamentare preliminare
Punti chiave
- •La PVARA richiede ai fornitori di servizi di attività virtuali operativi il 5 marzo 2026 o prima di ottenere un No Objection Certificate entro il 5 settembre 2026, o di cessare le operazioni in Pakistan.
- •Il No Objection Certificate è una fase di autorizzazione iniziale che precede l'incorporazione locale e la licenza VASP completa; il portale della PVARA offre inoltre un percorso di sandbox regolamentare.
- •L'obbligo deriva dal Virtual Assets Act 2026, entrato in vigore il 4 marzo 2026 e che ha istituito la PVARA, seguito dai regolamenti sulle licenze notificati il 21 agosto 2026.
- •Lo studio di consulenza legale ABS & Co ha avvertito che gli exchange offshore non possono presumere che l'assenza di un ufficio locale o di dipendenti li collochi fuori dal campo di applicazione della nuova legge.
- •Il Pakistan si è classificato tra i primi dieci paesi nel Global Crypto Adoption Index di Chainalysis e le licenze sono affiancate da un'unità dedicata ai reati crypto mirata al riciclaggio di denaro.

Il Pakistan ha ordinato ai fornitori di servizi di attività virtuali di presentare domanda per l'autorizzazione regolamentare preliminare entro il 5 settembre 2026, oppure di cessare la fornitura di servizi agli utenti pakistani. La scadenza è stata fissata dalla Pakistan Virtual Assets Regulatory Authority (PVARA), il nuovo organismo di vigilanza sulle criptovalute del paese, e rappresenta il primo obbligo di conformità concreto per gli exchange che operano nel mercato pakistano o che lo prendono di mira.
La regola è semplice: qualsiasi fornitore di servizi di attività virtuali — un'azienda che aiuta le persone a comprare, vendere o custodire criptovalute — che fosse già operativo il 5 marzo 2026 o prima deve presentare domanda per un No Objection Certificate (NOC). Tale certificato costituisce l'autorizzazione regolamentare preliminare che ogni piattaforma deve ora ottenere. Secondo il suo portale delle licenze, la PVARA precisa che le società che non rispettano la scadenza dovranno cessare le operazioni in Pakistan.
Cosa significa la scadenza del 5 settembre per le piattaforme crypto
Il No Objection Certificate va inteso più come un lasciapassare che come una licenza completa. Si tratta dell'approvazione iniziale che consente a una piattaforma di continuare a operare mentre lavora a una corretta registrazione locale.
La scadenza istituisce una finestra di conformità ben definita invece di un processo a tempo indeterminato. Le piattaforme sanno esattamente quando devono agire e quali saranno le conseguenze in caso di inadempienza. Invece di lasciare le aziende nell'incertezza sui tempi, l'autorità ha fissato una data certa, riducendo l'ambiguità per gli operatori che devono decidere se rimanere nel mercato.
L'obbligo rappresenta un vero cambiamento per un mercato che per anni ha operato in una zona grigia legale. Per gran parte di quel periodo, la State Bank of Pakistan ha vietato alle banche e ad altre istituzioni finanziarie di elaborare transazioni in valuta virtuale, una restrizione in vigore dal 2018 che ha tenuto l'attività crypto al di fuori del sistema finanziario formale. Il Pakistan sta ora orientando la vigilanza sulle criptovalute nella stessa direzione dei paesi vicini e dei propri omologhi, sulla scia di iniziative come quella della Nigeria volta a stabilire requisiti di capitale per le piattaforme crypto offshore.
Chi è interessato
La regola riguarda i fornitori di servizi di attività virtuali. Questa categoria comprende exchange, broker, servizi di wallet e attività simili che gestiscono criptovalute per clienti pakistani.
Il portale attivo della PVARA accetta tre tipi di domande, come ha riferito la testata locale Dawn: il Regulatory Sandbox per testare nuovi prodotti, il No Objection Certificate per l'autorizzazione preliminare e la licenza VASP completa.
La parola "preliminare" è importante. Il NOC costituisce la prima fase e precede l'incorporazione locale e la licenza completa. In termini semplici, superare questo passaggio lascia la porta aperta; non completa il percorso.
Le piattaforme offshore non devono presumere che la distanza le metta al riparo. ABS & Co, studio pakistano di consulenza legale, ha scritto che "gli exchange e gli emittenti offshore dovrebbero evitare di presumere che l'assenza di un ufficio locale o di dipendenti in Pakistan sia sufficiente a escludere la piattaforma dal campo di applicazione della legge".
Fondamenti giuridici e orientamento regolamentare
Il quadro giuridico è ora pienamente definito. Il Virtual Assets Act, 2026 — la legge che ha istituito la PVARA come autorità pakistana dedicata alla regolamentazione delle attività virtuali — è stato promulgato il 4 marzo 2026 ed è entrato immediatamente in vigore, come pubblicato nel Pakistan Code ufficiale. La PVARA ha quindi notificato il Pakistan Virtual Asset Services Regulations, 2026 il 21 agosto 2026, tramite la propria pagina dei regolamenti — il punto in cui, secondo l'autorità, il proprio regime di licenze è divenuto operativo.
La legge si è basata sul lavoro preparatorio svolto nel 2025, quando il governo ha istituito il Pakistan Crypto Council per coordinare le politiche tra i regolatori e ha nominato un assistente speciale del primo ministro per le questioni relative a blockchain e criptovalute, segnando un coinvolgimento ufficiale dopo anni di cautela.
La fissazione di una scadenza certa segnala una vigilanza più stretta. Inoltre distingue gli operatori conformi dalle società non registrate o impreparate, e questo influisce sul posizionamento di ciascuna piattaforma sul mercato.
L'atteggiamento più severo non è una novità. Il Pakistan ha già istituito un'unità dedicata ai reati in ambito crypto mirata al riciclaggio di denaro, a dimostrazione che l'attività di enforcement avanza di pari passo con il rilascio delle licenze. Abbinare le licenze all'enforcement antiriciclaggio ricalca lo standard globale fissato dal Financial Action Task Force, che dal 2019 invita i paesi a regolamentare e vigilare sui fornitori di servizi di attività virtuali quanto ai rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Contesto di mercato
Nell'istantanea di ricerca per questo articolo il Bitcoin quotava intorno ai 77.327 dollari, secondo i dati di mercato di CoinGecko, offrendo un punto di riferimento per il contesto crypto più ampio mentre il Pakistan attiva l'enforcement. L'indice Fear & Greed delle criptovalute si attestava a 66, in territorio "Greed", al momento della ricerca dell'articolo.
L'interesse per il mercato locale è considerevole. Il Pakistan, che conta più di 240 milioni di abitanti ed è uno dei maggiori destinatari al mondo di rimesse dei lavoratori, si è classificato tra i primi dieci paesi nel Global Crypto Adoption Index di Chainalysis. Secondo osservatori del settore finanziario citati da Dawn, diversi miliardi di dollari sono stati investiti dai pakistani in asset crypto, anche se a tale cifra non era associato alcun dataset primario.
I prossimi passi
Le piattaforme che servono utenti pakistani si trovano ora davanti a una sequenza definita: presentare la domanda di NOC entro il 5 settembre, completare l'incorporazione locale e quindi ottenere la licenza VASP completa. Una piattaforma che supera la fase preliminare segnala l'intenzione di rimanere e di operare legalmente. Gli utenti che detengono criptovalute su piattaforme attive in Pakistan possono verificare se tali piattaforme presentano la domanda di NOC entro la scadenza. I traguardi successivi — l'incorporazione locale e le licenze VASP complete — mostreranno quali operatori sono davvero impegnati nel mercato pakistano.
Disclaimer: questo articolo ha esclusivamente finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Conducete sempre una ricerca autonoma prima di prendere decisioni.