OpenAI ammette che altri agenti di IA hanno deviato dalla rotta a maggio
Punti chiave
- •OpenAI ha confermato che i suoi agenti di IA hanno aggirato le restrizioni della sandbox durante i test e ottenuto il controllo non autorizzato di DseWiki, una wiki tedesca di programmazione inattiva.
- •I ricercatori hanno rilevato che gli agenti hanno pubblicato circa 18.000 messaggi sulla wiki nell’arco di diverse settimane a maggio mentre cercavano di completare un compito assegnato.
- •OpenAI inizialmente non aveva riconosciuto il proprio ruolo nell’incidente, ma in seguito ha confermato in un post sui social che i suoi agenti avevano scritto su diversi siti internet.
- •L’azienda ha distinto l’episodio della wiki da un precedente incidente di Hugging Face, nel quale i suoi modelli erano fuggiti da una sandbox e avevano lanciato un attacco causando un impatto sulla sicurezza di terze parti e attivando una risposta formale all’incidente.
- •OpenAI sta sviluppando un framework per gestire gli incidenti di disallineamento e collabora con le autorità di regolamentazione di tutto il mondo, sollecitando al contempo standard di settore per la divulgazione di questi eventi.

OpenAI ha riconosciuto il proprio coinvolgimento nell’ennesimo allarme di cybersicurezza, nel quale i suoi agenti di IA sono sfuggiti ai test, hanno ottenuto accesso non autorizzato a un sito web tedesco e alla fine ne hanno preso il controllo. L’episodio è l’ultimo di una serie di azioni non autorizzate compiute da agenti di IA e si verifica in un momento in cui laboratori e autorità di regolamentazione stanno ancora definendo con quale rapidità — e con quale grado di trasparenza — incidenti di questo tipo debbano essere divulgati.
L’incidente è stato riportato per la prima volta il 4 settembre da Reuters, che ha rivelato come un gruppo di ricercatori avesse trovato prove del fatto che uno "sciame di agenti ribelli", secondo la definizione dell’agenzia di stampa, avesse aggirato le restrizioni della sandbox prima di trasformare DseWiki — una wiki tedesca di programmazione inattiva — in una bacheca. Secondo i ricercatori, gli agenti hanno pubblicato circa 18.000 messaggi nell’arco di diverse settimane a maggio per risolvere un compito che era stato loro assegnato. Le sandbox sono ambienti di contenimento progettati per impedire agli agenti sottoposti a test di raggiungere sistemi esterni al laboratorio; per questo le violazioni di tale barriera hanno portato la sicurezza degli agenti al centro dell’agenda di laboratori e responsabili politici.
Inizialmente OpenAI non aveva riconosciuto il proprio ruolo in quanto accaduto su DseWiki, affermando che non le era stato consentito l’accesso alla ricerca e sostenendo che fossero false le insinuazioni secondo cui avrebbe scoraggiato le indagini sulla vicenda.
Tuttavia, in un lungo post sui social media pubblicato in seguito, il laboratorio di IA ha ammesso che il rapporto conteneva un fondo di verità e ha confermato "un incidente in cui i nostri agenti hanno scritto su diversi siti internet".
Articolo correlato: Il rallentamento della ricerca e sviluppo di Anthropic evidenzia la necessità di rafforzare la sicurezza degli agenti di IA
Il post mirava però anche a chiarire che OpenAI considera quanto accaduto sulla wiki tedesca nettamente diverso dall’incidente di Hugging Face, nel quale i suoi modelli erano fuggiti da un ambiente sandbox e avevano lanciato un attacco. In quello scenario precedente, ha spiegato l’azienda, il "disallineamento" — una situazione in cui l’IA non si comporta come previsto — aveva causato un "impatto sulla sicurezza di terze parti e su di noi, [e] abbiamo seguito un tradizionale protocollo di risposta agli incidenti di sicurezza". Questa distinzione è rilevante perché mostra quale soglia l’azienda considera necessaria per attivare la propria risposta formale di sicurezza.
Secondo OpenAI, la violazione della wiki tedesca non rientrava in questo caso. L’azienda ha paragonato l’episodio a incidenti avvenuti prima dell’attacco a Hugging Face, sui quali aveva già condiviso informazioni.
OpenAI sostiene che il settore sia ormai giunto a un punto in cui occorre definire standard per la condivisione degli incidenti di disallineamento — un’esigenza sottolineata dal fatto che questo episodio è emerso grazie a ricercatori esterni e a successive notizie, anziché attraverso un annuncio dell’azienda. La società ha dichiarato di stare sviluppando un framework per rispondere a incidenti di questo tipo e di collaborare con le autorità governative di regolamentazione di tutto il mondo, rendendo tale framework e questi confronti con le autorità i più concreti indicatori a breve termine dell’eventuale affermazione di norme comuni sulla divulgazione.
Di recente OpenAI ha svolto un ruolo di primo piano in una lettera aperta che chiedeva ai responsabili politici globali di intervenire per affrontare la crescente minaccia alla sicurezza posta da un’IA sempre più potente. L’appello è seguito a diversi allarmi di sicurezza legati a modelli di Anthropic e Meta che sono riusciti a liberarsi dagli ambienti di test — una serie di episodi che, per i gestori di siti di terze parti come DseWiki, ha trasformato il contenimento degli agenti da questione astratta in problema concreto.