Il petrolio scende a massimi minimi di due settimane con la riapertura della pipeline e i segnali iraniani su Hormuz
Punti chiave
- •Il greggio Brent è sceso a 98,33 dollari al barile e il WTI a 89,92 dollari, i livelli più bassi in due settimane.
- •L'East-West Pipeline dell'Arabia Saudita ha ripreso le operazioni a ritmo ridotto, ripristinando parzialmente una rotta di esportazione che aggira lo Stretto di Hormuz.
- •L'Iran ha segnalato che potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz entro una settimana qualora determinate condizioni fossero soddisfatte.
- •Lo Stretto di Hormuz è un punto di strozzamento marittimo all'ingresso del Golfo Persico attraverso cui transita circa un quinto del petrolio scambiato a livello globale.
- •I mercati predittivi hanno ridotto allo 0,5% la probabilità che il greggio raggiunga un nuovo massimo storico entro il 30 settembre.

I prezzi del petrolio sono scesi al livello più basso delle ultime due settimane, in mezzo alle attese di riapertura di importanti rotte di trasporto e a segni di progressi nella diplomazia con l'Iran.
I futures sul greggio Brent sono stati rilevati a 98,33 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) si attestava a 89,92 dollari. Il calo è seguito alla notizia della ripresa, a ritmo ridotto, dell'East-West Pipeline dell'Arabia Saudita, insieme alle indicazioni dell'Iran che potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz entro una settimana qualora determinate condizioni fossero soddisfatte.
Nel complesso, gli sviluppi indicano una possibile attenuazione delle interruzioni dell'offerta e delle tensioni geopolitiche che sono stati fattori significativi della recente volatilità dei prezzi del petrolio. Poiché Brent e WTI fungono da prezzi di riferimento per un'ampia gamma di vendite fisiche di greggio e prodotti raffinati, le variazioni delle attese sulle rotte di approvvigionamento tendono a riflettersi rapidamente su questi benchmark.
L'East-West Pipeline attraversa l'Arabia Saudita fino alla costa del Mar Rosso, offrendo una rotta di esportazione del greggio che aggira lo Stretto di Hormuz — il punto di strozzamento marittimo all'ingresso del Golfo Persico attraverso cui transita circa un quinto del petrolio scambiato a livello globale. La ripresa della pipeline, anche se a ritmo ridotto, ripristina parzialmente tale capacità di aggiramento.
L'attività di mercato suggerisce una probabilità ridotta che il greggio raggiunga un nuovo massimo storico entro il 30 settembre, con la probabilità YES scesa allo 0,5%. I prezzi dei mercati predittivi come questo riflettono le probabilità aggregate asseate dai trader a un determinato esito in un dato momento, non un risultato garantito. Il calo dei prezzi del petrolio appare coerente con l'attenuazione delle preoccupazioni sull'offerta e con i potenziali progressi diplomatici che coinvolgono l'Iran, influenzando il sentiment di mercato. Gli osservatori notano inoltre che la possibilità di una riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran potrebbe alleviare ulteriormente le tensioni geopolitiche che condizionano i mercati petroliferi.
Cosa monitorare
L'attenzione sarà rivolta a eventuali azioni confermate da parte dell'Arabia Saudita e dell'Iran riguardo alle operazioni della pipeline e all'accesso allo stretto, poiché potrebbero influire ulteriormente sulle dinamiche del mercato petrolifero — compreso l'eventuale aumento del ritmo operativo dell'East-West Pipeline e la definizione delle condizioni poste dall'Iran alla riapertura dello stretto. Saranno cruciali gli sviluppi che coinvolgono figure chiave come il ministro saudita dell'Energia Abdulaziz bin Salman Al Saud e la leadership dell'OPEC. Qualora il clima geopolitico si stabilizzasse, ciò potrebbe rafforzare l'attuale pricing di mercato, che indica un margine limitato per nuovi massimi del greggio nel breve termine.
Fonte: CryptoBriefing