Petrolio in leggero calo dopo la sospensione delle sanzioni energetiche alla Russia da parte di Trump, che compensa l'esplosione della petroliera a Hormuz
Punti chiave
- •La sospensione di Trump potrebbe permettere a più carburante russo, in particolare gasolio, di raggiungere i mercati globali.
- •Trump ha detto che il mantenimento della misura aiuterebbe a tenere Mosca coinvolta nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina.
- •Le IRGC iraniane hanno riferito che una petroliera è esplosa dopo essere entrata in collisione con una mina navale nello Stretto di Hormuz, anche se dettagli e vittime non sono confermati.
- •Una possibile visita del capo di stato maggiore dell'esercito pakistano a Teheran è stata riportata come potenziale canale de-escalation diplomatica.
- •I mercati petroliferi bilanciano la prospettiva di un aumento dell'offerta russa con i rinnovati rischi di spedizioni, assicurazioni e trasporti nello Stretto di Hormuz.

I prezzi del petrolio sono scesi leggermente con la riapertura dei futures per la settimana, con la decisione del presidente statunitense Donald Trump di sospendere sanzioni e dazi sull'energia russa che ha avuto la meglio sul rapporto del fine settimana sull'esplosione di una petroliera nello Stretto di Hormuz. L'interazione tra i due fattori ha dettato il tono all'inizio della settimana.
La sospensione delle sanzioni energetiche alla Russia pesa sul greggio
Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende le sanzioni e i dazi del Graham Act mirati alle esportazioni energetiche russe, una mossa che ha suscitato critiche da entrambi i partiti a Washington. La sospensione apre alla prospettiva di un maggiore flusso di carburante russo verso i mercati mondiali, e i trader hanno considerato l'offerta aggiuntiva come il motivo principale della flessione del greggio nelle contrattazioni asiatiche mattutine. Il significato per gli acquirenti di carburante è notevole: la Russia è tra i maggiori esportatori mondiali di gasolio, motivo per cui qualsiasi allentamento dei vincoli sui suoi flussi di prodotti ha ripercussioni ben oltre i benchmark del greggio.
Trump collega la mossa ai negoziati di pace sull'Ucraina
In un post su Truth Social, Trump ha detto che la decisione era intesa a non allontanare Mosca dai colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina. Ha affermato che nei negoziati si stanno compiendo progressi significativi, anche sui ostaggi, aggiungendo che firmare la misura ora ne avrebbe rischiato l'esito mentre potrebbe farlo più avanti. Ha anche sostenuto che la Russia sta offrendo all'Iran un aiuto molto inferiore alle proprie possibilità, e che intende mantenere le cose in questo modo.
Trump ha detto che gli attacchi ucraini alle raffinerie di gasolio russe stanno danneggiando i mercati globali del gasolio, compresi gli Stati Uniti, mentre la Russia continua a spedire grandi volumi di gasolio a basso costo. Ha inoltre criticato duramente il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, accusandolo di non volere la fine della guerra.
L'esplosione della petroliera evidenzia le interruzioni nel Golfo
Il tema energetico è centrale per i mercati petroliferi. L'offerta di gasolio è stata messa sotto pressione dagli attacchi alla capacità di raffinazione russa, e qualsiasi allentamento delle restrizioni sulle esportazioni di prodotti russi aggiungerebbe barili a un mercato già stretto, in un momento in cui la guerra degli Stati Uniti con l'Iran sta già sconvolgendo i flussi del Golfo.
Quell'interruzione è stata confermata domenica, quando la marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane ha dichiarato che una petroliera ha preso fuoco ed è esplosa dopo essere entrata in collisione con una mina navale nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz, secondo i media iraniani. I dettagli sulla nave e su eventuali vittime non erano immediatamente disponibili, e l'affermazione non è stata verificata in modo indipendente. La posta in gioco è alta perché lo stretto è il più importante punto di strozzamento petrolifero al mondo: circa un quinto del consumo globale di liquidi petroliferi transita nel passaggio che collega gli esportatori del Golfo Persico alle acque aperte, secondo la US Energy Information Administration, rendendo qualsiasi incidente lì un foco immediate per i mercati delle spedizioni e delle assicurazioni.
Un filo diplomatico, e i mercati più ampi
Sul fronte dell'escalation è emerso anche un possibile filo diplomatico, con l'agenzia di stampa iraniana ISNA che ha riportato che il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, As Munir, potrebbe visitare Teheran questa settimana. Il Pakistan confina con l'Iran e ha storicamente mantenuto legami sia con Teheran sia con Washington, conferendo alla visita riportata una potenziale rilevanza come canale di comunicazione.
Negli altri mercati finanziari, i futures su azioni e obbligazioni erano moderatamente in rialzo, mentre l'euro rimaneva in ritardo amid diffusi disordini in Francia e in altre grandi città dell'area euro.
Prospettive: rischi a doppio senso per il petrolio
Il calo iniziale è stato contenuto, a suggerire che i trader considerano la sospensione russa un cuscinetto di offerta piuttosto che una svolta, mentre il rischio a Hormuz resta vivo. Il gasolio è il prodotto da tenere d'occhio: qualsiasi segnalazione di crescita delle esportazioni di prodotti russi allevierebbe la pressione sugli spread dei distillati medi — i margini di raffinazione per i carburanti tipo diesel — che hanno assorbito gran parte della stretta derivante dagli attacchi alle raffinerie. Al contrario, una conferma dell'urto con una mina a Hormuz riporterebbe rapidamente il premio di rischio sulle spedizioni, e le assicurazioni per rischi di guerra e i costi di trasporto potrebbero aumentare ulteriormente.
Una visita diplomatica pakistana a Teheran offre un tenue filo di de-escalation, ma il mercato probabilmente la tratterà con cautela finché non ci saranno sostanza. Per ora, Trump ha scelto di mantenere in flusso i barili russi per tenere Mosca al tavolo dei colloqui, e ciò è bastato a compensare l'ultimo punto di tensione nello Stretto di Hormuz. L'equilibrio di breve termine per il petrolio dipende da se la sospensione si tradurrà in un aumento significativo delle esportazioni di carburante, e da se il rischio di spedizioni a Hormuz escalera ulteriormente, con scambi probabilmente dettati dai titoli e a doppio senso nel frattempo.