Petroleo in oscillazione: i colloqui con l'Iran incontrano gli attacchi Houthi all'Arabia Saudita
Punti chiave
- •Martedì i futures Brent a dicembre sono scesi dello 0,8% a 114,93 dollari al barile e il WTI a dicembre ha perso lo 0,9% a 100,90 dollari, cancellando i guadagni iniziali della seduta.
- •Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno incontrato l'Iran a Teheran, dove i quattro paesi hanno concordato di proseguire i colloqui su pace e sicurezza regionale.
- •L'Oman ha dichiarato che i colloqui con l'Iran hanno prodotto uno schema per un accordo temporaneo volto a ripristinare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, che richiederebbe compromessi sia da Washington sia da Teheran.
- •Le forze Houthi hanno rivendicato attacchi alle stazioni di pompaggio del pipeline Est-Ovest saudita e all'aeroporto di Riyadh, anche se l'Arabia Saudita non ha confermato immediatamente gli attacchi.
- •Capital Economics ha affermato che il blocco navale statunitense, in atto da oltre 100 giorni, ha indebolito il rial iraniano e spinto l'inflazione vicino al 90% annuo.

I prezzi del petrolio hanno oscillato tra rialzi e ribassi martedì, mentre i trader valutavano gli sforzi diplomatici insieme a una nuova ondata di attacchi in Medio Oriente. I movimenti sono stati misti, a seconda del contratto e del momento della giornata.
I futures del greggio Brent, riferimento internazionale, sono saliti dello 0,5% a 116,38 dollari al barile nelle contrattazioni mattutine, secondo Investing.com, mentre i futures statunitensi West Texas Intermediate sono saliti dello 0,6% a 102,35 dollari. Il Brent è il benchmark internazionale per i prezzi del greggio, mentre il WTI funge da contratto di riferimento per gli Stati Uniti. Entrambi i contratti erano scesi in precedenza nella seduta. Il Brent ha oscillato per gran parte della giornata tra i 115 e i 116 dollari al barile, con il WTI vicino ai 101-102 dollari.
I rapporti successivi hanno mostrato un quadro diverso. I futures Brent a dicembre sono scesi dello 0,8% a 114,93 dollari al barile, e il WTI a dicembre ha perso lo 0,9% a 100,90 dollari, secondo il Wall Street Journal. La settimana scorsa il Brent aveva toccato massimi di sei mesi, trainato dai timori di ulteriori attacchi a impianti energetici e al commercio marittimo.
Quattro paesi concordano di proseguire i colloqui dopo l'incontro di Teheran
Alti funzionari di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno incontrato i leader iraniani a Teheran lunedì. Un comunicato congiunto ha indicato che i quattro paesi hanno concordato di proseguire i colloqui su pace e sicurezza regionale. Arabia Saudita e Iran hanno ripristinato le relazioni diplomatiche nel 2023 grazie a un accordo mediato dalla Cina.
🇸🇦🇮🇷 Saudi Arabia's defense minister flew to Tehran while Houthi drones were hitting his own country… and that tells you what Riyadh thinks of Washington's protection Defense Minister Prince Khalid bin Salman, the crown prince’s younger brother, sat down Monday with Iran's… pic.twitter.com/g4Gfb2Oo9F
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 27, 2026
Il Ministero degli Esteri saudita ha dichiarato che la visita del ministro della Difesa Prince Khalid bin Salman, fratello minore del principe ereditario, mirava a ridurre le tensioni e a sostenere la mediazione di Qatar e Pakistan, chiedendo l'apertura di canali negoziali per evitare un ritorno all'escalation militare.
I colloqui hanno riguardato gli attacchi Houthi all'Arabia Saudita, l'eventuale apertura di trattative tra Stati Uniti e Iran, le interruzioni della navigazione nello Stretto di Hormuz e il blocco statunitense dei porti iraniani. Anche funzionari qatarini hanno dialogato con Teheran.
L'Oman annuncia uno schema per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz
L'Oman ha dichiarato che le sue discussioni con l'Iran hanno prodotto uno schema per un accordo temporaneo volto a ripristinare la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. La via d'acqua tra Iran e Oman trasporta la maggior parte delle esportazioni di greggio del Golfo via mare ed è una delle più importanti rotte di transito petrolifero al mondo. Il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi ha detto che il piano richiederebbe compromessi sia da Washington sia da Teheran.
Il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità di ulteriori azioni militari contro l'Iran. Teheran ha affermato che trattative con Washington richiederebbero la fine del blocco e la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano.
Gli Houthi rivendicano attacchi al pipeline e all'aeroporto di Riyadh
Le forze Houthi hanno dichiarato lunedì di aver attaccato stazioni di pompaggio del pipeline greggifo Est-Ovest saudita e l'aeroporto di Riyadh. Il pipeline Est-Ovest trasporta il greggio dalla costa sul Golfo dell'Arabia Saudita ai terminal di esportazione sul Mar Rosso, offrendo una rotta di esportazione che aggira lo Stretto di Hormuz; le sue stazioni di pompaggio erano già state colpite dagli attacchi con droni Houthi nel 2019. L'Arabia Saudita non ha confermato immediatamente le affermazioni, anche se negli ultimi giorni ha segnalato l'intercettazione di missili e droni.
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato un missile balistico lanciato dalla milizia Houthi yemenita verso Riyadh, e di aver distrutto quattro lanciatori di missili balistici e cinque tunnel usati per stoccare missili nello Yemen.
Il blocco pesa sull'economia iraniana
Gli analisti di Capital Economics hanno affermato che il blocco navale statunitense, in atto da oltre 100 giorni, sta danneggiando l'economia iraniana, con il rial calato e un'inflazione vicina al 90% annuo. L'Iran dipende dalle esportazioni di greggio per una quota rilevante delle entrate statali.
Il direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Fatih Birol ha dichiarato lunedì che i mercati energetici difficilmente torneranno alle condizioni prebelliche nel 2027. Saudi Aramco, intanto, prevede di avviare lo stoccaggio di greggio a Singapore nella seconda metà del 2027.