Il greggio Brent supera i 106 dollari mentre gli attacchi Houthi colpiscono le infrastrutture saudite
Punti chiave
- •L’Arabia Saudita ha chiuso l’oleodotto Est-Ovest dopo un attacco coordinato con droni da parte degli Houthi, eliminando una rotta di esportazione che bypassa lo Stretto di Hormuz.
- •Secondo fonti a conoscenza delle operazioni saudite, le scorte di greggio a Yanbu sono stimate sufficienti a coprire solo altri cinque-sette giorni di spedizioni.
- •Il controllo Houthi dell’isola di Perim aumenta i rischi per il traffico marittimo attraverso il Bab el-Mandeb, una rotta che nelle ultime settimane ha movimentato tra il 4% e il 5% della produzione petrolifera globale.
- •Un proiettile ha colpito una petroliera nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio e costringendo l’equipaggio a evacuare; le autorità iraniane hanno riferito di un morto e quattro feriti a bordo di un’altra nave.
- •I colloqui previsti tra Iran e Paesi del Golfo sulla sicurezza di Hormuz sono stati rinviati, lasciando irrisolti gli sforzi diplomatici e i tempi di riparazione dell’oleodotto.

I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 2% durante le contrattazioni di lunedì, mentre l’intensificarsi degli attacchi Houthi alle infrastrutture energetiche saudite e gli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz hanno accresciuto i timori di possibili interruzioni delle forniture in tutto il Medio Oriente.
I futures sul greggio Brent sono saliti a 106,72 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha raggiunto 102,15 dollari. Il Brent ha toccato brevemente 108,41 dollari durante le contrattazioni mattutine. Entrambi i benchmark hanno guadagnato oltre l’8% negli ultimi sette giorni, superando la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta da luglio.
Chiuso l’oleodotto saudita Est-Ovest
Le autorità saudite hanno confermato la chiusura del sistema di oleodotti Est-Ovest del regno dopo un attacco coordinato con droni da parte delle forze Houthi. L’oleodotto rappresenta una rotta alternativa fondamentale per le esportazioni, poiché consente all’Arabia Saudita di trasportare il greggio verso il Mar Rosso evitando lo Stretto di Hormuz.
It seems most people don't understand how severe the energy situation is right now in the Middle East. As of Friday, Saudi Arabia's East-West pipeline has officially been shut down after recent attacks, putting -4 million barrels of daily oil exports at risk. Meanwhile, the Bab… pic.twitter.com/S71vSoFand — The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) September 13, 2026
Dopo la chiusura, il greggio immagazzinato negli impianti di Yanbu è sufficiente a sostenere le spedizioni per soli cinque-sette giorni, secondo tre fonti a conoscenza delle attività petrolifere saudite. L’interruzione mette a rischio circa il 4% della produzione petrolifera globale.
Gli analisti energetici di ANZ hanno affermato che l’Arabia Saudita ha di fatto perso la propria alternativa di spedizione occidentale qualora le condizioni nello Stretto di Hormuz dovessero deteriorarsi ulteriormente. Le emittenti governative saudite hanno inoltre diffuso video che mostrano danni strutturali a edifici residenziali e a un sito religioso nella parte meridionale della provincia di Jazan dopo un’offensiva Houthi. Il gruppo ha riferito separatamente di attacchi contro una struttura militare saudita in una provincia vicina.
L’isola di Perim aumenta i rischi nel Bab el-Mandeb
Le forze Houthi hanno preso il controllo dell’isola di Perim venerdì, ottenendo una posizione strategica dalla quale condurre operazioni contro le navi che attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb. Nelle ultime settimane, tra il 4% e il 5% della produzione petrolifera globale è transitato attraverso questo stretto passaggio.
Nei sette giorni precedenti, il gruppo ha attaccato diverse importanti strutture saudite, tra cui un impianto di lavorazione di Aramco, terminali di stoccaggio petrolifero, strutture aeronautiche e navi commerciali. Durante il fine settimana, una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile, provocando un incendio che ha costretto l’intero equipaggio a evacuare.
Le autorità iraniane hanno riferito che una persona è rimasta uccisa e altre quattro sono state ferite a bordo di una nave commerciale battente bandiera iraniana, colpita nelle acque al largo della costa iraniana.
Gli analisti di ING hanno definito gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite una significativa escalation. Secondo gli analisti, l’entità complessiva dei danni e la durata dell’indisponibilità dell’oleodotto Est-Ovest restano ancora poco chiare. Queste questioni irrisolte fanno dipendere la durata di eventuali interruzioni delle forniture dai tempi di riparazione dell’oleodotto, dalle scorte di greggio disponibili e dalla sicurezza delle rotte di spedizione alternative.
Rinviati i colloqui sulla sicurezza tra Iran e Paesi del Golfo
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, ha dichiarato domenica che i colloqui previsti tra rappresentanti iraniani e Paesi del Golfo sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz sono stati rinviati rispetto alla data di lunedì. Non è stata annunciata una nuova data.
I mercati energetici stavano seguendo attentamente i colloqui. Le aspettative di un confronto diplomatico avevano temporaneamente limitato i rialzi del greggio durante la settimana precedente. Con il rinvio a tempo indeterminato dei colloqui, i timori sulla vulnerabilità delle forniture lungo la rotta di Hormuz restano elevati.
I flussi di petrolio attraverso lo strategico passaggio erano già diminuiti sostanzialmente rispetto ai livelli precedenti al conflitto, dopo il nuovo inasprimento delle tensioni tra Washington e Teheran ad agosto. Il rinvio dei colloqui e la chiusura dell’oleodotto fanno dello stato del percorso diplomatico e delle alternative di esportazione dell’Arabia Saudita le questioni immediate da monitorare.
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