Offchain Labs e i cofondatori di Solana si scontrano sul modello di commissioni di Robinhood Chain
Punti chiave
- •Robinhood Chain è stata lanciata a luglio sulla rete Arbitrum Orbit e conserva il 90% dei ricavi dalle commissioni di gas, mentre il 10% va alla rete Arbitrum.
- •Al picco di inizio settembre, Robinhood Chain ha elaborato circa 10,4 milioni di transazioni al giorno, generando circa 4,22 milioni di dollari di commissioni giornaliere, con commissioni medie vicine a 0,40 dollari durante la congestione.
- •Anatoly Yakovenko ha criticato il modello perché consente all'operatore di trarre profitto dagli aumenti di commissioni causati dalla congestione, indebolendo l'incentivo a ridurre i costi.
- •Steven Goldfeder ha difeso l'accordo, sostenendo che permette agli sviluppatori di gestire la propria infrastruttura e sostenere un modello di business basato sull'utilizzo.
- •Il dibattito riflette una divisione strutturale tra l'approccio app-chain di Arbitrum e il modello di rete condivisa ad alto throughput e basso costo di Solana.

Offchain Labs è diventata il centro di un'accesa disputa sulla struttura delle commissioni di Robinhood Chain. Il disaccordo coinvolge i fondatori di Solana e solleva una domanda più ampia: le applicazioni che costruiscono la propria rete debbano conservare la maggior parte dei ricavi generati? Lo scambio è uno degli scontri più visibili finora su come dovrebbe fluire il valore quando un'applicazione finanziaria mainstream passa alla propria blockchain.
Steven Goldfeder, cofondatore di Offchain Labs, e Anatoly Yakovenko, cofondatore di Solana, hanno reso pubblico il loro dibattito su X. Al centro della questione c'è Robinhood Chain, lanciata a luglio sulla rete Arbitrum Orbit, una blockchain basata su Ethereum in cui ETH funge da valuta per il gas.
Goldfeder ha scritto:
I have a ton of respect for @toly but this is a ridiculous take. On Arbitrum, Robinhood keeps 90% of gas fees. On Solana they would retain 0 and any gas fees they subsidized would come out of pocket. Robinhood chose Arbitrum so they could be a landlord and not a tenant. — Steven Goldfeder (@sgoldfed) September 5, 2026 (https://x.com/sgoldfed/status/2096309115844702213)
Il modello di commissioni di Robinhood Chain attira l'attenzione
Robinhood Chain opera con tempi di blocco di 100 millisecondi ed è rapidamente diventata una rete molto trafficata. Al picco di inizio settembre ha elaborato circa 10,4 milioni di transazioni al giorno, con commissioni giornaliere totali di circa 4,22 milioni di dollari. Le commissioni medie per transazione sono salite a circa 0,40 dollari durante i periodi di congestione della rete.
Questi dati hanno messo sotto esame il sistema di commissioni di Robinhood. Yakovenko lo ha criticato il 3–4 settembre, sostenendo che consente all'operatore di trarre profitto dall'aumento dei costi di transazione causato dalla congestione. La sua preoccupazione è che ciò crei un incentivo fondamentalmente diverso rispetto a quello della tecnologia blockchain, che punta principalmente a mantenere bassi i costi. Se un'applicazione guadagna di più quando le commissioni sono più alte, la motivazione a ridurre i costi si indebolisce. In gioco c'è il modo in cui i milioni di clienti di una piattaforma di trading al dettaglio vivono i servizi basati su blockchain, poiché i livelli di commissioni sulla catula incidono infine su ciò che quegli utenti pagano quando interagiscono con essa.
Offchain Labs difende l'approccio di Arbitrum
In risposta alle critiche, Steven Goldfeder ha richiamato il meccanismo di condivisione dei ricavi che governa Robinhood Chain. Secondo l'accordo, il 90% dei ricavi va a Robinhood, mentre il 10% è assegnato alla rete Arbitrum.
Secondo Goldfeder, questo assetto offre agli sviluppatori un maggiore controllo sull'economia della propria blockchain. Le aziende possono gestire la propria infrastruttura e generare ricavi in base alle proprie operazioni. Per Offchain Labs, Robinhood Chain costituisce un esempio concreto del fatto che una blockchain può sostenere un modello di business basato sull'utilizzo.
Due modelli diversi per le economie delle blockchain
Il dibattito riflette in ultima analisi la differenza strutturale tra Arbitrum e Solana. Il modello Arbitrum Orbit supporta un sistema di app-chain in cui le aziende gestiscono le proprie blockchain e conservano una quota significativa dei ricavi generati da quelle catene. Questo design fa parte di una tendenza più ampia delle app-chain, in cui i progetti lanciano catene dedicate per personalizzare prestazioni, commissioni ed economia, invece di competere per spazio su una rete condivisa.
Solana adotta un approccio diverso: è una rete ad alto throughput progettata per elaborare grandi volumi di transazioni a basso costo. A differenza di Robinhood Chain, le commissioni di transazione non sono raccolte direttamente dall'applicazione, ma dai validatori e dalla rete nel suo complesso.
Questa distinzione ha reso Robinhood Chain un caso di studio rilevante per il futuro dell'infrastruttura blockchain. Offchain Labs sostiene che un maggiore controllo sui ricavi avvantaggi gli sviluppatori di applicazioni, mentre Solana pone l'accento sull'economia a livello di rete e su prezzi di transazione bassi.
Robinhood Chain affronta una prova decisiva
Robinhood Chain deve ora dimostrare se riesce a sostenere volumi di transazioni elevati senza che commissioni più alte allontanino gli utenti. Se il comportamento degli utenti rimarrà stabile nonostante occasionali commissioni più elevate, il modello rafforzerà la causa delle blockchain dedicate alle applicazioni. Al contrario, se gli utenti si dimostreranno molto sensibili ai costi di transazione, il modello di prezzi di Robinhood potrebbe essere sottoposto a un esame più severo. Tra i punti da osservare in futuro figurano i livelli giornalieri di transazioni e commissioni sulla catena, l'eventuale ricorrenza di picchi di commissioni legati alla congestione e se altre grandi applicazioni seguiranno la strada delle app-chain di Robinhood o si deployeranno su reti condivise come Solana.
La disputa tra Offchain Labs e Solana si estende quindi oltre una singola blockchain, affrontando una questione più ampia su chi debba catturare il valore creato dalla crescita delle blockchain.