Jensen Huang di Nvidia dice ai policymaker USA che i timori apocalittici sull’AI sono “complete nonsense”
Punti chiave
- •Il CEO di Nvidia Jensen Huang ha avvertito Washington che basare la politica sull’AI su scenari apocalittici esagerati anziché su evidenze potrebbe danneggiare la competitività americana più della tecnologia stessa.
- •Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha minacciato sanzioni contro i modelli di AI cinesi lo stesso giorno in cui Huang è intervenuto, riflettendo una continua escalation delle restrizioni statunitensi sull’accesso della Cina a capacità avanzate di AI.
- •Huang ha previsto una domanda globale di chip pari a circa un trilione di dollari entro il 2027, trainata dalle crescenti esigenze di addestramento, inferenza e implementazione dell’AI in quasi tutti i settori.
- •Aziende cinesi come Moonshot AI hanno rilasciato modelli di AI open-source competitivi, indebolendo l’ipotesi che i controlli all’export da soli possano mantenere la superiorità tecnologica degli Stati Uniti.
- •Huang ha sostenuto con continuità un unico quadro normativo federale unificato per l’AI, affermando che un mosaico di regole statali crea inutili complessità di conformità per le aziende che operano a livello nazionale.

Il CEO di Nvidia Jensen Huang ha inviato un messaggio netto a Washington il 23 luglio: smettere di basare la politica sull’intelligenza artificiale sulla fantascienza invece che sulla scienza.
Parlando in quello che è apparso come un intervento pubblico di lobbying rivolto ai policymaker statunitensi, Huang ha sostenuto che i timori esagerati sull’AI stanno causando alla competitività americana danni maggiori di quanti la tecnologia stessa potrebbe mai provocare. Le persone che avvertono che l’AI porrà fine alla civiltà, ha detto, attingono a sceneggiature hollywoodiane — non a prove. I suoi commenti arrivano mentre a Washington si intensifica il dibattito politico, con i legislatori che hanno tenuto numerose audizioni su sicurezza e competitività dell’AI, spesso ascoltando le testimonianze di una cerchia ristretta di importanti dirigenti tecnologici.
Resistenza alla regolamentazione guidata dal panico
Huang non ha usato mezzi termini nei confronti di chi prevede scenari apocalittici.
"The fact that this is going to be the end of humanity, it's complete nonsense."
La sua frustrazione andava oltre il piano filosofico. Ha messo specificamente in guardia dal rischio che l’amministrazione Trump proceda a un "overcorrect" sulla politica dell’AI — creando un contesto regolamentare in cui i concorrenti potrebbero usare la retorica della sicurezza come arma a proprio vantaggio.
Il tempismo è stato significativo. Lo stesso giorno in cui Huang è intervenuto, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha minacciato sanzioni contro i modelli di AI cinesi. La mossa riflette una più ampia escalation degli sforzi statunitensi per limitare l’accesso della Cina a capacità avanzate di AI, sulla scia dei controlli all’esportazione sui semiconduttori introdotti per la prima volta nel 2022 e inaspriti nei round successivi. Huang ha sostenuto che Washington dovrebbe consultare una gamma più ampia di stakeholder invece di affidarsi alle prospettive di una manciata di CEO.
Lo scenario da un trilione di dollari
Nel marzo 2026, Huang ha previsto una domanda di chip pari a circa $1 trillion entro il 2027, riflettendo la crescente richiesta di potenza di calcolo per l’addestramento, l’inferenza e l’implementazione dell’AI in praticamente ogni settore.
Nvidia ha affrontato un controllo più intenso sulle esportazioni di chip verso aziende cinesi, con potenziali indagini all’orizzonte. L’attenzione regolatoria colloca l’azienda al centro della tensione tra opportunità commerciali e imperativi di sicurezza nazionale, mentre i policymaker statunitensi valutano se limitare le vendite alla Cina rallenti in modo significativo lo sviluppo dell’AI cinese o semplicemente reindirizzi la domanda verso fornitori alternativi. Allo stesso tempo, aziende cinesi come Moonshot AI hanno rilasciato modelli di AI open-source competitivi, indebolendo l’ipotesi che i soli controlli all’export possano preservare la superiorità tecnologica degli Stati Uniti.
Huang ha sostenuto con continuità un quadro normativo federale unificato per l’AI invece di un mosaico di regole a livello statale. Diversi stati, tra cui la California, hanno portato avanti proprie leggi sulla sicurezza dell’AI, creando complessità di conformità per le aziende che operano su scala nazionale. Un approccio federale coerente, sostiene, fornirebbe alle aziende un insieme unico e chiaro di regole da seguire.