NotizieAzioniNSE completa il regolamento di 1.491 crore con SEBI nel caso co-location, rimuovendo un ostacolo chiave in vista dell'IPO

NSE completa il regolamento di 1.491 crore con SEBI nel caso co-location, rimuovendo un ostacolo chiave in vista dell'IPO

Autore: Economic Times Markets·

Punti chiave

  • La NSE ha versato i restanti 714,74 crore a SEBI, completando l'intero regolamento di 1.491,21 crore relativo ai casi co-location e dark fibre.
  • Le indagini sulla co-location derivavano da una segnalazione di un whistleblower del 2015, in cui si sosteneva che alcuni broker avessero ottenuto indebiti vantaggi di velocità tramite la stretta prossimità dei server e connessioni dark fibre non autorizzate.
  • Il regolamento è stato eseguito nell'ambito del quadro dell'ordinanza di consenso di SEBI, che consente agli enti di risolvere i procedimenti sanzionatori senza ammettere né negare la colpa.
  • La prevista IPO da 30.000 crore della NSE è stata ritardata per diversi anni in parte a causa delle preoccupazioni normative irrisolte derivanti dalle indagini sulla co-location.
  • Nonostante il regolamento, la NSE richiede una nuova approvazione da SEBI per il proprio draft red herring prospectus, scaduto durante il ritardo prolungato, prima di poter lanciare l'offerta pubblica.
NSE completa il regolamento di 1.491 crore con SEBI nel caso co-location, rimuovendo un ostacolo chiave in vista dell'IPO

La National Stock Exchange of India (NSE) ha versato i restanti 714,74 crore alla Securities and Exchange Board of India (SEBI), completando l'intero regolamento di 1.491,21 crore dei casi co-location e dark fibre da tempo pendenti. Il pagamento segue un'approvazione di massima da parte dell'autorità di vigilanza del mercato e rimuove un ostacolo normativo significativo mentre la borsa avanza verso la sua prevista IPO da 30.000 crore.

Contesto del caso co-location

Il caso co-location risale alle accuse secondo cui alcuni broker avevano ottenuto un accesso preferenziale ingiusto al sistema di negoziazione della NSE collegando i propri server in stretta prossimità fisica ai server della borsa, ricevendo così i dati di mercato una frazione di secondo prima degli altri partecipanti. Nel trading elettronico a latenza ultrabassa, anche un vantaggio di pochi microsecondi può avere un significato commerciale rilevante. La questione è stata portata per la prima volta all'attenzione di SEBI tramite una segnalazione di un whistleblower presentata nel 2015.

Un'indagine correlata ha esaminato l'uso delle cosiddette connessioni "dark fibre" — collegamenti di rete privati che avrebbero fornito accesso non autorizzato a bassa latenza ai sistemi della borsa, conferendo ad alcuni trader un indebito vantaggio in termini di velocità.

SEBI aveva in precedenza ordinato alla NSE di restituire oltre 600 crore nella questione, oltre agli interessi. Il meccanismo di regolamento previsto dal quadro dell'ordinanza di consenso di SEBI consente agli enti di risolvere i procedimenti sanzionatori pendenti senza ammettere né negare la colpa, previa approvazione dell'autorità di vigilanza. Il quadro è ampiamente utilizzato nella regolamentazione dei titoli indiani per chiudere casi protratti senza ricorrere a lunghe controversie legali.

Le indagini sulla co-location hanno inoltre portato ad azioni normative contro ex dirigenti di alto livello della NSE, sottolineando il controllo governance che ha accompagnato la borsa insieme alle sanzioni finanziarie.

Verso l'IPO

Il regolamento rappresenta un passaggio cruciale per la lungamente attesa offerta pubblica della NSE, il cui rinvio di diversi anni è dipeso in parte anche dai procedimenti normativi irrisolti. L'IPO da 30.000 crore, se lanciata, figurerebbe tra le maggiori offerte pubbliche nella storia dei mercati dei capitali indiani.

La NSE è la più grande borsa indiana per volume di negoziazione ed è ampiamente riconosciuta come una delle maggiori borse di derivati al mondo. La borsa aveva presentato il proprio draft red herring prospectus a SEBI nel 2016, ma le preoccupazioni normative derivanti dalle indagini sulla co-location hanno bloccato il processo di quotazione.

Sebbene il regolamento elimini un passivo rilevante, la NSE dovrà comunque ottenere una nuova approvazione da SEBI per il proprio prospetto provvisorio, scaduto durante il protrarsi del ritardo, prima di poter procedere con l'offerta.

Fonte: Economic Times Markets