L'ATTO CLARITY perde un oppositore chiave delle forze dell'ordine mentre si avvicina il voto procedurale al Senato
Punti chiave
- •La National Sheriffs' Association è passata dall'opposizione all'Atto CLARITY a una posizione neutrale con una lettera del 3 settembre ai leader del Senato.
- •Il voto di cloture del Senato sulla mozione di procedere all'esame dell'H.R. 3633 è previsto maturi il 15 settembre alle 14:15, e la chiusura del dibattito su una misura contestata richiede in genere 60 voti.
- •Il voto del 15 settembre stabilirebbe soltanto se il Senato assume formalmente in esame il testo; resterebbero necessari l'approvazione finale, l'accordo della Camera su un testo identico e l'intervento presidenziale.
- •La Camera ha già approvato la propria versione dell'H.R. 3633.
- •La Federal Law Enforcement Officers Association appoggia la legge chiedendo revisioni alle disposizioni DeFi, mentre i gruppi bancari chiedono un irrigidimento della Sezione 404 per bloccare le ricompense in stablecoin assimilabili a depositi.

La National Sheriffs' Association (NSA) ha modificato la propria posizione sull'Atto CLARITY per i mercati degli asset digitali, passando dall'opposizione alla neutralità e rimuovendo un notevole ostacolo da parte delle forze dell'ordine mentre il Senato si appresta a un voto procedurale chiave sulla legge.
L'Atto CLARITY, presentato come H.R. 3633, è un disegno di legge sulla struttura di mercato che istituirebbe un quadro normativo federale per gli asset digitali, compresa la supervisione delle borse cripto e degli altri partecipanti al mercato e la ripartizione delle competenze tra i regolatori. I sostenitori sostengono che la legge offrirebbe alle aziende regole più chiare, mentre i critici hanno espresso preoccupazioni sulle disposizioni riguardanti la finanza decentralizzata e i poteri delle forze dell'ordine.
Secondo Semafor, un funzionario dell'amministrazione ha condiviso la lettera del 3 settembre dell'associazione ai leader del Senato. «Considerata la complessità della legislazione e il numero di dettagli importanti ancora in esame, l'NSA modifica la propria posizione sull'Atto CLARITY portandola a neutrale», si legge nella lettera (Semafor).
Il gruppo non sta più esortando i senatori a respingere il disegno di legge, ma non lo sta nemmeno appoggiando. Nella lettera, l'associazione afferma di volersi fare da parte e di permettere al Congresso di continuare a lavorare su un quadro normativo per gli asset digitali.
Il 15 settembre si vota per iniziare, non per concludere
Il calendario pubblicato dal Senato indica che la chiusura del dibattito (cloture) sulla mozione di procedere all'esame dell'H.R. 3633 maturerà il 15 settembre alle 14:15 (calendario dei lavori del Senato). Quel giorno i senatori non voteranno sull'eventuale entrata in vigore dell'Atto CLARITY. Decideranno innanzitutto se porre fine al dibattito sulla mozione di procedere.
Un voto di cloture favorevole aprirebbe la strada a una votazione del Senato sull'assunzione formale del testo in esame, dopo di che l'Atto CLARITY entrerebbe nella discussione in aula. La chiusura del dibattito su una misura contestata richiede in genere 60 voti, il che rende l'esito una prima prova della capacità dei sostenitori di riunire una coalizione lavorabile al Senato.
In sintesi, il voto del 15 settembre risponde a una domanda precisa: il Senato può assumere formalmente in esame l'Atto CLARITY? L'eventuale entrata in vigore della legge resta da decidere: il Senato deve ancora discutere e approvare un testo finale, mentre la Camera e il presidente hanno ulteriori ruoli da svolgere.
Cinque ulteriori passaggi dopo una vittoria procedurale
Superare la mozione di procedere aprirebbe la seguente sequenza, nessun passaggio della quale è automatico:
- Il Senato assume in esame l'Atto CLARITY. Una votazione separata sulla mozione di procedere porrebbe il testo davanti al Senato.
- I senatori emendano il testo. Il dibattito in aula può produrre le modifiche necessarie a ottenere l'approvazione finale.
- Il Senato approva la propria versione. L'assemblea deve approvare un testo definitivo prima di rimandarlo alla Camera.
- Il Congresso concorda su un unico testo. Camera e Senato devono approvare un testo identico se il Senato modifica la legge.
- Il presidente interviene. Il testo concordato passa quindi al presidente per la firma o il veto.
La Camera ha già approvato la propria versione dell'H.R. 3633. Se il Senato modificherà la legge durante l'esame in aula, le due assemblee dovranno concordare un testo identico prima che possa passare alla scrivania del presidente.
Il sostegno è cresciuto, ma restano richieste di modifica
La posizione neutrale dell'NSA segue l'endorsement della Federal Law Enforcement Officers Association (FLEOA). La FLEOA sostiene l'Atto CLARITY chiedendo però revisioni alle disposizioni riguardanti gli sviluppatori DeFi, gli operatori di protocolli e la responsabilità penale (Coindoo).
I gruppi bancari si concentrano su una parte diversa della legge. L'American Bankers Association, l'Independent Community Bankers of America e 76 associazioni bancarie statali chiedono un irrigidimento della Sezione 404 per impedire alle piattaforme di offrire ricompense in stablecoin che funzionano come interessi sui depositi bancari (Coindoo).
Le due campagne potrebbero plasmare parti diverse del dibattito al Senato. I gruppi delle forze dell'ordine si concentrano sulla responsabilità nel settore DeFi e sui poteri di indagine, mentre le banche premono per limiti più severi sulle ricompense in stablecoin assimilabili a depositi. Questi punti di pressione indicano dove sarà più probabile che vengano presentati emendamenti se la legge arriverà in aula.
Il Senato è giunto a questa fase dopo aver perso l'occasione di esaminare la legge ad agosto (Coindoo). Superare il voto procedurale del 15 settembre porterebbe queste questioni irrisolte in aula al Senato.
Cosa mostrerà il risultato
Un voto favorevole il 15 settembre porterebbe l'Atto CLARITY in aula al Senato e darebbe avvio alla battaglia sugli emendamenti e sull'approvazione finale. Un voto contrario mostrerebbe che la rimozione dell'opposizione dell'NSA non è bastata a formare una coalizione da 60 voti.
Il 15 settembre risponderà a una domanda circoscritta ma importante: se il Senato sia pronto o meno ad affrontare una legislazione sulla struttura di mercato delle criptovalute.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale, finanziaria o di investimento.