Nike (NKE): azioni in calo del 9% su indicazioni deludenti, ma Bernstein mantiene il target a 45$
Punti chiave
- •L'utile rettificato di Nike per il primo trimestre fiscale di 48 centesimi per azione ha superato il consensus di 44 centesimi, ma i ricavi di 11,21 miliardi di dollari sono mancati rispetto alla stima degli analisti di 11,35 miliardi.
- •I ricavi rettificati per i cambi sono diminuiti del 5% su base annua, con vendite nella Grande Cina in calo del 26% e ricavi Nike Direct giù dell'8%.
- •La direzione prevede per l'anno fiscale 2027 una contrazione dei ricavi a doppia cifra alta, con un EPS rettificato proiettato tra 1,15 e 1,35 dollari, esclusi circa 15 centesimi di costi legati alla ristrutturazione.
- •Il framework operativo 'Pace' di Nike punta a 2,5 miliardi di dollari di risparmi cumulativi sui costi entro l'anno fiscale 2031, insieme a circa 1 miliardo di dollari di oneri straordinari pretassati, di cui circa 300 milioni attesi per l'anno fiscale 2027.
- •Bernstein ha mantenuto un rating Outperform con un target di prezzo di 45 dollari che implica un rialzo di quasi il 40%, mentre il consensus di Street resta a Hold con un target poco sopra i 39 dollari.

Le azioni di NIKE, Inc. (NKE) sono crollate di quasi il 9% nella seduta pre-mercato di venerdì. Il calo è seguito alla pubblicazione dei risultati finanziari del primo trimestre fiscale da parte del colosso dell'abbigliamento sportivo, che hanno evidenziato una debolezza persistente nel canale direct-to-consumer e nei principali mercati internazionali, anche se l'utile per azione ha superato le attese.
Il rapporto ha presentato un quadro contrastante per il più grande produttore mondiale di abbigliamento sportivo, con un utile superiore alle previsioni offuscato da un calo dei ricavi e da indicazioni prudenti per l'intero anno. La società ha riportato un utile rettificato di 48 centesimi per azione, un dato che ha superato il consensus di Street di 44 centesimi, secondo la copertura di Investing.com. I ricavi, tuttavia, raccontano un'altra storia: la società ha registrato vendite per 11,21 miliardi di dollari, al di sotto delle attese degli analisti di 11,35 miliardi. Questa divergenza — redditività per azione superiore alle aspettative mentre le vendite restano indietro — definisce la tensione che gli investitori dovranno valutare mentre la società prosegue nei suoi obiettivi di risanamento.
Rettificati per i tassi di cambio, i ric sono diminuiti del 5% su base annua. Sia la regione della Grande Cina che i territori EMEA hanno registrato contrazioni. Il canale Nike Direct della società ha visto i ricavi scendere dell'8% nel periodo, con segnali di debolezza in più segmenti di business.
Sotto la guida dell'amministratore delegato Elliott Hill, la società sta tentando una strategia di rilancio focalizzata a reinnescare la crescita dopo un lungo periodo di fiacca domanda dei consumatori. Gli analisti di Stifel restano prudenti nel dichiarare un risanamento, osservando che Nike attualmente viene scambiata a 28 volte gli utili attesi, considerando il punto mediano delle proiezioni per l'anno fiscale 2027.
Gli indicatori di redditività mostrano solidità nonostante la debolezza dei ricavi
Il margine lordo della società si è ampliato di 60 punti base fino al 42,8%. La riduzione delle spese per le operazioni di magazzino e logistica ha contribuito a questo miglioramento. Nonostante la migliore redditività, i guadagni di margine non sono riusciti a compensare le preoccupazioni degli investitori riguardo all'andamento dei ricavi, e gli operatori di mercato sono rimasti concentrati sulla traiettoria delle vendite della società.
Le previsioni fornite dalla gestione di Nike per l'anno fiscale 2027 hanno rafforzato il sentiment prudente. La leadership prevede che i ricavi si contrarranno in una percentuale a doppia cifra alta per l'intero anno. La direzione prevede che l'utile rettificato per azione si collocherà tra 1,15 e 1,35 dollari, esclusi circa 15 centesimi di costi legati alla ristrutturazione. Con queste proiezioni ormai ufficiali, i prossimi rapporti trimestrali di Nike serviranno da punti di controllo per verificare se i risultati stanno seguendo le previsioni annuali della direzione.
Il leader dell'abbigliamento sportivo sta attualmente attuando una significativa trasformazione operativa. Il suo framework operativo "Pace" è progettato per sbloccare 2,5 miliardi di dollari di risparmi cumulativi sui costi fino all'anno fiscale 2031. L'iniziativa strategica comprende l'ottimizzazione della supply chain, la costruzione di una nuova sede aziendale in India e la riorganizzazione in tre distinte regioni operative geografiche. La direzione prevede circa 1 miliardo di dollari di oneri straordinari pretassati legati a queste iniziative entro il 2031, di cui circa 300 milioni attesi per l'anno fiscale 2027.
Hill ha evidenziato che l'approccio "Sport Offense" della società sta producendo risultati positivi nelle categorie di prodotto orientate alla performance. Ha tuttavia riconosciuto che restano sfide significative nel segmento Sportswear, nelle operazioni del Jordan Brand e nel mercato della Grande Cina.
L'interesse short supera attualmente il 7% del float disponibile di Nike. Questo elevato livello di posizionamento ribassista degli investitori può amplificare la volatilità dei prezzi in entrambe le direzioni.
L'analista di Bernstein mantiene una posizione rialzista
Aneesha Sherman, analista di Bernstein, continua a raccomandare il titolo con un rating "Outperform" dopo ilo delle azioni. Il suo obiettivo di prezzo di 45 dollari implica un potenziale rialzo di quasi il 40% rispetto agli attuali livelli di negoziazione.
Sherman ha definito le deludenti indicazioni forward una ricalibrazione deliberata. Ha spiegato che Nike sta attivamente smaltendo l'eccesso di inventario delle sue collezioni Lifestyle e delle linee di prodotto Jordan. Le vendite nella Grande Cina sono crollate del 26% rettificate per le variazioni valutarie, e Sherman interpreta l'ottimizzazione del canale wholesale di Nike nella regione come un intervento sugli squilibri fondamentali dell'offerta piuttosto che un segnale di problemi più profondi. Il ritmo di tale riduzione delle scorte, insieme alla traiettoria della Grande Cina dopo il calo del 26% rettificato per i cambi, rappresenta un'area chiave da monitorare nei prossimi trimestri.
La valutazione di Nike si è compressa fino a un multiplo prezzo/vendite poco sopra 1x, uno sconto significativo rispetto all'intervallo storico di negoziazione della società e ai benchmark della concorrenza. L'attuale rendimento da dividendo si attesta al 4,95%, una remunerazione elevata che attira l'attenzione degli operatori di mercato orientati al reddito che valutano il titolo.
Nike mantiene uno stato patrimoniale con 8,4 miliardi di dollari in liquidità e investimenti liquidi. Questo cuscinno finanziario offre flessibilità per eseguire i piani di ristrutturazione senza mettere a rischio le distribuzioni agli azionisti.
La comunità degli analisti di Wall Street assegna in larga maggioranza a Nike un rating Hold, con il target di prezzo di consensus poco sopra i 39 dollari — un dato ben al di sotto dell'obiettivo di 45 dollari di Bernstein. Questo divario di circa sei dollari racchiude la divergenza di opinione tra gli analisti: da un lato la prudenza ancorata al multiplo di 28 volte gli utili attesi, dall'altro la lettura di Bernstein delle indicazioni come una ricalibrazione deliberata.
Fonte: Blockonomi