NotizieCryptoIl Nigeria Revenue Service emette le linee guida sulla tassazione degli asset virtuali, portando chiarezza nella tassazione delle criptovalute

Il Nigeria Revenue Service emette le linee guida sulla tassazione degli asset virtuali, portando chiarezza nella tassazione delle criptovalute

Autore: TechNext24·

Punti chiave

  • L'NRS ha emesso linee guida il 3 agosto 2026, stabilendo obblighi di registrazione, segnalazione e conservazione dei registri per tutte le persone impegnate in attività relative agli asset virtuali, ponendo fine a anni di incertezza fiscale per le transazioni in criptovaluta.
  • Le aliquote dell'imposta sulle plusvalenze sulle transazioni in criptovaluta sono aumentate da un tasso forfettario del 10% ai sensi del Finance Act del 2022 fino a un massimo del 25% con il nuovo quadro.
  • I VASP sono soggetti all'imposta societaria standard del 30% sul loro reddito di trading e transazione, oltre ai nuovi requisiti di conformità.
  • La SEC ha rilasciato l'approvazione di principio a nove VASP nel 2026 ai sensi del suo Accelerated Regulatory Incubation Programme, con requisiti di capitale per licenze a livelli che vanno da ₦300 milioni a ₦2 miliardi.
  • Il presidente Tinubu ha firmato un ordine esecutivo presidenziale sul coordinamento degli asset virtuali nel 2026, istituendo un Virtual Asset Council per armonizzare i ruoli di supervisione tra CBN, SEC, NRS, NFIU e ONSA.
Il Nigeria Revenue Service emette le linee guida sulla tassazione degli asset virtuali, portando chiarezza nella tassazione delle criptovalute

Il Nigeria Revenue Service (NRS) ha annunciato lunedì 3 agosto 2026 di aver emesso le sue Linee guida sulla tassazione degli asset virtuali, ponendo fine a anni di incertezza su come dovrebbero essere tassate le transazioni in criptovaluta nel paese.

Le linee guida, pubblicate come avviso pubblico firmato dalla direzione dell'NRS, stabiliscono obblighi di registrazione, segnalazione e conservazione dei registri per contribuenti, fornitori di servizi di asset virtuali (VASP), operatori di mercato peer-to-peer (P2P), consulenti fiscali e, nelle parole dell'agenzia stessa, "tutte le persone impegnate in attività relative agli asset virtuali". Il documento copre i principi di valutazione e il trattamento fiscale delle transazioni di asset virtuali, ed è stato sviluppato per allinearsi al Nigeria Tax Act, 2025, e al Nigeria Tax Administration Act, 2025 — due provvedimenti legislativi che hanno ristrutturato il quadro fiscale della Nigeria quest'anno.

L'NRS ha divulgato le linee guida in una dichiarazione pubblica su X.

Contesto: Dalle restrizioni bancarie al quadro normativo

Il rapporto della Nigeria con le criptovalute si è evoluto in modo significativo negli ultimi due anni. La Central Bank of Nigeria (CBN) aveva precedentemente imposto restrizioni che vietavano alle banche di fornire servizi agli exchange di criptovalute. Tuttavia, queste restrizioni hanno lasciato il posto a un approccio più pragmatico dopo che è diventato evidente che i nigeriani stavano aggirando il divieto attraverso il trading peer-to-peer — un settore in cui la Nigeria rimane un leader globale secondo diverse metriche. La Nigeria si è costantemente classificata tra i primi paesi al mondo per l'adozione di criptovalute basate su blockchain, spinta in parte dalla svalutazione della naira e da un'ampia popolazione non bancarizzata che si rivolge alle risorse digitali come riserva di valore e canale di rimessa.

Questo cambiamento normativo è stato formalizzato nel 2025 con l'approvazione del Nigeria Tax Act e del Nigeria Tax Administration Act, entrambi i quali hanno inserito gli asset virtuali nel sistema fiscale tradizionale per la prima volta.

Aliquote fiscali e obblighi societari

Sotto il precedente Finance Act del 2022, i profitti delle criptovalute erano soggetti a un'imposta sulle plusvalenze forfettaria del 10%. Con il nuovo quadro, le plusvalenze imponibili sulle transazioni in criptovaluta possono ora raggiungere aliquote fino al 25% — un aumento significativo che allinea la Nigeria all'estremità superiore delle aliquote sulle plusvalenze applicate alle risorse digitali nelle principali giurisdizioni. I VASP sono inoltre soggetti all'imposta societaria standard del 30% sul loro reddito di trading e transazione.

Architettura normativa più ampia

Le linee guida fiscali arrivano nell'ambito di una più ampia spinta normativa. Il presidente Bola Ahmed Tinubu ha recentemente firmato il Presidential Executive Order on Virtual Assets Coordination, 2026, che ha istituito un Virtual Asset Council incaricato di armonizzare i ruoli di supervisione della CBN, della Securities and Exchange Commission (SEC), del Nigeria Revenue Service, della Nigerian Financial Intelligence Unit (NFIU) e dell'Office of the National Security Adviser (ONSA).

Separatamente, la SEC sta conducendo il suo Accelerated Regulatory Incubation Programme, nell'ambito del quale la commissione ha rilasciato l'approvazione di principio a nove VASP nel 2026. Questa iniziativa rientra nell'Investments and Securities Act, 2025, che ha introdotto un regime di licenze per scambi e custodi con requisiti di capitale a livelli che vanno da ₦300 milioni a ₦2 miliardi.

Colmare il vuoto fiscale

Fino ad oggi, il quadro normativo sulle criptovalute della Nigeria affrontava la registrazione e le licenze ma non specificava gli obblighi fiscali per le transazioni completate. Le linee guida dell'NRS sono progettate per colmare tale vuoto, arrivando in un momento in cui il governo federale sta lavorando attivamente per ampliare la propria base imponibile oltre il settore petrolifero, con le transazioni digitali sempre più viste come una fonte significativa di entrate fiscali. Il rapporto tra entrate fiscali e PIL della Nigeria è storicamente tra i più bassi dell'Africa subsahariana, rendendo la formalizzazione della tassazione delle criptovalute parte di un più ampio programma di riforma fiscale sotto l'amministrazione Tinubu.

Per i VASP che stanno già affrontando i requisiti di licenza della SEC e le regole della sandbox della CBN, il nuovo quadro fiscale aggiunge un ulteriore livello di conformità. Una recente revisione legale ha rilevato che il panorama normativo più ampio richiede ancora un coordinamento su diversi strumenti inediti, sollevando interrogativi sull'efficacia con cui le varie agenzie allineeranno la loro supervisione — un problema che gli operatori dovrebbero testare nella pratica nei prossimi mesi.