NotizieAzioniIl sindacato sudafricano dei conducenti per app NEFSA critica l’uscita improvvisa di Uber dalla Nigeria come «abbandono socioeconomico»

Il sindacato sudafricano dei conducenti per app NEFSA critica l’uscita improvvisa di Uber dalla Nigeria come «abbandono socioeconomico»

Autore: TechNext24·

Punti chiave

  • La National E-hailing Federation of South Africa, in una dichiarazione firmata dal segretario generale Omar Parker, ha criticato la chiusura improvvisa di Uber in Nigeria e il ritiro simultaneo dall’Uganda, definendoli un «abbandono socioeconomico».
  • Secondo NEFSA, i conducenti che hanno contratto ingenti debiti per finanziamenti e leasing dei veicoli al fine di rispettare i requisiti della piattaforma restano con le rate da pagare ma senza reddito, mentre i loro dati personali continuano a essere conservati da Uber.
  • La federazione sostiene che le uscite violino i diritti fondamentali sul lavoro dei lavoratori delle app, come definiti dall’International Labour Organisation.
  • Secondo NEFSA, Uber si è ritirata recentemente anche dalla Côte d’Ivoire e dalla Tanzania in condizioni analoghe, senza consultazione dei lavoratori, risarcimenti o responsabilità sui dati.
  • NEFSA chiede all’Unione Africana, all’ECOWAS e alla East African Community di adottare un Codice continentale per un’uscita responsabile dalle piattaforme, che imponga la consultazione dei lavoratori, la riduzione dei debiti e la cancellazione dei dati.
Il sindacato sudafricano dei conducenti per app NEFSA critica l’uscita improvvisa di Uber dalla Nigeria come «abbandono socioeconomico»

La National E-hailing Federation of South Africa (NEFSA) ha criticato duramente la società di ride-hailing Uber per la chiusura rapida e improvvisa delle sue attività in Nigeria, descrivendo la decisione come un «abbandono socioeconomico». La critica è stata espressa in una dichiarazione inviata a Technext e firmata dal segretario generale della federazione, Omar Parker.

È significativo che la critica provenga da una federazione sudafricana di conducenti, anziché direttamente dai mercati interessati, a sottolineare quanto le uscite siano osservate attentamente nel settore del ride-hailing del continente.

La dichiarazione ha inoltre richiamato l’attenzione sul ritiro simultaneo di Uber dall’Uganda, che NEFSA ha definito un abbandono coordinato dell’Africa orientale e occidentale. Secondo la federazione, la decisione improvvisa e unilaterale di lasciare i due mercati devasterà i mezzi di sostentamento di migliaia di famiglie.

«L’impatto socioeconomico sui lavoratori sarà estremamente grave, soprattutto per le molte migliaia di persone che si sono indebitate attraverso finanziamenti onerosi per l’acquisto di veicoli e contratti di leasing esorbitanti, al fine di soddisfare i requisiti della piattaforma. I lavoratori restano con i debiti, ma senza reddito. Con le app disattivate, ma con i loro dati ancora trattenuti», ha dichiarato NEFSA.

Il sindacato ha aggiunto che le uscite violano e ledono i diritti fondamentali sul lavoro dei lavoratori delle app, come definiti dall’International Labour Organisation (ILO), l’agenzia delle Nazioni Unite che stabilisce gli standard internazionali del lavoro.

Un’impunità diventata prassi in tutta l’Africa

NEFSA ha sostenuto che i ritiri di Uber dal continente non siano decisioni commerciali isolate, bensì l’espressione di un’impunità diventata prassi in tutta l’Africa. Il sindacato ha osservato che, nel periodo recente, la società si è ritirata anche dalla Côte d’Ivoire e dalla Tanzania in condizioni analoghe: nessuna consultazione dei lavoratori, nessun risarcimento e nessuna responsabilità sui dati.

«Dobbiamo ora chiederci: chi sarà il prossimo? Il Sudafrica? Il Kenya? Il Ghana? Quando i governi africani diranno basta?» ha dichiarato NEFSA.

La federazione ha affermato che la mancanza di volontà politica da parte dei governi africani nel contrastare questa apparente impunità e sfruttamento può significare soltanto una di due cose: un’alleanza innaturale tra il grande capitale e l’élite politica, legata alla compiacenza e/o alla collusione.

«Un’azienda che può entrare nei nostri Paesi, estrarre lavoro e dati, spingere i lavoratori a indebitarsi e poi scomparire da un giorno all’altro, conservando le loro identità come un’attività, opera al di sopra della legge», ha dichiarato il sindacato sudafricano dei conducenti.

In risposta, NEFSA chiede all’Unione Africana (AU), all’ECOWAS e alla East African Community (EAC) di adottare con urgenza un Codice continentale per un’uscita responsabile dalle piattaforme, che garantisca che non vi siano ulteriori ritiri senza consultazione dei lavoratori, riduzione dei debiti e cancellazione dei dati.

Il sindacato chiede inoltre ai governi nigeriano e ugandese di imporre l’immediata cancellazione dei dati e di risarcire i lavoratori indebitati. Infine, invita il proprio governo in Sudafrica a fare in modo che l’Information Regulator convochi tutte le principali piattaforme affinché presentino i propri piani di uscita e di protezione dei dati, ora, prima che i conducenti sudafricani diventino le prossime vittime.

NEFSA ha concluso la propria dichiarazione esprimendo solidarietà ai conducenti nigeriani e al loro sindacato, l’Amalgamated Union of App-based Transporters of Nigeria (AUATON), affermando che l’uscita di Uber non deve tradursi nello sfruttamento dei lavoratori africani e dei loro dati.

Ora l’attenzione si concentra sulla possibilità che una delle istituzioni coinvolte — dall’AU e dall’ECOWAS all’EAC, passando per i governi nigeriano e ugandese e per l’Information Regulator sudafricano — agisca sulle richieste della federazione.