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I futures sul gas naturale falliscono il test dei 3 dollari con l'autunno alle porte

Autore: Natural Gas Intelligence·

Punti chiave

  • I futures NYMEX di ottobre sul gas naturale scambiavano a 2,872 dollari/MMBtu martedì a metà giornata, in calo di 10,3 centesimi rispetto al giorno precedente.
  • La produzione quasi da record del Lower 48, il calo del consumo elettrico e le previsioni autunnali hanno superato la domanda di feedgas per LNG, arrivata al massimo di quattro mesi.
  • Il ribasso del contratto segna l'ultimo tentativo non riuscito di mantenere le quotazioni sopra i 3 dollari/MMBtu durante la transizione verso la shoulder season.
  • La nuova capacità di trasporto dal bacino Permian ha liberato la produzione di gas associato precedentemente vincolata in Texas occidentale, aggiungendo pressione dall'offerta.
  • Gli operatori osservano se la solidità delle esportazioni di LNG e un eventuale caldo di fine stagione possano compensare l'eccesso di offerta in vista dell'inverno.
I futures sul gas naturale falliscono il test dei 3 dollari con l'autunno alle porte

I futures sul gas naturale hanno proseguito il ribasso nella seduta di martedì a metà giornata, poiché la produzione quasi da record, il consumo elettrico in calo e le previsioni meteo autunnali hanno superato una domanda di feedgas per LNG al massimo di quattro mesi.

Alle 11:54 a.m. ET, i futures di ottobre sul New York Mercantile Exchange (NYMEX) scambiavano a 2,872 dollari/MMBtu, in calo di 10,3 centesimi rispetto al giorno precedente.

Il ritracciamento segna l'ultimo tentativo fallito di mantenere le quotazioni sopra il livello psicologicamente importante dei 3 dollari/MMBtu, dopo una serie di sedute in cui il contratto di prompt ha testato ma non è riuscito a consolidare un breakout, tra le forze contrastanti della domanda guidata dal caldo, della solidità delle esportazioni di LNG e della robusta offerta del Lower 48.

Il mancato superamento dei 3 dollari arriva mentre il mercato entra nella shoulder season, il periodo tra il picco della domanda estiva per il raffrescamento e quella invernale per il riscaldamento, in cui il consumo di gas naturale cala tipicamente e le scorte si accumulano. In questo contesto, la domanda legata al meteo si affievolisce e i livelli di produzione — che nel Lower 48 sono rimasti vicini ai record — diventano il principale fattore di pressione sull'offerta e quindi sui prezzi. Questa dinamica è stata amplificata di recente dalla nuova capacità di trasporto dal bacino Permian, che ha liberato la produzione di gas associato precedentemente vincolata in Texas occidentale.

La domanda di feedgas per LNG è stata la più chiara fonte di solidità, con appetiti di esportazione ai massimi di diversi mesi mentre i terminali della Gulf Coast assorbono volumi di feedgas da livelli record. Gli operatori osservano se questa spinta all'esportazione, unita a un eventuale caldo di fine stagione, possa compensare l'eccesso di offerta man mano che il calendario si avvicina ai limiti della stagione invernale di stoccaggio e, infine, alla domanda di riscaldamento.

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Fonte: Natural Gas Intelligence