NotizieAzioniMicron (MU) resta vicino a 1.000 dollari nonostante previsioni a 3.000 dollari e piani di riacquisto

Micron (MU) resta vicino a 1.000 dollari nonostante previsioni a 3.000 dollari e piani di riacquisto

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • •L'analista di D.A. Davidson Gil Luria ha alzato il target di prezzo su Micron da 2.100 a 3.000 dollari il 7 ottobre, mantenendo un rating Buy, citando l'offerta di memoria ridotta e la domanda continua delle aziende AI.
  • •Micron ha impegnato oltre il 75% della produzione dell'esercizio 2027, con 26 accordi strategici che coprono più del 35% dei ricavi stimati fino al 2030, molti dei quali includono floor e ceiling sui prezzi negoziati.
  • •Il consiglio di Micron ha aumentato l'autorizzazione ai riacquisti a 35,16 miliardi di dollari l'8 ottobre e, secondo gli accordi di finanziamento del CHIPS Act, i riacquisti ampliati potrebbero iniziare il 9 dicembre, previo rispetto di condizioni.
  • •L'analista di UBS Timothy Arcuri si attende che i riacquisti sostengano il titolo e vede acquisti potenzialmente partire a un ritmo di circa 20 miliardi di dollari per trimestre, anche se Micron non si è impegnata a spendere l'intera autorizzazione.
  • •Le azioni hanno oscillato principalmente tra 1.000 e 1.100 dollari da metà settembre, mentre preoccupazioni sul ritmo della spesa AI, prezzi della memoria più deboli e potenziali aumenti di capacità del settore nel 2028 pesano sul settore.
Micron (MU) resta vicino a 1.000 dollari nonostante previsioni a 3.000 dollari e piani di riacquisto

Micron Technology (NASDAQ: MU) ha chiuso venerdì 9 ottobre a 1.029 dollari, restando sotto il livello di 1.100 dollari che ha contenuto i guadagni recenti. Questo range di negoziazione contrasta nettamente con una nuova ondata di target di prezzo di Wall Street fino a 3.000 dollari. Le azioni sono salite di oltre il 260% quest'anno e gli investitori si trovano di fronte a segnali contrastanti: da un lato una domanda eccezionalmente forte di chip di memoria per l'intelligenza artificiale, dall'altro l'incertezza su quanto a lungo possano durare gli attuali livelli di prezzo.

Gli analisti costruiscono il loro caso attorno agli utili

L'analista di D.A. Davidson Gil Luria ha alzato il target di prezzo su Micron da 2.100 a 3.000 dollari il 7 ottobre, mantenendo un rating Buy, citando l'offerta di memoria ridotta e la domanda continua da parte delle aziende AI.

Separatamente, il chief executive di World Trade Securities Nicholas Mugalli ha previsto che l'azione raggiungerà 3.000 dollari entro due anni. La sua previsione si basa su utili stimati di 200 dollari per azione per l'esercizio 2028 e una valutazione di 15 volte gli utili. Anche la recente copertura degli analisti su Micron ha documentato target progressivamente più alti su tutta Wall Street.

A supporto di queste proiezioni, Micron dichiara che oltre il 75% della produzione dell'esercizio 2027 è già impegnata. I 26 accordi strategici dell'azienda coprono più del 35% dei ricavi stimati fino al 2030 e molti di questi contratti includono floor e ceiling sui prezzi negoziati. Questa visibilità è centrale nella tesi rialzista: accordi di lunga durata con fasce di prezzo concordate riducono la dipendenza dai prezzi volatili del mercato spot e offrono ai previsori una base più solida per le ipotesi di utili a distanza alla base di target come 3.000 dollari.

Perché l'azione Micron ha faticato a salire

Nonostante questi impegni, le azioni Micron hanno oscillato principalmente tra 1.000 e 1.100 dollari da metà settembre. Le preoccupazioni sul ritmo della spesa in AI e il rischio di prezzi della memoria più deboli hanno pesato più in generale sui titoli semiconduttori.

La debolezza si è estesa ben oltre Micron. Il report di profitti record di Samsung non è riuscito a impedire un calo delle sue azioni l'8 ottobre, anche se forte domanda di memoria ha sostenuto gli utili. La capacità del settore potrebbe inoltre aumentare nel 2028 man mano che i produttori espandono la produzione, e un'offerta maggiore metterà alla prova se gli attuali prezzi elevati possano persistere e se le previsioni di utili degli analisti restino raggiungibili.

I riacquisti di dicembre diventano il prossimo focus

L'attenzione ora si sposta sui piani di restituzione di capitale di Micron. L'8 ottobre, il consiglio di amministrazione ha aumentato l'autorizzazione ai riacquisti di azioni proprie a 35,16 miliardi di dollari. Secondo gli accordi di finanziamento del CHIPS Act, gli acquisti ampliati potrebbero iniziare il 9 dicembre, previo rispetto di condizioni finanziarie e di altro tipo. Gli accordi del CHIPS Act legano il sostegno federale alla produzione di chip negli Stati Uniti a condizioni che possono limitare i riacquisti di azioni: per questo il 9 dicembre rappresenta il possibile avvio più anticipato degli acquisti ampliati, non un impegno certo.

L'analista di UBS Timothy Arcuri si attende che i riacquisti sostengano il titolo, e vede acquisti potenzialmente partire a un ritmo di circa 20 miliardi di dollari per trimestre. Il rimbalzo dei futures tecnologici di venerdì è seguito a un sell-off legato in parte a dubbi sui ricavi di OpenAI.

I riacquisti potrebbero ridurre il numero di azioni in circolazione e aumentare l'utile per azione, ma restano discrezionali. Micron non si è impegnata a sprecare l'intera autorizzazione, e gli acquisti di azioni da soli non garantirebbero un superamento decisivo di 1.100 dollari. Detto questo, due sviluppi spiccano nel calendario: se i riacquisti inizieranno effettivamente il 9 dicembre o successivamente, e come si delineeranno i piani di capacità del settore per il 2028 — le stesse questioni aperte in questo dibattito su quanto dureranno gli attuali prezzi e se le previsioni di utili a distanza si riveleranno raggiungibili.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su CoinCentral.