NotizieCryptoBitcoin Policy Institute: il volume crypto in MENA raggiunge i 350 miliardi di dollari, mentre conflitto e pressioni valutarie ridisegnano l'adozione

Bitcoin Policy Institute: il volume crypto in MENA raggiunge i 350 miliardi di dollari, mentre conflitto e pressioni valutarie ridisegnano l'adozione

Autore: Cryptofrontnews·

Punti chiave

  • La Turchia è rimasta il mercato crypto più grande della regione, con quasi 200 miliardi di dollari di transazioni annue.
  • L'Arabia Saudita ha registrato la crescita su base annua più rapida della regione, pari al 154%.
  • Il conflitto iraniano del giugno 2025 ha coinciso con una caduta del valore del mercato crypto mondiale e con uno spostamento degli investitori dalle altcoin verso Bitcoin.
  • Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno continuato a espandere i framework normativi per gli asset virtuali e le stablecoin.
  • Egitto, Turchia, Libano e Iran hanno visto un maggiore uso di Bitcoin e stablecoin al indebolirsi delle valute locali.
Bitcoin Policy Institute: il volume crypto in MENA raggiunge i 350 miliardi di dollari, mentre conflitto e pressioni valutarie ridisegnano l'adozione

Il Medio Oriente e il Nord Africa hanno registrato circa 350 miliardi di dollari di transazioni crypto annue nel 2025–2026, secondo un rapporto del Bitcoin Policy Institute. La Turchia è rimasta il mercato più grande della regione con quasi 200 miliardi di dollari, mentre l'Arabia Saudita ha registrato la crescita più rapida al 154%. Il rapporto ha collegato l'aumento dell'attività al conflitto, al deprezzamento delle valute, alla regolamentazione e alla partecipazione istituzionale. Le cifre collocano la regione MENA tra le aree crypto più attive al mondo, con pattern di adozione modellati non solo dal trading speculativo, ma anche dalle condizioni monetarie locali e dai regimi normativi divergenti tra Stati confinanti.

Il conflitto ridisegna l'uso delle criptovalute in MENA

Il Bitcoin Policy Institute ha affermato che il conflitto iraniano ha modificato l'attività del mercato crypto in tutta la regione nel giugno 2025. Dopo i primi attacchi israeliani, la capitalizzazione totale del mercato crypto mondiale è scesa del 3,7% a circa 3.260 miliardi di dollari. Bitcoin è calato del 2,3% a quasi 105.200 dollari, mentre Ethereum è scesa del 7,5%. Gli investitori hanno poi spostato i capitali dalle altcoin verso Bitcoin, portando il dominance di Bitcoin al 64,8%; Bitcoin si è quindi mantenuto tra 104.000 e 106.000 dollari durante il proseguire dei combattimenti tra Israele e Iran.

Il rapporto ha evidenziato che i mercati crypto sono rimasti aperti per tutta la durata del conflitto, consentendo di negoziare nei periodi in cui i mercati tradizionali erano chiusi. L'episodio ha offerto una dimostrazione in tempo reale di una proprietà da tempo citata dei mercati crypto: a differenza delle borse azionarie, che operano in sessioni fisse e chiudono nei weekend e nei giorni festivi, le piattaforme crypto negoziano continuamente 24 ore su 24. I prezzi del petrolio e i rischi inflazionistici legati allo Stretto di Hormuz hanno influenzato le preoccupazioni degli investitori in quel periodo.

I mercati del Golfo continuano a costruire regole per gli asset digitali

Nonostante le tensioni regionali, il Golfo ha registrato una continua attività sugli asset digitali. Le società con sede negli Emirati Arabi Uniti hanno mantenuto le operazioni tramite infrastrutture cloud durante il conflitto.

Stephen Coltman, Vice President e Head of Macro di 21shares, ha descritto il funzionamento ininterrotto degli exchange crypto durante il conflitto, osservando che le borse azionarie chiudevano mentre gli exchange crypto continuavano a operare normalmente.

Gli approcci normativi sono risultati diversi tra i mercati del Golfo. Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno introdotto framework che riguardano i fornitori di servizi di asset virtuali e le attività con stablecoin. La Virtual Assets Regulatory Authority di Dubai (VARA), istituita nel 2022 come regolatore crypto dedicato dell'emirato, ha aggiornato le regole su tokenizzazione e attività di asset virtuali, mentre il Bahrein — pioniere regionale grazie alla sandbox della propria banca centrale — ha introdotto il proprio Stablecoin Issuance and Offering Module. Questi framework contrastano con gli ambienti più restrittivi presenti altrove nella regione, una divergenza che il rapporto collega ai diversi livelli di partecipazione istituzionale.

L'Arabia Saudita registra la crescita regionale più rapida

La Turchia è rimasta il mercato crypto più grande di MENA, con quasi 200 miliardi di dollari di transazioni annue. Gli Emirati Arabi Uniti seguono con circa 150 miliardi di dollari di transazioni nel 2025. Bitcoin ha rappresentato il 38% dell'attività di trading negli Emirati ed Ethereum il 22%, mentre le stablecoin ancorate al dollaro statunitense, principalmente USDT e USDC, ne hanno rappresentato un altro 30%. Le stablecoin, token digitali ancorati a valute fiat come il dollaro statunitense, sono ampiamente utilizzate per detenere e trasferire valore in dollari senza un conto bancario tradizionale — una funzione particolarmente rilevante nelle economie con valute locali deboli o in deprezzamento.

L'Arabia Saudita ha registrato la crescita più rapida della regione, pari al 154% su base annua. Il rapporto ha citato una penetrazione degli smartphone del 97% e una popolazione composta per oltre il 60% da under 35 come fattori determinanti. Il Qatar si è classificato secondo per crescita con il 120%.

Nel frattempo, Egitto, Turchia, Libano e Iran hanno visto un aumento dell'uso di Bitcoin e stablecoin a causa del deprezzamento delle valute. Il volume di trading peer-to-peer di Bitcoin in Egitto è cresciuto di oltre il 300% dopo le successive svalutazioni della sterlina egiziana. Questo schema rifte l'uso osservato in altri mercati emergenti, dove le stablecoin ancorate al dollaro spesso fungono da riserva di valore protettiva e da canale di remittance quando le valute locali perdono potere d'acquisto. La combinazione di volatilità guidata dal conflitto, framework normativi in costruzione e adozione spinta dalle valute suggerisce che i prossimi indicatori da monitorare saranno ulteriori aggiornamenti normativi nel Golfo, i tassi di crescita sauditi e i livelli di utilizzo delle stablecoin nelle economie colpite dall'inflazione.