L'ex Segretario alla Difesa definisce il Clarity Act un imperativo di sicurezza nazionale per le crypto
Punti chiave
- •L'ex Segretario alla Difesa Mark Esper ha sostenuto in un editoriale del 7 agosto sul Financial Times che il Digital Asset Market Clarity Act (H.R. 3633) è una misura di sicurezza nazionale, non soltanto un disegno di legge sui mercati finanziari, pur sedendo nel Global Advisory Council di Coinbase.
- •Esper ha citato minacce documentate, tra cui il furto di asset digitali da parte del Lazarus Group della Corea del Nord per finanziare programmi d'arma e l'uso delle criptovalute da parte della Cina per eludere le sanzioni e finanziare spionaggio.
- •Il CLARITY Act estenderebbe ai broker di digital commodity i requisiti antiriciclaggio e know-your-customer del Bank Secrecy Act, amplierebbe l'autorità della Sezione 311 del Tesoro agli asset digitali e ripartirebbe la supervisione tra SEC per i titoli, CFTC per le digital commodity e GENIUS Act, già approvato, per le stablecoin.
- •La Camera ha approvato il provvedimento 294-134 nel luglio 2025 e la Commissione Bancaria del Senato lo ha avanzato 15-9 nel maggio 2026; il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha presentato la cloture per un voto procedurale fissato al 15 settembre 2026.
- •Le azioni Coinbase sono salite di circa il 9% nei giorni attorno al voto della commissione del maggio 2026, mentre altri titoli legati alle crypto hanno guadagnato tra il 6% e l'8%; i requisiti di conformità del disegno di legge potrebbero aumentare i costi per exchange più piccoli e piattaforme DeFi, concentrando potenzialmente il mercato tra grandi operatori.

Un ex capo del Pentagono vuole che il Congresso consideri la regolamentazione delle crypto nello stesso modo in cui considera i jet da combattimento e gli avversari stranieri. Mark Esper, che ha servito come Segretario alla Difesa sotto l'amministrazione Trump, ha pubblicato l'8 agosto un editoriale sul Financial Times sostenendo che il Digital Asset Market Clarity Act non è solo un disegno di legge sui mercati finanziari, ma anche una misura di sicurezza nazionale.
Il suo argomento è diretto: Paesi come la Corea del Nord e la Cina stanno sfruttando sempre più gli asset digitali per scopi illeciti, e il quadro normativo statunitense non è tenuto al passo. La risposta proposta da Esper è il CLARITY Act (H.R. 3633), che estenderebbe ai broker di digital commodity i requisiti antiriciclaggio e di know-your-customer del Bank Secrecy Act, attribuendo al Dipartimento del Tesoro poteri rafforzati per perseguire gli attori ostili sponsorizzati dagli Stati.
Cosa farebbe realmente il CLARITY Act
Il disegno di legge affronta uno dei problemi normativi più persistenti delle crypto: chi è responsabile. Il CLARITY Act delinea confini più chiari collocando gli asset digitali in tre categorie. I titoli resterebbero sotto la SEC. Le digital commodity ricadrebbero sotto la CFTC. Le stablecoin verrebbero trattate separatamente ai sensi del GENIUS Act, che è già stato approvato.
Oltre alla ripartizione delle competenze, il provvedimento introduce strumenti più incisivi. Estenderebbe agli asset digitali l'autorità della Sezione 311 del Tesoro, uno strumento storicamente usato per escludere banche e istituzioni finanziarie estere dal sistema statunitense quando sono collegate a riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo.
Il disegno di legge ha già superato ostacoli legislativi significativi. La Camera lo ha approvato con un voto di 294-134 nel luglio 2025. La Commissione Bancaria del Senato lo ha avanzato con un voto bipartisan di 15-9 nel maggio 2026. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha presentato la cloture, aprendo la strada a un voto procedurale per il 15 settembre 2026.
Il framing sulla sicurezza nazionale
Esper non è esattamente un osservatore disinteressato. Siede nel Global Advisory Council di Coinbase, il che gli conferisce un interesse professionale nel vedere approvate regole crypto più chiare. Ma il suo argomento di sicurezza nazionale ha peso indipendentemente da tale affiliazione, perché la minaccia sottostante è ben documentata.
Il Lazarus Group della Corea del Nord è stato collegato ad alcuni dei più grandi furti di crypto della storia, con asset digitali rubati che sarebbero stati convogliati nei programmi d'arma del regime. La Cina ha usato le criptovalute per eludere le sanzioni e finanziare operazioni di spionaggio. L'attuale mosaico normativo rende più difficile, non più facile, per le autorità statunitensi tracciare e interrompere queste attività.
Il punto centrale di Esper è che mantenere le attività crypto negli Stati Uniti, sotto regole chiare, offre a intelligence e forze dell'ordine statunitensi una migliore visibilità sui flussi finanziari rispetto allo spostamento all'estero verso giurisdizioni meno regolamentate.
La tempistica dell'editoriale è rilevante. Con un voto procedurale a sei settimane di distanza, l'intervento di Esper appare come una spinta strategica per costruire slancio tra i senatori che potrebbero considerare la regolamentazione crypto come una questione finanziaria di nicchia anziché come un tema da affrontare nello stesso contesto della spesa per la difesa e del finanziamento dell'intelligence.
Cosa stanno prezzando i mercati
Wall Street sta seguendo da vicino il calendario legislativo. Quando la Commissione Bancaria del Senato ha avanzato il CLARITY Act nel maggio 2026, i titoli esposti alle crypto hanno reagito rapidamente. Le azioni Coinbase sono salite del 9% nei giorni attorno al voto. Altri titoli legati alle crypto hanno registrato rialzi nell'ordine del 6%-8%.
Un aspetto da monitorare: l'estensione dei requisiti del BSA ai broker di digital commodity potrebbe imporre costi di conformità significativi agli exchange più piccoli e alle piattaforme DeFi, potenzialmente concentrando il mercato attorno a poche grandi società ben capitalizzate come Coinbase. Ciò rende l'advocacy di Esper, per quanto fondata su considerazioni di sicurezza nazionale, anche convenientemente allineata con gli interessi del suo cliente consulenziale.