La Malesia torna sul mercato internazionale del dollaro con un'offerta di obbligazioni islamiche a doppia tranche
Punti chiave
- •L'offerta di sukuk denominata in dollari della Malesia è la prima sul mercato internazionale del dollaro in oltre tre anni.
- •La vendita di obbligazioni comprende tranche a 5-3/4 anni e 10 anni, con regolamento previsto per il 30 luglio.
- •I proventi dell'emissione sono destinati al finanziamento di progetti governativi approvati e di iniziative infrastrutturali.
- •I rendimenti più elevati dei Treasury statunitensi hanno complicato le condizioni di indebitamento per gli emittenti dei mercati emergenti, aumentando i costi e allargando gli spread.
- •Le obbligazioni governative indiane sono scese a causa del rialzo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury statunitensi che hanno pesato sul sentiment di mercato.

La Malesia ha annunciato un'offerta di obbligazioni islamiche denominate in dollari statunitensi a doppia tranche, segnando la prima emissione di questo tipo da parte del Paese sul mercato internazionale del dollaro in oltre tre anni, secondo un term sheet esaminato dai partecipanti al mercato.
L'offerta comprende due tranche: una con scadenza a 5-3/4 anni e una a 10 anni. La struttura a doppia tranche consente alla Malesia di rivolgersi a diversi segmenti di domanda degli investitori, da quelli che cercano un'esposizione di durata più breve a quelli che preferiscono strumenti con scadenza più lunga. I proventi sono destinati al finanziamento di progetti approvati dal governo e di iniziative di sviluppo delle infrastrutture. Il regolamento della transazione è previsto per il 30 luglio.
I sukuk, o obbligazioni islamiche, sono strutturati in conformità con la legge Sharia, che vieta il pagamento o l'accettazione di interessi. Invece, questi strumenti sono tipicamente garantiti da asset tangibili o collateralizzati tramite accordi di ripartizione degli utili. La Malesia è da tempo uno dei principali emittenti di sukuk al mondo ed è ampiamente considerata un hub globale per la finanza islamica. I sukuk denominati in dollari ampliano la potenziale base di investitori oltre la regione, attraggendo sia investitori tradizionali a reddito fisso in cerca di diversificazione del portafoglio, sia istituzioni soggette a mandati conformi alla Sharia.
Il ritorno sul mercato del dollaro avviene in un contesto di più ampia attività nel settore del debito sovrano e aziendale asiatico. Diversi emittenti della regione hanno fatto ricorso ai mercati obbligazionari internazionali negli ultimi mesi, approfittando della domanda di investitori per strumenti generatori di rendimento. Il tempismo è degno di nota, tuttavia, poiché l'aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi ha talvolta complicato l'ambiente di pricing per gli emittenti dei mercati emergenti, allargando gli spread e aumentando i costi di finanziamento.
Separatamente, le obbligazioni governative indiane sono scese per la terza seduta consecutiva di giovedì, sotto la pressione delle crescenti tensioni in Medio Oriente che hanno spinto i prezzi del greggio a quasi 100 dollari al barile. Un contemporaneo aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi ha ulteriormente pesato sul sentiment di mercato.
L'India importa la stragrande maggioranza del proprio fabbisogno di petrolio greggio, rendendo il Paese particolarmente sensibile alle fluttuazioni dei prezzi globali dell'energia. Il rialzo dei prezzi del petrolio ha sollevato preoccupazioni riguardo a un aumento della bolletta delle importazioni e alla potenziale ricomparsa di pressioni inflazionistiche nell'economia.
Fonte: Economic Times Markets