Dozzine di progetti di data center negli Stati Uniti per oltre 150 miliardi di dollari bloccati o cancellati tra la crescente opposizione locale
Punti chiave
- •Almeno 48 progetti di data center per un valore di circa 156 miliardi di dollari sono stati bloccati o rallentati dall’opposizione locale.
- •Le cancellazioni dei progetti sono salite da 6 nel 2024 a 25 nel 2025, con oltre 20 ulteriori casi registrati all’inizio del 2026.
- •I gruppi locali di opposizione attivi sono arrivati a 833 in 49 stati a marzo 2026, citando consumo di energia, uso dell’acqua, rumore, qualità dell’aria e iter autorizzativi poco trasparenti.
- •New York ha annunciato uno stop alle nuove grandi proposte di data center nel luglio 2026, mentre altri comuni hanno adottato moratorie e regole urbanistiche più severe.
- •I grandi hyperscaler Google, Microsoft e Amazon devono scegliere tra maggiore coinvolgimento delle comunità, siti remoti con infrastrutture di rete più deboli o tecnologie che riducono l’impronta operativa.

Almeno 48 progetti di data center per un valore di circa 156 miliardi di dollari sono stati bloccati o rallentati a causa dell’opposizione locale, secondo il monitoraggio di Data Center Watch e Carbon Direct. La resistenza sta accelerando rapidamente: le cancellazioni dei progetti sono salite da 6 nel 2024 a 25 nel 2025, con oltre 20 ulteriori cancellazioni già registrate all’inizio del 2026.
La resistenza cresce mentre gli operatori hyperscale corrono per costruire capacità per i carichi di lavoro di AI, che richiedono molta più energia per struttura rispetto al cloud computing tradizionale. I data center sono già tra le fonti di domanda elettrica in più rapida crescita negli Stati Uniti, mettendo sotto pressione le reti regionali e la pianificazione dei servizi pubblici.
L’ondata NIMBY colpisce il silicio
Il numero di gruppi locali di opposizione attivi è salito a 833 in 49 stati a marzo 2026, uniti da un insieme comune di contestazioni: enorme consumo di elettricità, uso eccessivo di acqua, inquinamento acustico, preoccupazioni per la qualità dell’aria e un processo autorizzativo che molte comunità definiscono opaco.
Tra gennaio 2024 e maggio 2026, 46 progetti di data center AI in 20 stati, con investimenti compresi tra 137 miliardi di dollari e 172 miliardi di dollari, sono stati rallentati, bloccati o ritirati del tutto. Due casi spiccano per la loro dimensione. In Arizona, un progetto da 14 miliardi di dollari di Tract è stato ritirato. In Virginia, un progetto QTS/Compass da 24,7 miliardi di dollari è diventato bersaglio di cause legali da parte dei residenti locali — un cambiamento significativo in uno stato che ospita la più grande concentrazione di data center al mondo nel "Data Center Alley" della Virginia settentrionale, dove il settore ha storicamente goduto di un forte sostegno locale.
Le autorità rispondono con moratorie
Nel luglio 2026, New York ha annunciato uno stop alle nuove grandi proposte per strutture di data center, una delle misure regolatorie più aggressive finora. Altri comuni hanno introdotto proprie moratorie e regolamenti urbanistici più severi, creando un mosaico di regole locali che rende la scelta dei siti notevolmente più complessa per gli sviluppatori.
Google, Microsoft e Amazon, i tre maggiori fornitori cloud hyperscale, stanno tutti navigando in questo contesto. Ognuno ha annunciato piani aggressivi di espansione dell’infrastruttura AI e ora deve fare i conti con la realtà che le comunità disponibili, con risorse sufficienti di energia e acqua, sono più difficili da trovare di quanto presupponessero le loro proiezioni di crescita.
Cosa significa per i costi dell’infrastruttura AI
Con 156 miliardi di dollari di progetti attualmente bloccati, le società tecnologiche si trovano di fronte a un dilemma strategico. Possono investire più tempo e denaro nel coinvolgimento delle comunità, offrendo pacchetti di compensazione migliori e misure di mitigazione ambientale. Possono cercare località con meno residenti e minore attrito politico, anche se spesso questi siti non dispongono dell’infrastruttura di rete elettrica necessaria. Oppure possono investire in tecnologie che riducono l’impronta dei data center, come sistemi di raffreddamento più efficienti o la generazione di energia in loco.
L’aumento del tasso di cancellazione suggerisce che il problema sta peggiorando, non migliorando. Il passaggio da 6 cancellazioni nel 2024 a 25 nel 2025, con altre 20 all’inizio del 2026, indica che la consapevolezza delle comunità sta crescendo più rapidamente della capacità del settore di affrontare le preoccupazioni.