Liquid Network riprende la produzione di blocchi dopo l’exploit Bitcoin da 320 milioni di dollari
Punti chiave
- •Liquid Network ha ripreso la produzione di blocchi senza transazioni come misura precauzionale, mentre la rete viene monitorata per confermare la completa stabilizzazione.
- •Il 6 settembre, soggetti che affermavano di essere hacker white hat hanno prelevato circa 4.000 BTC, per un valore di circa 320 milioni di dollari e pari a circa il 95% del saldo del wallet della federazione, sfruttando un bug in Elements.
- •I soggetti hanno restituito 3.400 BTC, per un valore di circa 270 milioni di dollari, dopo che Blockstream ha confermato l’applicazione delle patch ai bridge node interessati; al 7 settembre risultavano ancora da restituire circa 598 BTC, pari a circa 46 milioni di dollari.
- •Mercoledì Liquid ha rilasciato l’aggiornamento Elements v23.3.4, che ha rafforzato le chiavi della cache utilizzate per le range proof per risolvere la vulnerabilità della cache nella verifica delle proof collegata all’incidente.
- •Le operazioni di peg, inclusi i peg-out autorizzati da PAK, restano sospese mentre Liquid lavora al ripristino della riserva BTC/L-BTC; la ripresa delle transazioni e delle operazioni di peg rappresenta la prossima tappa operativa.

Liquid Network ha ripreso la produzione di blocchi dopo un prelievo di Bitcoin del valore di circa 320 milioni di dollari, ma le transazioni e le operazioni di peg restano sospese mentre proseguono le attività di recupero.
In un post su X pubblicato giovedì, Liquid ha dichiarato che la produzione di blocchi era ripartita “senza transazioni” come misura precauzionale, mentre la rete viene monitorata per “confermare la completa stabilizzazione”. Sono stati distribuiti gli aggiornamenti necessari ai functionary node e ai bridge node della rete, e i functionary node stanno ora firmando e validando i blocchi come previsto. La ripartenza rappresenta quindi una fase di recupero limitata, non una riapertura completa: gli utenti non possono ancora effettuare transazioni mentre la rete viene monitorata.
Le operazioni di peg, inclusi i peg-out autorizzati da PAK, restano sospese mentre Liquid lavora al ripristino della propria riserva BTC/L-BTC. Le prossime tappe operative sono la ripresa delle transazioni e delle operazioni di peg, insieme al monitoraggio continuo e alle attività di recupero della riserva.
Mercoledì, Liquid ha rilasciato un aggiornamento d’emergenza di Elements, il software open source alla base della rete, per risolvere la vulnerabilità della cache nella verifica delle proof collegata all’incidente. Elements v23.3.4 ha rafforzato le chiavi della cache utilizzate per le range proof nell’ambito del piano di recupero.
270 milioni di dollari in Bitcoin restituiti dopo l’exploit
Liquid ha sospeso le operazioni il 6 settembre, dopo che soggetti che affermavano di essere hacker white hat hanno prelevato circa 4.000 Bitcoin (BTC), per un valore di circa 320 milioni di dollari, dal wallet della federazione della rete.
Il prelievo rappresentava circa il 95% del saldo del wallet, pari a circa 4.200 BTC, e riguardava L-BTC originati da un bug in Elements.
I soggetti hanno successivamente restituito 3.400 BTC, per un valore di circa 270 milioni di dollari all’epoca, dopo che Blockstream aveva confermato l’applicazione delle patch ai bridge node interessati. Al 7 settembre risultavano ancora da restituire circa 598 BTC, per un valore di circa 46 milioni di dollari ai prezzi correnti.
Liquid ha fornito un ulteriore aggiornamento in un post su X.