NotizieMacroEconbrowser critica la nomina di Judy Shelton come consigliera valutaria del Tesoro con focus sulla Cina

Econbrowser critica la nomina di Judy Shelton come consigliera valutaria del Tesoro con focus sulla Cina

Autore: Econbrowser·

Punti chiave

  • •Econbrowser ha criticato la nomina di Judy Shelton come consigliera valutaria del Tesoro con focus sulla Cina, affermando che manca di reale esperienza come analista della Cina.
  • •Il commento del 9 ottobre 2026 cita un rapporto del Wall Street Journal sul turnover del personale al Tesoro sotto il segretario Scott Bessent e sugli obiettivi economici non raggiunti.
  • •I rapporti semestrali del Tesoro sui cambi sono stati lo strumento usato nel 2019 per definire la Cina manipolatrice valutaria per la prima volta dal 1994, definizione ritirata pochi mesi dopo.
  • •Shelton ha un dottorato in amministrazione aziendale e non in economia, ha a lungo sostenuto il legame del dollaro con l'oro e la sua nomina al Board della Federal Reserve nel 2019 si è arenata nel 2020 dopo che diversi senatori repubblicani hanno rifiutato di sostenerla.
  • •Econbrowser suggerisce che Shelton sia stata nominata al Tesoro perché è una favorita del presidente Trump piuttosto che perché Bessent apprezzi i suoi consigli, e sostiene che la questione chiave sia se le verrà consentita una reale influenza.
Econbrowser critica la nomina di Judy Shelton come consigliera valutaria del Tesoro con focus sulla Cina

La nomina di Judy Shelton come consigliera valutaria del Tesoro con un focus speciale sulla Cina ha suscitato critiche taglienti da parte di Econbrowser: il blog di economia sostiene che Shelton non abbia "nessuna reale esperienza come analista della Cina", proprio mentre il Dipartimento del Tesoro è a corto di personale dirigente.

Il commento, pubblicato il 9 ottobre 2026, cita un rapporto del Wall Street Journal sul turnover del personale al Tesoro sotto il segretario Scott Bessent e sugli obiettivi economici non raggiunti. Il post aggiunge che anche i Dipartimenti della Difesa e di Stato sono a corto di personale dirigente, "ma si tratta più o meno di una scelta".

Scetticismo sulle credenziali sulla Cina

Secondo il post, la copertura iniziale di Bloomberg della nomina ha trascurato ciò che l'autore definisce un punto importante: il ruolo di Shelton è specificamente quello di consigliera valutaria con focus sulla Cina. La Cina è una presenza costante nei rapporti del Tesoro sulla manipolazione dei cambi, rileva il blog, ma sotto Bessent l'attività di intervento del dipartimento si è concentrata altrove, con Argentina e Giappone oggetto di recenti interventi valutari del Tesoro. Quei rapporti, trasmessi al Congresso due volte l'anno, sono il luogo in cui il Tesoro valuta formalmente se i principali partner commerciali manipolano i tassi di cambio per ottenere un vantaggio competitivo sleale — lo stesso meccanismo usato dal dipartimento nel 2019, durante il primo mandato di Trump, per etichettare la Cina come manipolatrice valutaria per la prima volta dal 1994, definizione ritirata pochi mesi dopo. Se il dossier Cina tornerà a quell'importanza sotto una consigliera dedicata è un aspetto da seguire al prossimo rapporto del Tesoro al Congresso.

Credenziali sotto accusa

L'autore sostiene che, mentre Shelton "si ritiene un'esperta di economia internazionale", sia meglio descritta come una "policy entrepreneur" che adegua le proprie raccomandazioni di politica economica in base a chi è al potere. Shelton è spesso descritta come un'economista, osserva il post, ma le sue lauree sono in ambito aziendale e non in economia.

Le informazioni pubblicamente documentate su Shelton sono coerenti con tale descrizione: ha un dottorato in amministrazione aziendale, ha a lungo sostenuto il legame del dollaro con l'oro e ha ricoperto il ruolo di direttrice esecutiva statunitense presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Il presidente Trump l'ha nominata per la prima volta al Board della Federal Reserve nel 2019; nomina si è arenata nel 2020 dopo che diversi senatori repubblicani hanno rifiutato di sostenerla a causa delle sue teorie monetarie non convenzionali — un dettaglio che Econbrowser richiama direttamente.

Lettura della nomina

Econbrowser sospetta che Shelton sia stata scelta non perché Bessent apprezzi i suoi consigli, ma perché è una favorita del presidente Trump — che l'autore definisce polemicamente il "felon-in-chief" — che in precedenza l'ha candidata per una serie di incarichi. L'autore scrive che Bessent "ne sa abbastanza di economia" da considerare Shelton una "ciurmera", ma che "probabilmente non gliene importa", e sostiene che la domanda decisiva sia se le verrà consentita una reale influenza all'interno del dipartimento.

Il post si chiude con una previsione: che Bessent finirà per lavorare per i figli di Trump dopo l'attuale incarico — forse direttamente, o forse come "socio esterno in affari sporchi". Come dice l'autore: "Gotta get paid".

Fonte: Econbrowser