NotizieAzioniUn giudice statunitense blocca la blacklist del Pentagono contro Anthropic, definendola ritorsione per il Primo Emendamento

Un giudice statunitense blocca la blacklist del Pentagono contro Anthropic, definendola ritorsione per il Primo Emendamento

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • La giudice distrettuale statunitense Rita F. Lin ha concesso ad Anthropic un'ingiunzione preliminare il 26 marzo, ritenendo che la designazione di rischio per la supply chain del Pentagono costituisse probabilmente una ritorsione illegale ai sensi del Primo Emendamento.
  • Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha designato Anthropic come rischio per la supply chain il 27 febbraio, la prima volta che una società statunitense riceveva tale etichetta, escludendola di fatto dagli appalti per la difesa.
  • La controversia è nata dal rifiuto di Anthropic di rimuovere i guardrail di sicurezza dai propri modelli di AI, incluso il divieto di uso per sorveglianza o armamenti letali autonomi, nel contesto di trattative su un accordo da 200 milioni di dollari con il Department of Defense.
  • Un collegio di tre giudici della D.C. Circuit ha respinto l'8 aprile la richiesta di sospensione d'urgenza di Anthropic, citando interessi governativi e operazioni militari in corso, senza pronunciarsi sul merito delle sue rivendicazioni.
  • L'ingiunzione è una misura preliminare e non una decisione finale; la legittimità della designazione resta irrisolta mentre il contenzioso continua.
Un giudice statunitense blocca la blacklist del Pentagono contro Anthropic, definendola ritorsione per il Primo Emendamento

Un giudice federale ha bloccato il Pentagono dal trattare Anthropic come un rischio per la supply chain, stabilendo che la designazione era probabilmente un atto di ritorsione illegale contro la società di AI per aver parlato pubblicamente di sicurezza e per essersi rifiutata di rimuovere le restrizioni dai propri modelli.

La giudice distrettuale statunitense Rita F. Lin ha emesso il 26 marzo un'ingiunzione preliminare, ritenendo che la blacklist del Department of Defense nei confronti di Anthropic sembri violare il Primo Emendamento. In un'opinione di 43 pagine, ha descritto la condotta del governo come "classic illegal First Amendment retaliation", tracciando una netta distinzione tra legittime preoccupazioni di sicurezza nazionale e ciò che ha definito un eccesso punitivo. Come misura preliminare, l'ingiunzione mantiene lo stato delle cose mentre il caso prosegue; si basa su una probabilità di successo ma non costituisce una decisione finale, e le rivendicazioni sostanziali di Anthropic devono ancora essere esaminate.

Come è iniziato lo scontro

La disputa risale al rifiuto di Anthropic di soddisfare le richieste del Pentagono di rimuovere i guardrail di sicurezza dai propri modelli di AI. In particolare, la società ha rifiutato di consentire che la sua tecnologia fosse impiegata per sorveglianza o per armamenti letali autonomi, posizioni coerenti con i suoi impegni pubblici di lunga data sulla sicurezza dell'AI. Restrizioni di questo tipo sono comuni tra i principali sviluppatori di AI, i cui termini pubblicati in genere vietano applicazioni ad alto rischio come l'uso militare — una pratica che assume un peso diverso quando il cliente è un ministero della Difesa.

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha intensificato il conflitto il 27 febbraio, emanando direttive che hanno formalmente designato Anthropic come rischio per la supply chain. L'etichetta, applicata per la prima volta a una società statunitense, ha di fatto escluso Anthropic dagli appalti per la difesa.

La designazione è arrivata nel mezzo delle trattative su un accordo da 200 milioni di dollari con il Department of Defense, nel quale il Pentagono sosteneva di avere l'autorità di stabilire come potesse essere utilizzata la tecnologia dei contraenti.

Il 9 marzo, Anthropic ha presentato ricorsi sia presso il Northern District of California sia presso la D.C. Circuit, sostenendo che la designazione costituisse una ritorsione illegale e presentasse vizi procedurali.

Due tribunali, due esiti

La giudice Lin, nel Northern California, si è schierata nettamente con Anthropic, concedendo l'ingiunzione preliminare e ritenendo probabile il successo della società nel merito della sua richiesta fondata sul Primo Emendamento. La sua opinione ha evidenziato una marcata discrepanza tra la motivazione dichiarata dal governo in materia di sicurezza nazionale e la cronologia degli eventi, che indicava più una ritorsione che una reale valutazione del rischio. Questa sequenza è rilevante: le rivendicazioni di ritorsione dipendono dal fatto che un'espressione tutelata sia stata seguita da un'azione sfavorevole e dal fatto che il governo avrebbe agito comunque per i motivi dichiarati — ed è per questo che la cronologia delle direttive del Pentagono ha un peso così grande.

Alla D.C. Circuit, un collegio di tre giudici ha respinto l'8 aprile la richiesta di sospensione d'urgenza di Anthropic, ponderando gli interessi governativi e citando operazioni militari in corso. Quella decisione non è entrata nel merito delle rivendicazioni di Anthropic, ma ha riflesso un atteggiamento più deferente verso l'autorità dell'esecutivo in materia di difesa. Poiché nessuno dei due tribunali ha fornito una pronuncia definitiva sulla legittimità della designazione, la questione resta aperta mentre il contenzioso prosegue.

Cosa significa la decisione per AI e difesa

Il caso non ha precedenti diretti. Nessuna società statunitense aveva in precedenza ricevuto una designazione di rischio per la supply chain di questo tipo, uno strumento normalmente riservato ad avversari stranieri o a entità con vulnerabilità di sicurezza documentate.

Nel suo nucleo, la disputa mette a confronto due visioni contrapposte di come l'AI dovrebbe essere regolata. La posizione del Pentagono implica che le aziende che cercano contratti di difesa debbano accettare le specifiche militari senza condizioni, compresa la rimozione delle restrizioni d'uso orientate alla sicurezza. La posizione di Anthropic — ora sostenuta da almeno un tribunale federale — è che il governo non possa usare le decisioni di procurement per punire le aziende per la loro difesa pubblica di come l'AI debba e non debba essere utilizzata. Con il Pentagono tra i maggiori acquirenti tecnologici al mondo, la questione irrisolta su chi stabilisca le regole d'uso — il cliente o lo sviluppatore — va ben oltre un singolo contratto da 200 milioni di dollari.