Jim Cramer illustra un metodo per distinguere i crolli di mercato acquistabili dalle crisi sistemiche
Punti chiave
- •Cramer ha affermato che molti selloff di mercato derivano da problemi meccanici di trading più che da una debolezza economica fondamentale.
- •Ha citato il Black Monday del 1987 e il flash crash di maggio 2010 come esempi di ribassi amplificati da problemi nella struttura del mercato.
- •La crisi finanziaria del 2007–2009 è stata presentata come diversa perché comportò fallimenti bancari, perdite di posti di lavoro e grave stress economico.
- •Cramer ha detto che gli investitori dovrebbero monitorare mercati del credito, banche, occupazione e risposte delle autorità, oltre ai ribassi degli indici azionari.
- •L’articolo osserva che i selloff meccanici si sono storicamente ripresi entro pochi mesi, mentre le crisi sistemiche hanno richiesto anni.

Il conduttore di CNBC Jim Cramer ha presentato, nell’episodio di giovedì di Mad Money, un metodo per valutare i crolli del mercato azionario, sostenendo che la maggior parte dei selloff rappresenta malfunzionamenti meccanici che offrono opportunità di acquisto, più che vere minacce economiche.
Forte di quattro decenni di esperienza di trading attraverso diversi cicli di mercato, Cramer ha confrontato tre eventi storici per illustrare il suo approccio: il Black Monday del 1987, il flash crash di maggio 2010 e la crisi finanziaria del 2007–2009. La distinzione è importante perché i ribassi dei mercati azionari possono originare sia dalla struttura del mercato — come vendite automatizzate, dislocazioni nel mercato dei futures o carenze di liquidità — sia da uno stress economico più ampio che incide su banche, occupazione, disponibilità di credito e utili societari.
Selloff meccanici contro minacce reali
Cramer ha indicato il 19 ottobre 1987 come l’esempio più chiaro di un ribasso meccanico. Quel giorno, il Dow Jones Industrial Average crollò di 508 punti, un calo del 22,6% in una sola seduta che divenne noto come Black Monday. Ha attribuito la gravità del crollo a una strategia di copertura difettosa nota come portfolio insurance, che si basava sui contratti futures per limitare automaticamente le perdite. Secondo Cramer, questo meccanismo trasformò quella che avrebbe potuto essere una settimana difficile in un collasso storico.
È giunto a una conclusione simile riguardo al flash crash del 6 maggio 2010, quando il Dow perse quasi 1.000 punti in circa 36 minuti prima di recuperare gran parte della perdita più tardi nella stessa giornata. Cramer ha osservato che uno schema comparabile emerse durante il brusco ribasso del mercato in apertura nell’agosto 2015. In entrambi i casi, ha attribuito la responsabilità a malfunzionamenti nel mercato dei futures, più che a un deterioramento dei fondamentali economici sottostanti. Questi episodi sono spesso citati come esempi di problemi nell’infrastruttura di mercato, in cui i meccanismi di trading amplificano la volatilità più rapidamente di quanto possa cambiare l’economia reale.
Quando un crollo segnala qualcosa di più profondo
La crisi finanziaria del 2007–2009, al contrario, è stata definita da Cramer una situazione fondamentalmente diversa. Il Dow scese dal massimo di ottobre 2007 sopra quota 14.000 a circa 6.470 all’inizio di marzo 2009, con un calo superiore al 54%. L’indice non recuperò completamente fino al 2013.
Cramer, le cui recenti previsioni di mercato hanno prodotto risultati contrastanti, ha detto che la distinzione fondamentale sta nel verificare se un selloff sia accompagnato da danni economici concreti. Durante la crisi finanziaria, tali danni includevano banche in difficoltà, crescenti perdite di posti di lavoro e una Federal Reserve che inizialmente reagì troppo lentamente. Ha attribuito al successivo passaggio della Fed verso interventi aggressivi un ruolo nel contribuire a stabilizzare il mercato.
Il messaggio centrale di Cramer: gli investitori dovrebbero valutare se un selloff coincida con un reale deterioramento economico prima di concludere per lo scenario peggiore. In questo quadro, i segnali da monitorare non sono soltanto i ribassi degli indici, ma anche le tensioni nei mercati del credito, nel sistema bancario, nell’occupazione e nella risposta delle autorità. Storicamente, i ribassi meccanici si sono invertiti nel giro di mesi, mentre le crisi sistemiche hanno richiesto anni per essere superate.