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Jefferies chiude il desk di trading a reddito fisso in outsourcing

Autore: LeapRate·

Punti chiave

  • Jefferies Financial Group sta chiudendo il proprio desk di trading a reddito fisso in outsourcing, annullando un’espansione che fino a un anno fa era ancora potenziata tramite assunzioni.
  • La chiusura dell’unità coincide con l’uscita di Joram Siegel, che guidava il desk dopo essere arrivato in Jefferies all’inizio del 2024 da un ruolo analogo ricoperto in Marex.
  • Il desk era stato creato per fornire servizi di esecuzione a reddito fisso ad asset manager privi delle risorse necessarie per gestire operazioni di trading interne completamente presidiate.
  • L’adozione del trading in outsourcing continua a crescere nelle azioni: un’indagine di Crisil Coalition Greenwich mostra che almeno il 15% dei trader azionario del buy side integra ora i propri desk con fornitori terzi, rispetto al 10% di due anni fa.
  • Il reddito fisso si è rivelato più difficile da penetrare per il trading in outsourcing a causa della liquidità frammentata e della struttura di mercato trainata dai dealer, anche se oltre 30 società, tra cui BNY Mellon e Tourmaline Partners, operano nel più ampio settore del trading in outsourcing.
Jefferies chiude il desk di trading a reddito fisso in outsourcing

Jefferies Financial Group sta chiudendo il proprio desk di trading a reddito fisso in outsourcing, invertendo un percorso di espansione ancora in corso fino allo scorso anno, secondo quanto riportato da Bloomberg citando persone al corrente della vicenda.

La disdetta coincide con l’addio di Joram Siegel, che guidava l’unità di trading a reddito fisso in outsourcing di Jefferies. Secondo il suo profilo LinkedIn, Siegel era entrato in Jefferies all’inizio del 2024 dopo aver gestito un’operazione analoga in Marex.

Il desk era stato istituito per fornire servizi di esecuzione a reddito fisso ad asset manager che non dispongono delle risorse necessarie per mantenere operazioni di trading interne completamente presidiate. Bloomberg aveva riferito che soltanto un anno fa Jefferies stava assumendo trader per far crescere l’unità, il che rende la decisione di smantellare l’attività una significativa inversione di rotta.

La mossa sottolinea le difficoltà di estendere il modello di trading in outsourcing oltre la sua base tradizionale nelle azioni. Sul fronte azionario, l’adozione è continuata a crescere. Un’indagine di Crisil Coalition Greenwich ha rilevato che almeno il 15% dei trader azionario del buy side utilizza ora fornitori terzi per integrare i propri desk di trading, rispetto al 10% di due anni prima.

Crisil Coalition conta oltre 30 società attive nel settore del trading in outsourcing. Tra i partecipanti figurano fornitori diversificati come BNY Mellon e specialisti come Tourmaline Partners.

Il reddito fisso si è rivelato più difficile da penetrare a causa della sua liquidità più frammentata e della struttura trainata dai dealer, che si differenzia dal mercato azionario. La decisione di Jefferies di uscire dall’attività così poco tempo dopo esservi entrata illustra le sfide che le società affrontano quando tentano di ampliare i servizi di trading in outsourcing oltre alle azioni, anche se la domanda di tali servizi continua a crescere in modo più ampio nel buy side. Per gli asset manager, l’episodio evidenzia che la disponibilità e la scalabilità dell’esecuzione in outsourcing possono variare sensibilmente in base alla classe di attivo.