Nikkei scende oltre il 2% mentre lo yen balza dopo la conferma dell’intervento USA-Giappone; il KOSPI perde il 4% per il selloff dei chip
Punti chiave
- •Il Nikkei 225 giapponese è sceso fino al 2,58% intraday dopo la conferma di un intervento coordinato di acquisto di yen da parte delle autorità giapponesi e statunitensi, il primo dalla lunga discesa della valuta iniziata all’inizio del decennio.
- •Il dollaro è sceso da circa 160,20 yen a poco meno di 156 yen dopo l’intervento, raggiungendo il livello più basso da circa tre mesi.
- •Il KOSPI sudcoreano è sceso di oltre il 4%, con Samsung Electronics in calo di circa l’8% e SK Hynix in ribasso di oltre il 7%, nonostante entrambe avessero riportato utili trimestrali solidi, incluso un aumento di oltre 250 volte dell’utile operativo dei semiconduttori di Samsung.
- •Il KOSPI è crollato del 22% solo a luglio, segnando la sua peggiore performance mensile dalla crisi finanziaria globale del 2008, a causa dei timori sulle valutazioni AI, del rallentamento della spesa dei hyperscaler e delle forti posizioni degli investitori retail.
- •Uno yen più forte ha implicazioni miste per le imprese giapponesi, favorendo i grandi importatori grazie a costi inferiori ma rendendo le esportazioni di aziende come Toyota e Honda più costose e meno competitive all’estero.

Le azioni giapponesi e sudcoreane sono scese bruscamente lunedì, spinte da fattori nettamente diversi: uno yen più forte ha pesato sul mercato di Tokyo, fortemente orientato all’export, dopo un intervento valutario confermato, mentre nuovi dubbi sulle valutazioni dell’intelligenza artificiale hanno trascinato al ribasso il benchmark di Seul, dominato dai chip.
Giappone: il balzo dello yen indotto dall’intervento mette pressione agli esportatori
Il Nikkei 225 giapponese ha perso brevemente oltre 1.600 punti, arrivando a scendere fino al 2,58% intraday lunedì, dopo la conferma che le autorità giapponesi e statunitensi avevano effettuato venerdì, ora della costa orientale degli Stati Uniti, un intervento coordinato per acquistare yen. Di conseguenza, il dollaro si è indebolito bruscamente contro lo yen, passando da circa 160,20 yen nel tardo pomeriggio di venerdì a Tokyo a poco meno di 156 yen nella tarda mattinata di lunedì, il livello più basso da circa tre mesi. Il Nikkei è ora in calo di circa il 12,9% rispetto al massimo del 2026.
L’intervento ha segnato la prima azione coordinata confermata da Tokyo e Washington מאז l’inizio della prolungata discesa dello yen all’inizio del decennio, una svalutazione dovuta in larga parte al forte divario dei tassi di interesse tra la politica monetaria ultra-accomodante della Bank of Japan e i tassi più elevati della Federal Reserve. La soglia di 160 yen per dollaro è seguita molto da vicino dai mercati valutari come un livello che aumenta la probabilità di un’azione ufficiale, dopo aver già innescato nuovi interventi nel 2024.
Un dirigente di una casa di intermediazione giapponese ha affermato che i titoli orientati all’export, in particolare le case automobilistiche, sono stati venduti per il timore che la valuta più forte riducesse la redditività delle vendite all’estero una volta convertite in yen. Uno yen più forte ha implicazioni miste per le società giapponesi: i grandi importatori beneficiano di costi più bassi per introdurre merci nel Paese, mentre esportatori come Toyota e Honda in genere vedono i propri prodotti diventare più costosi e meno competitivi all’estero, con un impatto negativo sui corsi azionari. Questa dinamica è destinata a persistere finché lo yen manterrà i suoi guadagni, mantenendo sotto pressione gli indici più esposti agli esportatori anche se gli importatori beneficiano di costi di input inferiori.
Corea del Sud: timori sulle valutazioni AI scatenano un forte selloff dei chip
A Seul, il KOSPI è sceso di oltre il 4% lunedì, ampliando le perdite dopo la sua peggiore performance mensile dalla crisi finanziaria globale del 2008. Le nuove vendite hanno colpito i due nomi dominanti del settore semiconduttori del mercato, che insieme rappresentano più della metà del peso totale del KOSPI, rendendo l’indice ampiamente esposto alle oscillazioni del sentiment sulla domanda legata all’AI.
Samsung Electronics ha perso circa l’8% e SK Hynix oltre il 7%, cancellando gran parte del rimbalzo di sollievo che i due titoli avevano registrato venerdì dopo gli ultimi risultati trimestrali. Samsung e SK Hynix sono i due maggiori produttori mondiali di memory chip e, insieme alla statunitense Micron, controllano la gran parte dell’offerta globale di DRAM e NAND, il che significa che i movimenti delle loro valutazioni si ripercuotono sull’intera catena di fornitura globale dei semiconduttori. Il selloff è arrivato nonostante i solidi risultati di base di entrambe le società. Samsung ha riportato un aumento di oltre 250 volte dell’utile operativo dei semiconduttori e ha annunciato accordi di fornitura pluriennali con importanti operatori di data center, avvertendo al contempo che la carenza globale di memoria potrebbe protrarsi fino al 2028. Anche SK Hynix ha pubblicato utili trimestrali record.
Tuttavia, gli investitori sono apparsi poco convinti che la solidità dei risultati fosse sufficiente a compensare le più ampie preoccupazioni secondo cui le aspettative sulla domanda di chip guidata dall’AI siano andate oltre quanto il settore possa sostenere nel tempo. Queste preoccupazioni rispecchiano una rivalutazione globale della spesa per l’infrastruttura AI che nelle ultime settimane ha pesato anche sui produttori di chip quotati negli Stati Uniti e sui titoli dei hyperscaler. Le nuove vendite arrivano dopo il crollo del 22% registrato dal solo KOSPI a luglio, un ribasso alimentato da timori sulle valutazioni AI, dal rallentamento della spesa dei hyperscaler e da forti posizioni degli investitori retail, che insieme hanno prodotto una delle correzioni più brusche viste dal mercato in decenni.
La portata del ribasso di luglio suggerisce che il sentiment sui nomi semiconduttori legati all’AI resti fragile e soggetto a brusche inversioni anche in presenza di notizie fondamentali positive, uno schema che i trader seguiranno attentamente per il resto della settimana.