L’inflazione del Giappone sale per la prima volta in 3 mesi mentre i costi dell’energia pesano
Punti chiave
- •L’indicatore principale dell’inflazione in Giappone è salito dell’1,6% a giugno dopo essere sceso per tre mesi consecutivi.
- •I costi energetici più elevati restano un fattore importante nel quadro dell’inflazione giapponese.
- •La lettura dell’inflazione è rilevante per la Bank of Japan mentre valuta ulteriori riduzioni dell’accomodamento di politica monetaria.
- •Uno yen più debole può aumentare il costo delle importazioni di energia e di altri beni per famiglie e imprese.
- •La Bank of Japan dovrebbe ancora alzare i tassi di interesse quest’anno.

L’indicatore principale dell’inflazione in Giappone è salito per la prima volta in tre mesi, aumentando dell’1,6% a giugno, a conferma che il quadro dei prezzi del Paese continua a essere influenzato da costi energetici più elevati, mentre altre pressioni restano più contenute.
Il dato è importante perché la Bank of Japan si sta gradualmente allontanando dal suo lungo periodo di politica ultra-espansiva, e i dati sull’inflazione sono tra gli elementi chiave per valutare se questo cambiamento possa proseguire. L’ultimo aumento arriva anche in un contesto di yen più debole, che può rendere più costose per famiglie e imprese le importazioni di energia e di altri beni.
La Bank of Japan si attende ancora di aumentare i tassi di interesse quest’anno nonostante il calo dello yen.