Un alto esponente dell’LDP afferma che il limite giapponese di leva crypto a 2x spinge i capitali all’estero
Punti chiave
- •Seiji Kihara ha affermato che l’attuale limite giapponese di leva crypto a 2x è troppo restrittivo per il mercato domestico.
- •Kihara ha sostenuto che le rigide regole sui margini hanno ridotto liquidità, profondità del mercato e price discovery sulle piattaforme di trading giapponesi.
- •Il team di progetto dell’LDP considera l’attrazione di fondi esteri una parte centrale del proprio lavoro di politica sugli asset digitali.
- •Qualsiasi modifica ai limiti di leva solleverebbe interrogativi sulla tutela degli investitori, sulle regole di liquidazione e sulla gestione del rischio.
- •Le dichiarazioni di Kihara suggeriscono che la riforma della leva crypto potrebbe diventare un tema importante nelle prossime discussioni politiche in Giappone.

Un alto parlamentare del Partito Liberal Democratico al governo in Giappone ha chiesto un allentamento delle rigide regole nazionali sulla leva per le criptovalute, affermando che l’attuale limite di 2x è troppo restrittivo e sta danneggiando la salute del mercato domestico.
Seiji Kihara, presidente del Next-Generation AI and On-Chain Finance Project Team dell’LDP, ha dichiarato a un summit finanziario a Tokyo che una liquidità adeguata e un meccanismo efficace di formazione dei prezzi sono essenziali per lo sviluppo del mercato crypto. Ha inoltre descritto la deregolamentazione come una tendenza inevitabile. Secondo un rapporto di Nikkei del 27 luglio, Kihara ha affermato che l’attuale tetto alla leva in Giappone ha frenato l’attività di trading e contribuito a spingere i capitali lontano dalle sedi di negoziazione giapponesi. Ha esortato i responsabili politici a valutare riforme che aiutino a ripristinare la competitività del Paese.
La posizione di Kihara si basa sull’idea che le caute regole giapponesi sui margini abbiano posto gli exchange domestici in uno svantaggio strutturale rispetto ai concorrenti globali. A suo avviso, l’attuale quadro limita sia la price discovery sia la profondità del mercato. Un allentamento delle restrizioni sulla leva, secondo Kihara, potrebbe contribuire a riportare i volumi di trading sulle piattaforme giapponesi, segnalando al tempo stesso agli investitori internazionali che Tokyo è pronta a sostenere una più profonda formazione di capitale nel settore crypto.
Il parlamentare ha inoltre affermato che attrarre fondi dall’estero è un obiettivo centrale del lavoro attuale del suo team di progetto. Questa impostazione suggerisce che la riforma della leva sia trattata non solo come un adeguamento tecnico delle regole di trading, ma anche come parte di un’agenda più ampia di politica finanziaria volta a rafforzare la posizione del Giappone negli asset digitali. Poiché la leva consente ai trader di aprire posizioni superiori al collaterale depositato, qualsiasi discussione su limiti più elevati riguarda direttamente anche i controlli del rischio, le regole di liquidazione e gli standard di tutela dei clienti.
Implicazioni per la competitività crypto del Giappone
La richiesta di deregolamentazione rappresenta un notevole cambiamento di tono per una giurisdizione che storicamente ha dato priorità alla tutela dei consumatori, in particolare dopo i primi fallimenti di exchange di criptovalute. Il quadro regolamentare giapponese è spesso considerato tra i più strutturati al mondo, ma i responsabili politici sembrano sempre più preoccupati che un’eccessiva cautela possa spingere l’attività verso giurisdizioni con norme più permissive.
I commenti di Kihara indicano che i limiti alla leva diventeranno probabilmente un tema chiave nelle prossime discussioni politiche, mentre l’LDP lavora per migliorare il posizionamento globale dell’industria crypto domestica del Giappone. Per gli operatori di mercato, eventuali modifiche proposte solleverebbero questioni pratiche su dove fissare le nuove soglie di leva e su come mantenere le tutele per gli investitori insieme a una maggiore flessibilità di trading.
Se tali riforme dovessero procedere, il Giappone potrebbe passare da una postura regolamentare prevalentemente difensiva a una più attivamente orientata a competere per quote del mercato crypto attraverso una liberalizzazione strutturale. I prossimi mesi mostreranno se la descrizione della deregolamentazione da parte di Kihara come una “tendenza inevitabile” si tradurrà in un’azione legislativa concreta o resterà parte della più ampia roadmap politica del partito sugli asset digitali.