Anteprima: il CPI core di luglio del Giappone atteso al massimo di sei mesi mentre le probabilità di un rialzo della BoJ a settembre si avvicinano all'80%
Punti chiave
- •Il CPI nazionale di luglio del Giappone sarà pubblicato alle 2350 GMT / 1930 ora orientale degli Stati Uniti, con gli economisti in attesa di letture dell'inflazione più elevate nelle principali misure.
- •Le previsioni mediane indicano un CPI totale all'1,9% su base annua, un CPI core all'1,8% e un CPI core-core all'1,9%.
- •L'inflazione di Tokyo di luglio è già aumentata, con il CPI core al massimo di sei mesi all'1,9% e sia la misura generale sia quella core-core al 2,0%.
- •Il pricing di mercato per un rialzo dei tassi della Banca del Giappone a settembre è salito a poco meno dell'80%, rispetto a circa il 65% del 7 agosto.
- •Gli analisti si aspettano che il tasso di politica monetaria raggiunga l'1,25% a settembre, con l'attenzione che si sposta sulla velocità con cui la BoJ potrebbe stringere in seguito.

Il pricing di mercato per un rialzo dei tassi della Banca del Giappone a settembre è salito a circa l'80%, in netta crescita rispetto a circa il 65% di inizio agosto, dopo che diversi report giornalistici hanno indicato un sostegno del governo a una mossa anticipata di stretta monetaria. L'attenzione si sta ora spostando verso il ritmo dei rialzi successivi più che sul fatto che la BoJ agisca o meno a settembre, mentre investitori e responsabili politici si preparano a un dato che potrebbe rafforzare o mettere moderatamente in discussione l'attuale narrazione sull'inflazione.
Il trend inflazionistico del Giappone continua a rafforzare le ragioni di una mossa della BoJ a settembre, con i mercati che ora discutono della velocità della stretta da quel momento in poi.
Punti chiave:
- Il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni del Giappone pubblica il CPI nazionale di luglio, con le previsioni mediane che indicano un CPI totale all'1,9% su base annua, un CPI core (al netto dei prodotti freschi) all'1,8% su base annua e un CPI core-core (al netto di prodotti freschi ed energia) all'1,9% su base annua.
- I dati sono attesi alle 2350 GMT / 1930 ora orientale degli Stati Uniti.
- Le letture di giugno sono state riviste leggermente al ribasso in base alla nuova metodologia dell'anno di base, con il CPI totale rideterminato all'1,6% dall'1,7%, mentre le cifre core e core-core non sono state riviste.
- Il CPI di Tokyo, considerato un indicatore anticipatore, ha già accelerato a luglio, con l'inflazione core al massimo di sei mesi all'1,9% e sia la misura generale sia quella core-core in salita al 2,0%.
- L'aumento dei costi di importazione legato alle tensioni in Medio Oriente e al debole yen è visto come il motore del più ampio trend rialzista, anche se il calo dei prezzi alimentari e i limiti governativi su benzina e costi delle utenze compensano parzialmente la pressione.
- Il pricing di mercato per un rialzo dei tassi della BoJ a settembre è salito a poco meno dell'80%, rispetto a circa il 65% del 7 agosto, dopo report secondo cui il governo sostiene una stretta anticipata.
- Gli analisti si aspettano che il tasso di politica monetaria raggiunga l'1,25% a settembre, con alcuni che vedono spazio per un'accelerazione del ritmo di stretta della BoJ man mano che l'inflazione di fondo si avvicina al target del 2%.
CPI nazionale di luglio: cosa si aspettano gli economisti
Il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni del Giappone pubblicherà i dati nazionali dei prezzi al consumo di luglio, con gli economisti in attesa di un'ulteriore accelerazione della misura core che esclude i prodotti freschi, il principale indicatore di inflazione della Banca del Giappone. La pubblicazione è prevista per le 2350 GMT / 1930 ora orientale degli Stati Uniti.
La previsione mediana indica un CPI core in crescita dell'1,8% su base annua, in aumento rispetto all'1,6% di giugno, mentre il CPI totale è atteso all'1,9%, contro l'1,6% di giugno rivisto al ribasso in base al nuovo anno di base adottato. Il CPI core-core, che esclude sia i prodotti freschi sia l'energia, è previsto all'1,9%, in salita rispetto all'1,7% del mese precedente. Le letture di giugno sono state riviste leggermente al ribasso in base a quella nuova metodologia dell'anno di base, con il CPI totale rideterminato all'1,6% dall'1,7%, mentre le cifre core e core-core non sono state riviste.
Per la BoJ, il dato di luglio conta non solo come singolo mese di statistiche, ma come parte di una sequenza più ampia di letture dell'inflazione che definirà le condizioni per la riunione di metà settembre e oltre. Un risultato in linea con le previsioni manterrebbe l'attenzione sulla durabilità delle pressioni sui prezzi, in particolare nella misura core che i responsabili politici osservano più da vicino.
I dati di Tokyo segnalano un'ulteriore accelerazione
Le previsioni sono in linea con i dati sull'inflazione di Tokyo di luglio, pubblicati il 31 luglio, considerati un indicatore anticipatore del trend nazionale. Il CPI core di Tokyo è accelerato fino all'1,9%, massimo di sei mesi, mentre sia la misura generale sia quella core-core sono salite al 2,0%.
L'aumento dei costi di importazione legato alle prolungate tensioni in Medio Oriente e alla costante debolezza dello yen è considerato il principale motore del più ampio trend rialzista, anche se il calo dei prezzi alimentari e le misure governative che limitano i costi di benzina e utenze compensano parte della pressione. Le cifre nazionali di giugno sono state inoltre influenzate dai sussidi sul carburante in vigore da metà marzo e dall'introduzione della gratuità della retta scolastica delle superiori ad aprile, entrambi elementi che hanno pesato sull'inflazione misurata.
Questa combinazione di prezzi di fondo solidi e fattori di compensazione temporanei è una delle ragioni per cui il dato di luglio è osservato con attenzione: aiuta a chiarire quanto del trend inflazionistico derivi da pressioni di costo persistenti rispetto ad aggiustamenti legati alle politiche che possono sopprimere temporaneamente il tasso generale.
Il percorso di politica della BoJ: il ritmo della stretta è la questione
Il trend inflazionistico ha implicazioni dirette sul percorso di politica monetaria della Banca del Giappone. Il pricing di mercato per un rialzo dei tassi a settembre è salito a poco meno dell'80%, rispetto a circa il 65% dell'7 agosto, dopo che una serie di report giornalistici ha suggerito che il governo sostiene ora una mossa anticipata per contribuire a sostenere gli effetti dell'intervento coordinato sui cambi tra Giappone e Stati Uniti.
Secondo alcuni report, la banca centrale sta inoltre valutando un rialzo alla riunione di settembre o di ottobre, con una mossa a ottobre probabilmente interpretata come l'esito più accomodante rispetto all'attuale pricing. La prossima riunione della Banca del Giappone è prevista a metà settembre.
Gli analisti si aspettano che il tasso di politica monetaria raggiunga l'1,25% a settembre, con alcuni che vedono spazio perché la BoJ acceleri il ritmo della stretta successiva man mano che l'inflazione di fondo si avvicina al target del 2%.
Il focus del mercato ha già cominciato a spostarsi dal se la BoJ rialzerà i tassi a settembre alla velocità con cui procederà in seguito, una dinamica che potrebbe accrescere l'inquietudine degli investitori riguardo a un ciclo di stretta più rapido. Allo stesso tempo, i crescenti segnali che l'amministrazione Takaichi sostenga un'azione anticipata potrebbero contribuire a stabilizzare i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi (JGB) a lunga e lunghissima scadenza, attenuando i timori che la banca centrale sia rimasta indietro rispetto alla curva.
Anno di base del CPI spostato al 2025
Il governo ha annunciato il 7 agosto di aver aggiornato l'anno di base del CPI, spostandolo dal 2020 al 2025. L'anno di base viene rivisto ogni cinque anni, con la modifica che ha effetto dai dati di luglio.
L'aggiornamento ha comportato un lieve aggiustamento al ribasso di 0,1 punti percentuali del CPI totale di giugno 2026, mentre il CPI core, che esclude i prodotti freschi, e il CPI core-core, che esclude sia i prodotti freschi sia l'energia, non sono stati rivisti.
I nuovi pesi del CPI con base 2025 sono calcolati a partire dalla spesa media delle famiglie nel 2025, ricavata principalmente dall'Indagine su entrate e spese delle famiglie, con le voci la cui quota di spesa familiare è aumentata o diminuita aggiunte o rimosse dall'indice di conseguenza.
L'Ufficio di statistica pubblica retroattivamente l'indice con base 2025 da gennaio 2025, convertendo i dati precedenti alla nuova base per finalità di serie storiche, sebbene i tassi di variazione pubblicati per ciascun periodo di base restino invariati anziché ricalcolati. Il vecchio CPI con base 2020 continuerà a essere calcolato e pubblicato in parallelo fino a dicembre 2026, offrendo a mercati e BoJ una finestra di transizione per confrontare le due serie prima che i dati con base 2025 diventino l'unico punto di riferimento.
Fonte: InvestingLive