Gli ETF spot su Bitcoin in Giappone potrebbero raggiungere $18,4 miliardi entro due anni dal lancio, secondo xWin Finance
Punti chiave
- •xWin Finance prevede che gli ETF spot su Bitcoin in Giappone potrebbero attirare fino a $18,4 miliardi entro due anni dal debutto, pari a circa lo 0,13% dei $14,6 trilioni di asset finanziari delle famiglie giapponesi.
- •Le tre principali fonti di domanda individuate sono i circa 5 milioni di investitori crypto esistenti in Giappone, i nuovi investitori retail che entrano tramite conti titoli e le allocazioni istituzionali da parte di società e aziende finanziarie.
- •I prodotti ETF giapponesi potrebbero accumulare circa 400.000 BTC entro 2,5 anni se la tendenza prevista dovesse confermarsi, rispetto agli oltre 1,2 milioni di BTC attualmente detenuti dai prodotti ETF statunitensi.
- •La Financial Services Agency giapponese sta lavorando per rendere disponibili gli ETF crypto già nel 2028, basandosi sul quadro regolamentare iniziale del Paese istituito dopo il crollo di Mt. Gox del 2014.
- •La domanda di Bitcoin nel breve termine è diventata negativa a fine luglio sui mercati futures e spot, sebbene i trader di opzioni su Deribit abbiano mostrato un posizionamento rialzista con forti volumi di call option sugli strike a $77.000 e $75.000 per l’inizio di agosto.

La piattaforma giapponese di gestione patrimoniale DeFi xWin Finance prevede che gli exchange-traded fund (ETF) spot su Bitcoin in Giappone potrebbero attirare fino a $18,4 miliardi di asset entro due anni dal loro debutto. La società ha descritto questo scenario come rialzista, basato sul livello di adozione delle crypto e sulla partecipazione al mercato in Giappone.
Secondo xWin Finance, gli asset finanziari delle famiglie giapponesi ammontano a circa $14,6 trilioni. Un mercato degli ETF su Bitcoin da $18,4 miliardi rappresenterebbe solo circa lo 0,13% di tale importo. Equivarrebbe inoltre a circa l’1% del mercato giapponese dei fondi di investimento in azioni quotate, che supera $1,8 trilioni. Il Giappone ha favorito una crescente cultura dell’investimento retail anche attraverso il programma Nippon Individual Savings Account (NISA), che offre investimenti fiscalmente agevolati per i privati — un quadro che potrebbe amplificare l’adozione degli ETF qualora i prodotti crypto venissero infine inclusi.
Fonti della domanda di ETF
Il report ha individuato tre principali fonti di domanda per gli ETF spot su BTC in Giappone. La prima è costituita dagli investitori crypto esistenti, stimati in circa 5 milioni, ovvero circa il 4% della popolazione giapponese complessiva. Il secondo e il terzo flusso di domanda proverrebbero da nuovi investitori retail che entrano tramite conti titoli e da allocazioni istituzionali da parte di società e aziende finanziarie. Questo rispecchia il modello osservato dopo il lancio degli ETF spot su BTC negli Stati Uniti all’inizio del 2024.
Confronto con i flussi degli ETF spot su BTC negli Stati Uniti
Per contesto, gli ETF spot su BTC negli Stati Uniti hanno raggiunto afflussi netti cumulati di circa $56 miliardi all’inizio del 2026, due anni dopo il loro debutto. Se i prodotti giapponesi raggiungessero i $18,4 miliardi di flussi previsti entro il secondo anno, ciò equivarrebbe a circa un terzo della domanda degli ETF spot su BTC statunitensi. I prodotti ETF statunitensi detengono attualmente oltre 1,2 milioni di BTC.
Hong Kong ha lanciato i propri ETF spot su BTC ed ETH nell’aprile 2024, fornendo un altro parametro regionale, sebbene tali prodotti abbiano registrato afflussi relativamente modesti rispetto agli Stati Uniti.
Se la tendenza prevista da xWin Finance dovesse confermarsi, i prodotti ETF giapponesi potrebbero accumulare circa 400.000 BTC entro 2,5 anni dal lancio.
L’ecosistema Bitcoin del Giappone è in espansione, sostenuto in parte da Metaplanet, la terza società al mondo per riserve di BTC in tesoreria. Il Giappone è stato inoltre una delle prime grandi economie a implementare un regime formale di licenze per gli exchange di criptovalute, dopo il crollo di Mt. Gox del 2014, ottenendo una storia regolamentare più lunga rispetto a molte giurisdizioni. Inoltre, l’autorità di regolamentazione finanziaria giapponese, la Financial Services Agency, sta lavorando per rendere disponibili gli ETF crypto già nel 2028.
La domanda di Bitcoin diventa negativa a fine luglio
Nel breve termine, la domanda complessiva di Bitcoin (BTC) è scesa ulteriormente in territorio negativo durante la seconda metà di luglio. L’interesse sia sui mercati futures sia su quelli spot è diminuito, riducendo ulteriormente la probabilità che BTC riconquisti il livello di $70.000.
Tuttavia, i trader di opzioni sono rimasti posizionati per un rialzo nonostante la persistente incertezza relativa al CLARITY Act. Secondo i dati di Deribit, i maggiori volumi scambiati nelle ultime 24 ore hanno riguardato opzioni call — scommesse rialziste — con strike a $77.000 e $75.000 per l’inizio di agosto.
Queste scommesse rialziste avrebbero maggiori probabilità di concretizzarsi se il CLARITY Act avanzasse nel legislatore statunitense o se le tensioni geopolitiche in Asia occidentale si attenuassero.