Itaú Unibanco è la prima banca brasiliana a formalizzare la mediazione di criptovalute presso la Banca Centrale
Punti chiave
- •Itaú Unibanco è diventata la prima banca brasiliana a registrare formalmente le proprie attività di mediazione di criptovalute presso la banca centrale nell'ambito del framework nazionale per gli asset virtuali.
- •La banca offre trading di criptovalute da dicembre 2023 e attualmente supporta 15 asset digitali, tra cui Bitcoin, Ether, Solana e XRP.
- •Il framework normativo stabilisce due percorsi di conformità: le banche già autorizzate dalla banca centrale possono semplicemente notificarle i propri servizi cripto, mentre i fornitori dedicati di servizi per asset virtuali devono richiedere la piena autorizzazione operativa.
- •Ai sensi della Risoluzione 520, in vigore da febbraio 2026, le aziende che non rispettano la scadenza del 30 ottobre 2026 devono sospendere i servizi cripto entro 30 giorni.
- •Dopo il 6 novembre 2026, le banche e le altre istituzioni autorizzate sono vietate dallo svolgere attività cripto con fornitori che restano non registrati.

Itaú Unibanco, la maggiore banca privata del Brasile, ha formalizzato le proprie operazioni di mediazione di criptovalute presso la banca centrale del Paese, diventando la prima banca a farlo nell'ambito del framework per asset virtuali del regolatore. Il quotidiano finanziario brasiliano Valor Econômico ha riportato la registrazione.
La mossa arriva prima della scadenza del 30 ottobre 2026 entro la quale le aziende cripto esistenti devono conformarsi alle nuove regole. Secondo il framework, le banche già autorizzate dalla banca centrale possono notificare al regolatore i propri servizi cripto, mentre i fornitori dedicati di servizi per asset virtuali devono richiedere l'autorizzazione operativa. Questa suddivisione crea due distinti percorsi di conformità — una procedura di notifica più leggera per le banche già affermate e un processo completo di autorizzazione per le aziende cripto-native — all'interno di un unico regime nazionale per gli asset virtuali.
Itaú, con sede a San Paolo e tra le maggiori banche dell'America Latina, offre trading di criptovalute da dicembre 2023, e la registrazione formalizzata colloca ora tale operazione esistente pienamente nel perimetro vigilato della banca centrale. La sua offerta comprende attualmente 15 asset digitali:
- Bitcoin (BTC)
- Ether (ETH)
- Solana (SOL)
- XRP
- USDC
- Chainlink (LINK)
- Litecoin (LTC)
- Aave (AAVE)
- Avalanche (AVAX)
- Polygon (POL)
- Bitcoin Cash (BCH)
- Uniswap (UNI)
- Optimism (OP)
- Arbitrum (ARB)
- Pax Gold (PAXG)
La Risoluzione 520 della banca centrale, in vigore da febbraio 2026, richiede alle istituzioni idonee di presentare una certificazione tecnica indipendente che dimostri la conformità al framework. Le aziende che non rispettano la scadenza devono sospendere i servizi cripto entro 30 giorni, rendendo il requisito di certificazione un vincolo stringente e non un mero adempimento burocratico.
Separatamente, le banche e le altre istituzioni autorizzate sono vietate dallo svolgere attività cripto con fornitori non autorizzati dopo il 6 novembre 2026 — una data limite che, una settimana dopo la scadenza per la conformità, estende la portata del regime oltre le aziende registrate anche alle loro controparti bancarie. Con la registrazione di Itaú, le tappe rimanenti sono proprio queste due date, che traducono i requisiti del framework in concrete conseguenze operative per qualsiasi fornitore ancora fuori dalle regole.
Fonte: BitcoinKE