NotizieCryptoL'IRS affronterà le questioni fiscali sulle criptovalute attraverso il programma generale di divulgazione volontaria

L'IRS affronterà le questioni fiscali sulle criptovalute attraverso il programma generale di divulgazione volontaria

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • •L'IRS intende gestire le questioni fiscali sulle criptovalute attraverso il suo esistente programma generale di divulgazione volontaria, anziché tramite un canale separato dedicato alle criptovalute.
  • •I contribuenti ammissibili potrebbero beneficiare di sanzioni ridotte e accedere a piani di pagamento, ma l'IRS non ha ancora definito come saranno strutturate le riduzioni delle sanzioni né quali contribuenti ne avranno diritto.
  • •I contribuenti ammessi alla divulgazione volontaria generalmente affrontano sanzioni civili evitando il perseguimento penale per evasione dolosa, mentre i casi non dolosi sono in genere indirizzati a procedure di dichiarazione semplificate.
  • •L'IRS tratta le valute virtuali come proprietà ai fini dell'imposta federale sul reddito dal 2014, il che significa che ogni vendita, scambio o disposizione può comportare obblighi di dichiarazione delle plusvalenze.
  • •Le normative sulla reportistica dei broker finalizzate nel 2024 richiederanno la dichiarazione delle vendite di asset digitali nel Modulo 1099-DA a partire dalle transazioni del 2025, fornendo all'IRS dati diretti a livello di transazione dagli intermediari.
L'IRS affronterà le questioni fiscali sulle criptovalute attraverso il programma generale di divulgazione volontaria

L'Internal Revenue Service (IRS) ha annunciato l'intenzione di affrontare le questioni fiscali relative alle criptovalute attraverso il suo programma generale di divulgazione volontaria, un'iniziativa volta a valutare sanzioni ridotte e offrire piani di pagamento per i contribuenti statunitensi coinvolti. La decisione segnala una potenziale riduzione degli oneri di conformità per i possessori di criptovalute che segnalano precedenti problematiche fiscali, sebbene i dettagli sulle riduzioni delle sanzioni e sui requisiti di ammissibilità non siano ancora stati definititi.

Trattando le questioni relative alle criptovalute all'interno del proprio quadro esistente di divulgazione volontaria, l'IRS mantiene gli asset digitali nello stesso processo di divulgazione utilizzato per altre violazioni fiscali, invece di istituire un canale separato dedicato alle criptovalute. Come riportato da CryptoBriefing, lo sviluppo suggerisce un cambiamento nell'approccio dell'agenzia alla conformità fiscale delle criptovalute e riflette l'intento di semplificare i processi per tutte le questioni fiscali.

L'importanza della conformità per i possessori statunitensi è notevole: l'IRS tratta le valute virtuali come proprietà ai fini dell'imposta federale sul reddito dal 2014, il che significa che la vendita, lo scambio o altra disposizione di asset digitali può comportare obblighi di dichiarazione delle plusvalenze per ogni transazione.

Come funziona il programma di divulgazione volontaria

La prassi di divulgazione volontaria dell'IRS è un meccanismo di lunga data che consente ai contribuenti di farsi avanti riguardo a redditi precedentemente non dichiarati o altre irregolarità passate. I contribuenti che ne hanno i requisiti generalmente affrontano sanzioni civili, ma possono sanare i propri debiti evitando il perseguimento penale per evasione dolosa. I contribuenti le cui precedenti irregolarità sono ritenute non dolose sono in genere indirizzati a separate procedure di dichiarazione semplificate, rendendo la divulgazione volontaria la via più rilevante per coloro il cui comportamento potrebbe essere considerato doloso. Nel 2019, l'IRS ha emesso linee guida aggiornate che chiariscono come la prassi si applica alle transazioni in valuta virtuale, sostituendo le procedure provvisorie introdotte l'anno precedente.

L'agenzia ha intensificato i propri sforzi di applicazione fiscale sulle criptovalute nel corso di diversi anni. Ha iniziato a chiedere ai contribuenti informazioni sulle valute virtuali nelle dichiarazioni dei redditi federali individuali nel 2019 e ha spostato la domanda sulla prima pagina del Modulo 1040 nel 2020. L'IRS ha inoltre ottenuto citazioni John Doe autorizzate dal tribunale contro importanti exchange statunitensi, tra cui Coinbase e Kraken, per identificare i titolari di conti che potrebbero non aver dichiarato le transazioni di asset digitali. La visibilità delle transazioni è destinata ad aumentare ulteriormente: ai sensi delle normative sulla reportistica dei broker finalizzate nel 2024, i broker sono tenuti a riportare le vendite asset digitali nel Modulo 1099-DA a partire dalle transazioni del 2025, fornendo all'IRS dati a livello di transazione direttamente dagli intermediari.

Cosa resta da chiarire

L'IRS non ha ancora pubblicato dettagli su come saranno strutturate le riduzioni delle sanzioni né su quali contribuenti avranno diritto ai benefici del programma. Gli osservatori sono in attesa di annunci ufficiali o chiarimenti — inclusi i termini delle sanzioni, i criteri di ammissibilità e eventuali modalità di presentazione specifiche per gli asset digitali — che potrebbero definire il trattamento regolamentare delle criptovalute ai fini fiscali statunitensi. Finché questi dettagli non saranno resi noti, resta chiaro come l'IRS calcolerà le sanzioni ridotte o valuterà l'ammissibilità delle divulgazioni relative alle criptovalute ai sensi del programma.