L'IRS prevede la risoluzione dei casi in 120 giorni nel rinnovato programma di disclosure volontaria fiscale per le crypto
Punti chiave
- •L'IRS mira a risolvere i casi di disclosure volontaria entro circa 120 giorni, comprimendo un processo che attualmente richiede una revisione delle Investigazioni Penali di una richiesta di pre-clearance prima che venga accettata una presentazione completa.
- •Le violazioni fiscali legate alle attività digitali sarebbero gestite nello stesso quadro di disclosure volontaria delle altre violazioni anziché separatamente, offrendo ai possessori non conformi un percorso definito per regolarizzare le dichiarazioni.
- •I contribuenti che si fanno avanti tramite la pratica possono generalmente evitare il perseguimento penale in cambio di una divulgazione completa e del pagamento delle imposte arretrate, degli interessi e delle sanzioni, inclusa una sanzione civile per frode del 75% sul pagamento volontariamente insufficiente.
- •Le modifiche proposte segnano un aggiornamento significativo di un quadro sostanzialmente invariato da quando l'IRS ha chiuso i propri programmi offshore a settembre 2018, consolidandoli in un'unica pratica di disclosure volontaria.
- •L'obiettivo dei 120 giorni e un'eventuale revisionata struttura delle sanzioni avranno effetto pratico solo dopo che l'IRS avrà aggiornato le procedure e le linee guida pubblicate della pratica.

L'Internal Revenue Service sta preparando una revisione del proprio programma di disclosure volontaria che ridurrebbe le sanzioni e accorcerebbe i tempi di gestione dei casi, includendo le violazioni legate alle attività digitali nello stesso quadro normativo. Jarod Koopman, a capo delle Investigazioni Penali dell'IRS, ha presentato il piano, secondo un rapporto di COINOTAG pubblicato il 23 ottobre 2026.
Con le modifiche proposte, l'agenzia punterebbe a risolvere i casi di disclosure entro circa 120 giorni. La revisione sottoporrebbe inoltre le violazioni relative alle attività digitali allo stesso quadro normativo, anziché gestirle separatamente. Se rispettata, quella finestra di circa quattro mesi comprimerebbe un processo in cui i casi passano tipicamente da una revisione delle Investigazioni Penali di una richiesta di pre-clearance prima ancora che venga accettata una presentazione completa.
Un canale di conformità di lunga data
La pratica di disclosure volontaria è il meccanismo principale dell'IRS per i contribuenti che hanno volontariamente omesso di dichiarare redditi o pagare imposte. Coloro che si fanno avanti possono generalmente evitare il perseguimento penale, ma in cambio devono effettuare una divulgazione completa e pagare le imposte arretrate, gli interessi e le sanzioni, inclusa la sanzione civile per frode del 75% applicabile al pagamento volontariamente insufficiente. I casi iniziano tipicamente con una richiesta di pre-clearance esaminata dalle Investigazioni Penali dell'IRS prima che venga accettata una presentazione completa.
L'attuale pratica affonda le proprie radici nei programmi di disclosure volontaria offshore operati dall'IRS tra il 2009 e il 2018, focalizzati sui conti esteri non dichiarati. Tali programmi sono stati chiusi a settembre 2018, dopodiché l'agenzia ha consolidato la propria offerta in un'unica pratica di disclosure volontaria. I contribuenti il cui comportamento è giudicato non volontario sono stati invece indirizzati a separate procedure di presentazione semplificate.
Le attività digitali passano allo stesso quadro normativo
L'IRS tratta la valuta virtuale come proprietà dalla propria guidance del 2014, rendendo le vendite, gli scambi e i pagamenti che coinvolgono attività digitali eventi tassabili. Una domanda sì o no sulla valuta virtuale, successivamente ampliata per coprire le attività digitali, compare nelle dichiarazioni dei redditi federali delle persone fisiche dall'anno fiscale 2019, mettendo i dichiaranti annualmente al corrente dei propri obblighi di dichiarazione.
Le Investigazioni Penali, la divisione guidata da Koopman, hanno fatto dell'applicazione delle regole sulle attività digitali una priorità in crescita, perseguendo casi di guadagni non dichiarati e frodi legate alle criptovalute. Portare le violazioni fiscali legate alle crypto sotto il quadro standard di disclosure darebbe ai possessori non conformi un percorso chiaramente definito per regolar le proprie dichiarazioni alle stesse condizioni degli altri contribuenti.
La proposta arriva inoltre in un contesto di documentazione in espansione per le attività in asset digitali. Le regole finalizzate dal Tesoro e dall'IRS nel 2024 richiedono ai broker di attività digitali di riportare vendite e scambi dei clienti su un nuovo Modulo 1099-DA, con le prime presentazioni che coprono le transazioni del 2025 — un livello di reportistica di terze parti che non esisteva quando la domanda sulle attività digitali è comparsa per la prima volta nelle dichiarazioni dei redditi nel 2019.
Se adottate, le modifiche segnano un aggiornamento significativo di un quadro rimasto sostanzialmente invariato da quando i programmi di disclosure incentrati sugli asset offshore sono stati dismessi nel 2018. Da qui in avanti occorrerà osservare la formalizzazione: l'obiettivo dei 120 giorni e un'eventuale revisionata struttura delle sanzioni avranno effetto pratico solo quando l'IRS aggiorna le procedure e le linee guida pubblicate della pratica.
Questo articolo è basato su un rapporto pubblicato per la prima volta da COINOTAG: https://en.coinotag.com/irs-120-day-voluntary-disclosure-crypto-tax-penalties