NotizieMacroL'Iran promette che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non soddisferanno le richieste; gli Houthi ampliano il blocco del Mar Rosso

L'Iran promette che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non soddisferanno le richieste; gli Houthi ampliano il blocco del Mar Rosso

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno definito lo Stretto di Hormuz una zona di guerra e rifiutano di riaprirlo finché gli Stati Uniti non soddisferanno richieste che includono la revoca delle sanzioni, la fine delle ostilità, il rilascio degli asset congelati e il pagamento di un pieno risarcimento di guerra.
  • •Le forze Houthi nello Yemen hanno avviato un blocco parallelo contro i porti sauditi nel Mar Rosso, colpendo un impianto petrolifero saudita e uccidendo almeno undici persone negli attacchi alla città portuale di Mokha.
  • •Il presidente Trump ha dichiarato di stare solo negoziando in modo semi-formale con Teheran e di essere disposto ad attendere che il deterioramento economico dell'Iran porti a una soluzione.
  • •L'Oman ha confermato che i negoziati sulla gestione dello Stretto di Hormuz sono nelle fasi finali, offrendo un possibile percorso di de-escalation.
  • •L'Arabia Saudita ha firmato venerdì un patto di difesa congiunto con Turchia e Pakistan, con Ankara che indica come l'Egitto sia atteso all'adesione all'intesa per proteggere corridoi marittimi vitali.
L'Iran promette che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non soddisferanno le richieste; gli Houthi ampliano il blocco del Mar Rosso

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato domenica che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non soddisferanno una serie di richieste, tra cui la fine delle sanzioni e il pieno risarcimento per i danni di guerra, irrigidendo la posizione di Teheran anche mentre il presidente Donald Trump descriveva il suo approccio allo stallo come "low key."

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha definito lo stretto "a theatre of war" invece di una rotta commerciale convenzionale, insistendo che non sarà riaperto finché tutte le condizioni non saranno accettate integralmente. Secondo AFP, il blocco del corridoio energetico strategico ha messo in allarme gli alleati, perturbato i mercati e spinto i prezzi al rialzo. Lo stretto trasporta in genere circa un quinto del consumo mondiale di petrolio, per cui qualsiasi chiusura prolungata rappresenta uno shock diretto alle catene di approvvigionamento energetiche globali.

Le condizioni dell'Iran

Il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ha delineato sabato i propri requisiti. Tra questi:

  • La fine della guerra su tutti i fronti
  • L'abolizione del controblocco statunitense sui porti iraniani
  • Il rilascio degli asset iraniani congelati
  • Un pieno risarcimento per i danni di guerra

Le condizioni ricalcano in gran parte quelle dell'accordo di giugno, che prevedeva un fondo di ricostruzione proposto da 300 miliardi di dollari per l'Iran. Teheran vuole inoltre mantenere il controllo dello stretto dopo la guerra e imporre pedaggi di transito, e ha colpito ripetutamente navi che accusa di tentare di aggirare la rotta preferita. Sabato è stata colpita almeno una petroliera.

Trump: "We Are Low Keying It"

In un'intervista ad Axios, Trump ha affermato di stare solo "semi-negotiating" con Teheran e di essere disposto a lasciare che l'inflazione iraniana e le finanze esaurite costringano a una soluzione, definendo lo stallo "a chess game" che alla fine si risolverà.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha assunto un tono più misurato, affermando che Teheran sta semplicemente scambiando messaggi con Washington tramite intermediari. Nel frattempo, l'Oman ha confermato che i colloqui sulla gestione dello stretto stanno entrando nelle fasi finali.

(Resoconto precedente: Trump: "we are low keying it" as Strait of Hormuz deal drifts)

Il blocco Houthi apre un secondo fronte marittimo

Gli alleati Houthi dell'Iran nello Yemen hanno aperto un blocco parallelo contro i porti sauditi nel Mar Rosso — l'unica altra principale rotta marittima di esportazione dell'Arabia Saudita. Gli Houthi hanno detto di aver colpito domenica un impianto petrolifero saudita sulla costa del Mar Rosso. Attacchi separati contro la città portuale di Mokha hanno ucciso tre civili e otto militari, ferendo 32 persone.

La doppia pressione sul traffico marittimo del Golfo aggiunge una perturbazione concreta dell'offerta allo stallo politico. Con Hormuz bloccato e gli attacchi Houthi ora a minacciare anche il corridoio del Mar Rosso, gli esportatori del Golfo si trovano a fronteggiare vincoli simultanei su entrambi i principali sbocchi marittimi per le spedizioni di greggio e LNG. Il calo del traffico di petroliere attraverso lo stretto, insieme all'attacco a una petroliera di sabato, amplifica il rischio per le esportazioni energetiche ancor prima di considerare l'effetto del blocco Houthi sulla flessibilità delle esportazioni saudite.

Patto di difesa saudita

L'escalation arriva pochi giorni dopo che l'Arabia Saudita ha firmato venerdì un patto di difesa congiunto con Turchia e Pakistan. Ankara ha affermato di aspettarsi che anche l'Egitto aderisca all'intesa. Il patto segnala un tentativo degli Stati del Golfo e dei Paesi a maggioranza musulmana di costruire una risposta di sicurezza collettiva alle minacce lungo corridoi marittimi vitali, mentre restano aperti i canali diplomatici per un accordo su Hormuz.

Spazio per la de-escalation

Nonostante il linguaggio più duro, la conferma dell'Oman che i colloqui sulla gestione dello stretto sono nelle fasi finali e la formulazione più morbida di Araghchi sugli scambi di messaggi in corso lasciano spazio a una de-escalation se si raggiunge un accordo. Una svolta su Hormuz resterebbe comunque il fattore più rilevante per qualsiasi cambiamento nello stallo attuale.

Fonte: ForexLive / InvestingLive