Intel avvia il customer sampling delle GPU serie D per l'inferenza AI
Punti chiave
- •La GPU di punta di Intel, il D270, precedentemente noto con il nome in codice Crescent Island e basato sull'architettura Xe3P, offre circa 1,3 PFLOPs di calcolo FP8 con un thermal design power di 350W.
- •Il D270 si affida a memoria LPDDR5X anziché HBM, con 160 GB di serie espandibili dai partner a 480 GB, e una larghezza di banda di picco stimata intorno a 1,5 TB/s.
- •Il formato con raffreddamento ad aria e PCIe Gen5 consente agli operatori di data center di distribuirlo in server standard senza raffreddamento specializzato o infrastrutture proprietarie.
- •Il customer sampling per il D270 è previsto per la seconda metà del 2026, con anteprime a Computex e Hot Chips 2026 e sistemi OEM attesi da ASUS, Dell e HPE.
- •Intel intende abbinare le GPU serie D ai suoi processori Xeon per costruire sistemi di inferenza AI completi, presentando il D270 come un'alternativa economicamente vantaggiosa alle offerte di NVIDIA e AMD.

Intel ha iniziato a consegnare le sue nuove GPU data center serie D ai clienti per i test, segnando il più recente tentativo dell'azienda di conquistare una quota significativa del mercato hardware AI. La proposta non punta a costruire il sistema di training più grande o veloce disponibile. Intel mira invece all'inferenza AI—la fase del flusso di lavoro in cui i modelli già addestrati generano risposte alle richieste degli utenti. L'inferenza è la fase che gli utenti finali sperimentano direttamente e, man mano che sempre più modelli passano dallo sviluppo al servizio quotidiano, eseguirli in modo efficiente è diventato un obiettivo sempre più importante per i produttori di chip.
Cosa sta lanciando Intel
La serie D era precedentemente nota con il nome in codice Crescent Island ed è basata sull'architettura Xe3P di Intel. Il modello di punta è il D270, che Intel posiziona per l'inferenza AI e i carichi di lavoro agentici—in questo contesto, sistemi AI che eseguono azioni in più passaggi invece di rispondere a un singolo prompt e fermarsi.
Sulla carta, il D270 eroga una potenza di calcolo di picco di circa 1,3 PFLOPs in precisione FP8, un formato numerico a bassa precisione che scambia un po' di dettaglio numerico per calcoli sostanzialmente più rapidi. La scheda ha un thermal design power di 350W.
Sotto il cofano, il chip integra 32 core Xe3P e 256 motori XMX. I motori XMX sono le unità dedicate di Intel per il calcolo matriciale, che gestiscono le moltiplicazioni pesanti su cui girano le reti neurali. Una cache L2 unificata da 32 MB completa il design.
La scommessa sulla memoria
La scelta di design più consequenziale riguarda la memoria. Invece di HBM—la memoria ad alta larghezza di banda utilizzata in molti acceleratori concorrenti—il D270 si affida a LPDDR5X. I due tipi di memoria occupano angoli diversi del mercato: HBM impila i die di memoria direttamente accanto al processore per offrire larghezza di banda di punta a un prezzo premium, mentre LPDDR5X è la stessa classe di memoria usata negli smartphone e nei laptop, prodotta a volumi molto maggiori e a costi inferiori.
La configurazione di riferimento di Intel viene fornita con 160 GB di LPDDR5X, e i partner possono espanderla a 480 GB. La larghezza di banda di picco della memoria è stimata intorno a 1,5 TB/s. Le due leve agiscono in direzioni diverse: la capacità determina quanta parte di un modello e dei suoi dati di lavoro una scheda può contenere contemporaneamente, mentre la larghezza di banda disciplina la velocità con cui quei dati si muovono durante la generazione.
Intel dichiara di puntare ad applicazioni AI long-context e agentiche con uniento orientato al valore. L'argomento dell'azienda si concentra sull'elevata capacità di memoria rispetto al consumo energetico e ai costi, piuttosto che inseguire i numeri di larghezza di banda di picco.
Progettata per inserirsi nei rack esistenti
Il D270 utilizza un design con raffreddamento ad aria e un formato PCIe Gen5. Le schede PCIe si collegano a server standard, il che significa che gli operatori di data center possono aggiungerle senza ristrutturare la propria infrastruttura con raffreddamento specializzato o schede proprietarie. Secondo Intel, Crescent Island privilegia scalabilità e integrazione rispetto alle pure prestazioni di training.
Tempistiche e collegamento con Xeon
Il customer sampling per il D270 è previsto per la seconda metà del 2026. Intel aveva pianificato anteprime a Computex e Hot Chips 2026 prima della più ampia disponibilità.
La serie D fa anche parte di una giocata strategica più ampia: Intel vuole abbinare le sue GPU ai suoi processori Xeon per costruire sistemi di inferenza AI più completi. L'abbinamento riflette come vengono tipicamente assemblati gli stack di inferenza, con le CPU dei server che gestiscono lo spostamento dei dati e l'orchestrazione mentre le GPU eseguono i calcoli del modello. I partner OEM di Intel includono ASUS, Dell e HPE.
Contesto competitivo
Intel presenta il D270 come un'opzione economicamente vantaggiosa per i carichi di lavoro AI che compete con le offerte di NVIDIA e AMD. I rischi sono reali. LPDDR5X offre capacità, ma la sua larghezza di banda è ben al di sotto di quella che i design basati su HBM possono garantire, e alcuni carichi di lavoro sono avidi di banda.
Il feedback dei clienti dalla fase di campionamento nella seconda metà del 2026 sarà seguito da vicino, poiché le prime reazioni dovrebbero mostrare se le imprese vedranno il D270 come una vera alternativa o un'opzione di nicchia. Nel frattempo, le tappe da monitorare sono le anteprime di Computex e Hot Chips e i primi sistemi OEM di ASUS, Dell e HPE—insieme ai dati sulle prestazioni che emergeranno una volta che le schede campionate saranno nelle mani dei clienti.
Fonte: CryptoBriefing