La rupia indiana destinata ad aprire in calo mentre la pressione petrolifera aumenta, l'intervento della RBI al centro dell'attenzione
Punti chiave
- •La rupia indiana è prevista in apertura nella fascia 95,35–95,40 contro il dollaro USA martedì, estendendo il calo di lunedì a circa 95,30.
- •Il greggio Brent è surged di circa il 5% lunedì verso gli 88 dollari al barile mentre le negoziazioni USA-Iran rimanevano in stallo e l'incertezza sullo Stretto di Hormuz persisteva.
- •La Reserve Bank of India ha venduto costantemente dollari vicino ai livelli attuali per contenere le perdite della rupia, con un trader che stima che la valuta supererebbe 95,50 senza quell'intervento.
- •Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è salito a circa il 4,70%, invertendo i cali successivi ai dati sul mercato del lavoro e rendendo i denominati in dollari più attraenti per gli investitori.
- •L'India importa oltre l'80% del suo fabbisogno di petrolio greggio, lasciando la rupia particolarmente vulnerabile agli aumenti dei prezzi del petrolio guidati dalle tensioni geopolitiche intorno allo Stretto di Hormuz.

La rupia indiana è prevista in apertura più debole martedì nella fascia 95,35–95,40 contro il dollaro USA, pressured dai prezzi del petrolio in rialzo legati alle trattative di pace USA-Iran in stallo e alla crescente incertezza sullo Stretto di Hormuz. La rupia si è attestata intorno a 95,30 lunedì dopo aver oscillato in una banda di circa 95,10–95,30 nelle tre sessioni precedenti, con una domanda persistente di dollari che ha mantenuto la valuta sotto pressione anche mentre la Reserve Bank of India interveniva per contenere le perdite.
Il debole della rupia riflette una lettura piuttosto diretta del più ampio premio al rischio guidato dal petrolio che si sta accumulando intorno al confronto di Hormuz. L'avanzata del greggio Brent verso gli 88 dollari al barile aggiunge nuova pressione sulla bolletta delle importazioni e sulla valuta indiana — una vulnerabilità particolarmente acuta dato che l'India importa più dell'80% del suo fabbisogno di petrolio greggio, rendendola uno dei maggiori importatori di petrolio al mondo. Il Brent è salito di circa il 5% lunedì amid lo stallo nelle negoziazioni USA-Iran e l'incertezza sulla possibile riapertura dello stretto, con i guadagni che si estendevano alle contrattazioni asiatiche di martedì.
Il mercato del petrolio rimane altamente sensibile a qualsiasi flusso di notizie legato al confronto. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del consumo petrolifero giornaliero globale, è da tempo un punto critico per i mercati energetici; qualsiasi interruzione della navigazione attraverso questa via d'acqua restringerebbe l'offerta ai principali acquirenti asiatici, inclusa l'India. Lunedì, il Presidente Trump ha risposto alla lista di richieste dell'Iran con il proprio set di contro-condizioni, lasciando la situazione irrisolta e contribuendo a una sostenuta pressione al rialzo sui prezzi del greggio.
Il rialzo del petrolio ha avuto anche un effetto a cascata sui mercati obbligazionari. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è salito a circa il 4,70%, invertendo il calo seguito ai dati sul mercato del lavoro statunitense della scorsa settimana più deboli del previsto. Quel rialzo dei rendimenti rende i denominati in dollari più attraenti, aggiungendo un secondo ostacolo per la rupia proprio mentre i prezzi del petrolio elevati spingono al rialzo la domanda di dollari da parte degli importatori.
Lunedì, la RBI ha probabilmente venduto dollari vicino al livello 95,25, sebbene la rupia sia comunque scesa ulteriormente — un riflesso della pressione derivante dall'attività di copertura degli importatori e dai costi del petrolio più alti. La capacità della RBI di sostenere tale intervento è sostenuta dalle riserve valutarie dell'India, che figurano tra le più grandi al mondo e servono come principale cuscinetto contro la volatilità valutaria. Un trader di valuta presso una banca ha dichiarato che la RBI è stata costantemente in offerta sulla coppia dollaro-rupia, aggiungendo che senza tale supporto la coppia sarebbe già in trading ben oltre 95,50. Il trader prevede che martedì seguirà un andamento simile, con la domanda di dollari sottostante che dovrà nuovamente essere assorbita dalla banca centrale.
La vendita costante di dollari da parte della RBI vicino ai livelli attuali sta facendo il lavoro pesante nel contenere le perdite, sottolineando quanto la rupia dipenda dall'intervento della banca centrale piuttosto che da una forza indipendente. Con il mercato del petrolio che rimane altamente sensibile a qualsiasi sviluppo legato a Hormuz, incluse le ultime manovre diplomatiche tra Washington e Teheran, il percorso di breve della rupia appare strettamente legato all'evoluzione di quel confronto piuttosto che a qualsiasi driver interno.
Info via Reuters.