NotizieCryptoIndia indaga sulle cripto card offshore mentre gli utenti RedotPay segnalano interruzioni del servizio

India indaga sulle cripto card offshore mentre gli utenti RedotPay segnalano interruzioni del servizio

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •La Reserve Bank of India e la Financial Intelligence Unit-IND stanno presumibilmente esaminando fornitori di cripto card offshore come RedotPay per potenziali violazioni delle norme sui pagamenti, dei controlli valutari e dei requisiti antiriciclaggio.
  • •Diversi utenti indiani hanno segnalato che le loro cripto card di pagamento offshore hanno recentemente smesso di funzionare, ma i regolatori non hanno confermato un divieto nazionale e le cause delle singole interruzioni restano non verificate.
  • •Queste card offshore sono ricaricate con criptovalute, comprese stablecoin ancorate al dollaro, e convertono le partecipazioni in valuta fiat affinché i commercianti ricevano pagamenti in rupie tramite l'infrastruttura Visa e Mastercard, facendo apparire le transazioni come ordinari acquisti con carte di debito.
  • •Digital South Trust, con sede a Bengaluru, ha testato ad agosto una card RedotPay supportata da Visa per acquisti online domestici e ha condiviso le risultanze con le autorità indiane, segnalando potenziali lacune nel monitoraggio delle transazioni e nella verifica dei clienti.
  • •A settembre 2026, la FIU-IND ha emesso avvisi di non conformità a 15 fornitori di servizi di asset virtuali digitali nell'ambito del quadro antiriciclaggio, estendendo la sorveglianza in vigore da marzo 2023, quando tali imprese sono state incluse nel Prevention of Money Laundering Act.
India indaga sulle cripto card offshore mentre gli utenti RedotPay segnalano interruzioni del servizio

I regolatori finanziari indiani stanno presumibilmente esaminando le cripto card di pagamento offshore che consentono ai residenti di spendere asset digitali in rupie, con la Reserve Bank of India (RBI) e la Financial Intelligence Unit-India (FIU-IND) che analizzano servizi tra cui RedotPay per potenziali violazioni normative.

La revisione fa seguito alle segnalazioni di diversi utenti indiani relative a disattivazioni improvvise delle card e a difficoltà di accesso alle piattaforme di pagamento offshore. Le autorità stanno presumibilmente valutando se questi servizi aggirino le normative domestiche sui pagamenti, i controlli valutari e i requisiti antiriciclaggio. I regolatori non hanno confermato pubblicamente alcun divieto nazionale mirato a RedotPay o a fornitori simili, e le cause delle singole interruzioni delle card restano non confermate.

Come funzionano le cripto card offshore

Le cripto card offshore consentono agli utenti di ricaricare portafogli digitali con criptovalute, comprese stablecoin ancorate al dollaro, ed effettuare acquisti quotidiani attraverso reti di pagamento tradizionali. Fornitori come RedotPay offrono card che operano tramite l'infrastruttura Visa e Mastercard.

Quando i clienti effettuano acquisti, il servizio converte le loro criptovalute in valuta fiat, consentendo ai commercianti di ricevere pagamenti in rupie. Di conseguenza, le transazioni possono assomigliare a ordinari pagamenti con carte di debito nonostante abbiano origine da portafogli cripto offshore.

Le preoccupazioni normative si estendono al Foreign Exchange Management Act (FEMA) dell'India e alle regole sugli strumenti di pagamento prepagati. Le autorità finanziarie stanno presumibilmente esaminando se questi accordi consentano transazioni transfrontaliere senza una sufficiente supervisione domestica. Questa catena di passaggi — conversione, instradamento attraverso la rete e liquidazione in rupie ai commercianti — è al centro della revisione, poiché può collocare l'attività di spesa fuori dai punti di controllo applicati agli strumenti di pagamento emessi a livello nazionale.

Disattivazioni delle card e risultanze precedenti

Diversi utenti indiani di criptovalute hanno segnalato che le loro carte di pagamento offshore hanno smesso di funzionare negli ultimi giorni. Alcuni clienti hanno anche riscontrato difficoltà nell'accesso ai siti web dei fornitori di servizi, alimentando preoccupazioni sulla disponibilità dei servizi di pagamento finanziati in criptovalute.

L'esame fa seguito alle risultanze di Digital South Trust, con sede a Bengaluru, che ad agosto ha testato una card RedotPay supportata da Visa per acquisti online domestici. L'organizzazione ha successivamente condiviso le proprie risultanze con le autorità indiane, evidenziando potenziali lacune nel monitoraggio delle transazioni e nella verifica dei clienti.

L'India inasprisce la sorveglianza sui pagamenti in criptovalute

L'India ha già intensificato la pressione regolatoria sulle imprese di criptovalute offshore operanti nel suo mercato. A settembre 2026, la FIU-IND ha emesso avvisi di non conformità a 15 fornitori di servizi di asset virtuali digitali nell'ambito del quadro antiriciclaggio del Paese. I fornitori di servizi di asset virtuali digitali sono tenuti a registrarsi presso la FIU-IND da marzo 2023, quando il governo ha incluso queste imprese nell'ambito del Prevention of Money Laundering Act (PMLA).

L'ultima sorveglianza evidenzia crescenti preoccupazioni regolatorie man mano che i prodotti di pagamento in stablecoin collegano i portafogli cripto all'infrastruttura finanziaria tradizionale. Tali servizi offrono comode opzioni di spesa ma sollevano interrogativi su trasparenza, tassazione e trasferimenti transfrontalieri di fondi. La scala alza l'assaggio: l'India ha guidato il Global Crypto Adoption Index di Chainalysis negli ultimi anni, il che significa che le decisioni sui servizi di card offshore riguardano un'ampia base di utenti di asset digitali.

Per gli utenti indiani, l'incertezza sulle cripto card offshore potrebbe influire sull'accesso ai saldi di asset digitali e ai servizi di pagamento quotidiani. Segnali da monitorare includono eventuali dichiarazioni pubbliche della RBI o della FIU-IND, aggiornamenti sullo stato del servizio da parte dei fornitori di card, e l'eventuale emergere di nuove segnalazioni di disattivazioni. L'esito dipenderà dalle risultanze regolatorie e dalla capacità dei fornitori di dimostrare la conformità alle normative finanziarie indiane.