La Enforcement Directorate indiana smantella una rete crypto-hawala legata al traffico internazionale di droga
Punti chiave
- •Nihal V.N. è stato posto in custodia della ED per sette giorni con l'accusa di aver convertito i proventi della vendita di droga in criptovalute e valuta estera prima di inviare i fondi a fornitori in Brasile e Thailandia.
- •L'indagine è iniziata con una FIR della polizia di Goa ai sensi del NDPS Act e ha portato al precedente arresto del principale imputato, Madhupan S.S., nel gennaio 2026.
- •Le autorità hanno sequestrato a Goa narcotici per un valore di circa ₹1.1 crore, tra cui 1,825 francobolli di LSD, cocaina, charas e DMT, oltre a circa ₹3 crore in contanti in 26 località perquisite.
- •Nel 2023 il Ministero delle Finanze indiano ha ampliato il mandato della ED includendo gli asset digitali virtuali nel Prevention of Money Laundering Act, consentendo all'agenzia di indagare sulle transazioni crypto.
- •La FATF ha più volte avvertito che gli asset virtuali sono sempre più utilizzati per riciclare proventi del traffico di droga e di altri reati transnazionali.

La Enforcement Directorate (ED) indiana ha smantellato una presunta rete hawala collegata alle criptovalute e connessa a operazioni di traffico internazionale di droga. Il caso mostra come l'hawala — un sistema informale di trasferimento di valore basato sulla fiducia, che opera al di fuori delle infrastrutture bancarie tradizionali ed è diffuso in Asia meridionale e Medio Oriente — sia stato adattato per sfruttare le criptovalute nel movimento transfrontaliero di fondi illeciti. L'agenzia ha arrestato Nihal V.N., cittadino indiano residente a Dubai, con l'accusa di aver riciclato proventi derivanti dalla vendita di narcotici tramite asset digitali e valute estere.
Secondo un comunicato stampa ufficiale della ED, Nihal avrebbe convertito il contante generato dalle vendite di droga in India in criptovalute e valuta estera prima di trasferire i fondi all'estero attraverso un canale crypto-hawala transfrontaliero. Il denaro riciclato veniva inviato a fornitori di droga con sede in Brasile e Thailandia, dove veniva utilizzato per acquistare narcotici di alta qualità e droghe sintetiche successivamente contrabbandati di nuovo in India.
La ED ha identificato diversi wallet di criptovalute, conti bancari e società di comodo ritenuti componenti dell'operazione hawala. Nihal V.N. è stato posto in custodia della ED per sette giorni.
Origini dell'indagine
Il caso ha avuto origine quando l'Anti-Narcotics Cell della polizia di Goa ha registrato una FIR ai sensi del Narcotic Drugs and Psychotropic Substances (NDPS) Act, portando alla luce una presunta rete interstatale di traffico di droga. La ED ha quindi avviato un'indagine per riciclaggio di denaro, arrestando il principale imputato, Madhupan S.S., nel gennaio 2026.
Lo sviluppo ha attirato notevole attenzione sui social media. Crypto Aman, un noto commentatore della comunità crypto indiana, ha condiviso su X dettagli sulle conclusioni della ED:
🤯 Drug Money Was Being Laundered Through Crypto from Dubai. The ED Cracked It Down. Nihal V.N. — Dubai resident — in ED custody for 7 days. What was he doing? Drugs sold in India → cash → converted into crypto + forex. Money was routed to cartels in Brazil and Thailand for… pic.twitter.com/bB7ewjJ24b — Crypto Aman (@cryptoamanclub) July 24, 2026
Sequestri e dettagli operativi
Con il progredire dell'indagine, le autorità indiane hanno sequestrato a Goa narcotici per un valore di circa ₹1.1 crore. Il sequestro comprendeva 1,825 francobolli di LSD, oltre a cocaina, charas (una forma di resina di cannabis) e DMT. In 26 località perquisite in diversi stati, la ED ha recuperato circa ₹3 crore in contanti, dispositivi digitali e documenti incriminanti.
L'agenzia ha dichiarato che la rete distribuiva droga in diversi stati indiani attraverso un modello di fornitura business-to-business (B2B). Criptovalute, conti offshore e società di comodo venivano utilizzati per trasferire i proventi illeciti.
Contesto più ampio dell'azione di contrasto
Il caso rientra nella crescente stretta dell'India sui reati finanziari legati alle criptovalute. I poteri della ED di indagare su questi casi sono stati rafforzati nel 2023, quando il Ministero delle Finanze indiano ha incluso gli asset digitali virtuali nel Prevention of Money Laundering Act (PMLA), ampliando il mandato dell'agenzia alle transazioni in criptovalute. All'inizio del 2026, il direttore della ED Rahul Navin ha dichiarato che l'agenzia sta dando priorità agli sforzi per contrastare frodi crypto, finanziamento del terrorismo, criminalità informatica e traffico di narcotici. La Financial Action Task Force (FATF), di cui l'India è membro, ha più volte avvertito che gli asset virtuali sono sempre più utilizzati per riciclare proventi del traffico di droga e di altri reati transnazionali.
Negli ultimi mesi le autorità indiane hanno avviato diverse indagini incentrate sulle criptovalute. In un caso rilevante, la ED ha sequestrato $35 million collegati a una truffa crypto over-the-counter (OTC). Il governo ha osservato che le reti di traffico di droga ricorrono sempre più a criptovalute, reti private virtuali (VPN) e piattaforme di messaggistica crittografata per trasferire fondi e oscurare le transazioni.