Le consultazioni IMO riprendono questa settimana mentre gli Stati membri cercano un punto d'incontro sul Net-Zero Framework
Punti chiave
- •Il Gruppo di lavoro intersessionale dell'IMO sulle emissioni di gas serra si riunisce a Londra dal 1 al 4 settembre per risolvere le questioni irrisolte del Net-Zero Framework.
- •Se adottato, il framework sottoporrebbe per la prima volta il trasporto marittimo internazionale a un prezzo globale vincolante del carbonio, in un settore che rappresenta circa il 3% delle emissioni mondiali di gas serra.
- •Il meccanismo di carbon pricing proposto potrebbe raccogliere un valore stimato di 10-15 miliardi di dollari l'anno, con i governi ancora divisi sulla gestione e l'uso delle entrate.
- •Le posizioni degli Stati membri variano notevolmente: dalla tassa fissa più incisiva richiesta da Tuvalu e dalla spinta del Giappone a eliminare il prezzo del carbonio, fino all'approccio normativo più limitato della Liberia.
- •Un voto ad aprile ha visto 55 paesi a favore del framework esistente contro 51 favorevoli a modifiche sostanziali, con un voto di adozione previsto nell'Assemblea IMO dopo il turno del gruppo di lavoro di novembre.

Le trattative sul Net-Zero Framework (NZF) dell'IMO riprendono questa settimana, con gli Stati membri chiamati a lavorare sulle questioni chiave ancora irrisolte nelle proposte di normative climatiche per la navigazione.
Il Gruppo di lavoro intersessionale dell'IMO sulle emissioni di gas serra si riunirà a Londra dal 1 al 4 settembre, in vista di ulteriori discussioni sul quadro nel corso dell'anno. Se adottato, il framework segnerebbe la prima volta in cui il trasporto marittimo internazionale — un settore che, secondo l'IMO, rappresenta circa il 3% delle emissioni mondiali di gas serra — sarebbe soggetto a un prezzo globale vincolante del carbonio, rendendolo una delle misure climatiche più significative mai adottate da un'agenzia ONU.
Il carbon pricing al centro
Una delle questioni principali sarà il proposto meccanismo globale di carbon pricing del framework, che potrebbe generare un valore stimato di 10-15 miliardi di dollari l'anno. I governi devono ancora accordarsi su come queste entrate saranno gestite e utilizzate, incluso il finanziamento dei paesi in via di sviluppo e la transizione del settore marittimo verso energie più pulite. Diversi paesi hanno presentato proposte per il futuro fondo.
Tuvalu ha proposto di rafforzare il quadro tramite una tassa fissa, mentre Australia, Canada, Sudafrica e Regno Unito sostengono di procedere con l'NZF come concordato. Il Brasile ha proposto di rinviare parte degli obiettivi del framework mantenendo il prezzo del carbonio.
Le consultazioni metteranno alla prova il sostegno all'NZF nella sua forma attuale
Il Giappone ha chiesto obiettivi di intensità carbonica meno stringenti e l'eliminazione del prezzo del carbonio, mentre la Liberia ha presentato un approccio molto più limitato alla regolamentazione climatica globale. La proposta guidata dalla Liberia è stata appoggiata dall'Union of Greek Shipowners, che ritiene offra una base equilibrata e pragmatica per ulteriori discussioni. La Norvegia si è però opposta alla proposta, affermando che avvantaggia il GNL fossile.
Il ministro dei Trasporti di Tuvalu, Simon Kofe, ha dichiarato che il framework è il risultato di anni di negoziazioni e non dovrebbe essere indebolito ulteriormente.
"Se dovessimo rinegoziare l'NZF ancora una volta, dovrebbe essere solo per aumentare l'ambizione climatica e non per indebolirla ulteriormente", ha affermato Kofe.
Le consultazioni climatiche si svolgono sullo sfondo di conflitti geopolitici.
Anche porti e compagnie di navigazione hanno chiesto certezze normative, sottolineando la necessità di regole globali chiare per sostenere gli investimenti in combustibili più puliti, navi e infrastrutture. L'esito delle trattative ha un peso commerciale significativo: le regole dovrebbero orientare per anni le decisioni su ordinativi di navi, contratti di fornitura di carburante e infrastrutture portuali.
"Il Porto di Rotterdam incoraggia vivamente la continuazione delle discussioni su un framework globale per le emissioni di gas serra nel settore marittimo, che contribuirà a raggiungere gli obiettivi fissati dalla strategia GHG 2023 dell'Organizzazione Marittima Internazionale", ha dichiarato Boudewijn Siemons, CEO del Porto di Rotterdam. Quella strategia del 2023 ha impegnato gli Stati membri a raggiungere emissioni nette zero di gas serra dal trasporto marittimo internazionale entro o intorno al 2050, con l'NZF come principale meccanismo per conseguire gli obiettivi intermedi.
Un divario ristretto dopo il turno di aprile
Le consultazioni seguono un turno di negoziazioni ad aprile concluso con un esito molto equilibrato. In quella riunione, 55 paesi hanno sostenuto l'NZF nella sua forma attuale, mentre 51 hanno chiesto la riapertura per modifiche sostanziali.
Le discussioni di questa settimana si concentreranno sul trovare un punto d'incontro sui dettagli rimanenti e sul mantenere in moto i lavori verso l'adozione del framework entro la fine dell'anno. Un secondo turno di riunioni del gruppo di lavoro è previsto a novembre, dopo il quale il framework dovrebbe essere sottoposto a voto di adozione nell'Assemblea IMO — una tempistica che lascia agli Stati membri solo una finestra ristretta per risolvere le divergenze residue.
Fonte: Ship & Bunker