La direttrice del FMI Kristalina Georgieva avverte che le stablecoin potrebbero trasformare i pagamenti transfrontalieri, con rischi per i mercati emergenti
Punti chiave
- •La direttrice del FMI Kristalina Georgieva ha affermato che le stablecoin potrebbero ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri di grande importo, creando però rischi per i mercati emergenti.
- •Georgieva ha individuato nella sostituzione della valuta e nell'instabilità dei tassi di cambio i principali rischi potenziali di un'adozione più ampia delle stablecoin nelle economie emergenti.
- •La maggior parte delle stablecoin più grandi per capitalizzazione di mercato è denominata in dollari statunitensi.
- •Gli Stati Uniti hanno approvato un quadro federale per le stablecoin nel 2025 e il regolamento MiCA dell'Unione Europea è entrato pienamente in vigore nello stesso anno.
- •Il FMI ha contribuito alla roadmap del G20 sui pagamenti transfrontalieri, che mira a rendere i trasferimenti internazionali più rapidi, economici e trasparenti entro il 2027.

La direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva ha affermato che le stablecoin potrebbero ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri di grande importo, creando al contempo rischi per i mercati emergenti, tra cui la sostituzione della valuta e l'instabilità dei tassi di cambio, secondo quanto condiviso da @CoinMarketCap su X.
I commenti di Georgieva evidenziano gli effetti contrapposti delle stablecoin mentre istituzioni finanziarie e responsabili politici ne valutano il ruolo crescente nei pagamenti internazionali. Se da un lato questi asset digitali potrebbero rendere più efficienti determinate transazioni, dall'altro la loro adozione su larga scala potrebbe incidere sui sistemi monetari dei paesi in cui le valute locali sono meno dominanti. Le osservazioni sottolineano la sfida per i responsabili politici che cercano di cogliere i potenziali benefici delle stablecoin gestendo al tempo stesso i rischi per la stabilità finanziaria e monetaria. Il FMI è impegnato in questo ambito da diversi anni, pubblicando analisi sulla moneta digitale e sugli asset crittografici e contribuendo alla roadmap del G20 sui pagamenti transfrontalieri, un'iniziativa internazionale finalizzata a rendere i trasferimenti transfrontalieri più rapidi, economici e trasparenti entro il 2027.
Le stablecoin potrebbero ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri
Le stablecoin sono asset digitali progettati per mantenere un valore stabile, in genere tramite un collegamento a una valuta tradizionale o a un altro asset di riferimento. La maggior parte delle stablecoin più grandi per capitalizzazione di mercato è denominata in dollari statunitensi. La loro struttura consente loro di operare su reti blockchain mantenendo un prezzo relativamente stabile rispetto alle criptovalute più volatili.
Secondo Georgieva, le stablecoin potrebbero rendere più economici i pagamenti transfrontalieri di grande importo. I trasferimenti internazionali possono coinvolgere molteplici istituzioni finanziarie, sistemi di regolamento e valute, generando costi e ritardi per i partecipanti. Le infrastrutture di pagamento basate su blockchain consentono di registrare e trasferire le transazioni in forma digitale, riducendo potenzialmente alcuni degli intermediari coinvolti nel trasferimento di fondi oltre confine. Il costo dei pagamenti transfrontalieri tradizionali è da tempo oggetto di attenzione a livello politico internazionale: la Banca Mondiale ha documentato che le medie globali delle commissioni sulle rimesse rimangono ben oltre l'obiettivo del 3% fissato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Le potenziali riduzioni dei costi hanno reso le stablecoin un ambito di interesse per istituzioni finanziarie e responsabili politici che esaminano il futuro dei sistemi di pagamento globali. Tuttavia, i commenti di Georgieva indicano che costi di transazione più bassi sono solo una parte del più ampio dibattito politico. La regolamentazione delle stablecoin è avanzata in modo disomogeneo tra le giurisdizioni: gli Stati Uniti hanno approvato un quadro federale per le stablecoin nel 2025, mentre il regolamento dell'Unione Europea sui Mercati delle Cripto-attività (MiCA), entrato pienamente in vigore nello stesso anno, prevede requisiti di riserva e per gli emittenti di stablecoin.
La sostituzione della valuta solleva preoccupazioni
Uno dei rischi individuati dalla direttrice del FMI è la sostituzione della valuta, in particolare nei mercati emergenti. La sostituzione della valuta si verifica quando individui o imprese utilizzano in modo crescente una valuta estera o un'altra forma di denaro al posto della valuta nazionale. Se le stablecoin dovessero essere ampiamente utilizzate per pagamenti e risparmio, la loro adozione potrebbe modificare il modo in cui persone e imprese conservano e trasferiscono valore.
La preoccupazione richiama un fenomeno a lungo studiato, in cui i residenti di economie con alta inflazione o valute deboli spostano i risparmi verso valute estere, come l'uso del dollaro in alcune economie latinoamericane e balcaniche. Le stablecoin ancorate al dollaro potrebbero offrire una versione digitalmente accessibile di questo spostamento.
Per i mercati emergenti, ciò potrebbe creare sfide aggiuntive per le autorità monetarie. Un maggiore uso delle stablecoin potrebbe ridurre la dipendenza dalle valute nazionali in alcune transazioni, a seconda della struttura e dell'adozione di questi asset. L'entità di tale effetto dipenderebbe da fattori quali i quadri normativi, i comportamenti dei consumatori e la disponibilità di servizi di pagamento basati su stablecoin. Le osservazioni di Georgieva individuano nella sostituzione della valuta un rischio potenziale che i responsabili politici dovranno considerare.
La stabilità dei tassi di cambio resta una questione centrale
Georgieva ha inoltre avvertito che le stablecoin potrebbero contribuire all'instabilità dei tassi di cambio nei mercati emergenti. I tassi di cambio determinano il valore di una valuta rispetto a un'altra e possono essere influenzati dai movimenti di capitale, dalla politica monetaria, dalle aspettative di mercato e dalle condizioni economiche generali. Un maggiore uso delle stablecoin potrebbe introdurre un ulteriore canale attraverso cui i fondi si muovono tra valute e giurisdizioni.
Per le economie emergenti, la stabilità dei tassi di cambio può rivestire particolare importanza, poiché bruschi movimenti valutari possono incidere su importazioni, esportazioni, inflazione e condizioni finanziarie. Il FMI ha pertanto continuato a esaminare come gli sviluppi della finanza digitale possano interagire con i sistemi monetari e finanziari esistenti, anche attraverso la collaborazione con le autorità nazionali sulle valute digitali delle banche centrali e il monitoraggio della dinamica dei flussi di capitale.
I responsabili politici devono bilanciare innovazione e stabilità
La valutazione di Georgieva presenta le stablecoin come una tecnologia con potenziali benefici e rischi. La loro capacità di facilitare pagamenti internazionali di grande importo a costi inferiori potrebbe migliorare alcuni aspetti dell'attività finanziaria transfrontaliera, mentre un'adozione più ampia potrebbe creare difficoltà ai paesi che intendono mantenere la stabilità monetaria e dei tassi di cambio.
Queste considerazioni contrapposte sono particolarmente rilevanti man mano che le stablecoin si legano più strettamente alle infrastrutture finanziarie tradizionali. Per i responsabili politici, la questione non si limita alla capacità delle stablecoin di offrire pagamenti più rapidi o economici. Il loro uso crescente solleva anche interrogativi sulla sovranità monetaria, sulla stabilità finanziaria e sull'interazione tra asset digitali e valute nazionali.
Secondo @CoinMarketCap, Georgieva ha affermato che le stablecoin potrebbero rendere più economici i pagamenti transfrontalieri di grande importo, avvertendo tuttavia che potrebbero anche contribuire alla sostituzione della valuta e all'instabilità dei tassi di cambio nei mercati emergenti. I suoi commenti si aggiungono al dibattito politico internazionale su come integrare le stablecoin nel sistema finanziario limitando i potenziali rischi per le economie emergenti.