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Il panel dell’HSC di Ho Chi Minh esamina l’adozione istituzionale degli asset digitali, la regolamentazione e le stablecoin

Autore: Metaverse Post·

Punti chiave

  • Le istituzioni sono spesso spinte ad adottare gli asset digitali dalla paura di rimanere indietro, più che dalla convinzione.
  • I relatori hanno affermato che molte banche utilizzano ancora fornitori terzi o società crypto invece di gestire direttamente gli asset digitali.
  • La chiarezza normativa e le licenze sono state indicate come essenziali per una partecipazione istituzionale più ampia.
  • La discussione si è concentrata su utilizzi pratici come pagamenti in stablecoin, trade finance e canali di credito alternativi.
  • Le borse regolamentate del Vietnam e le nuove joint venture sono state descritte come possibile infrastruttura per futuri prodotti tokenizzati e strutture di fondo.
Il panel dell’HSC di Ho Chi Minh esamina l’adozione istituzionale degli asset digitali, la regolamentazione e le stablecoin

Il 15 agosto, l’HSC Conference è tornata a Ho Chi Minh City, riunendo esponenti senior di istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche e venture capital per esaminare l’evoluzione del rapporto tra finanza tradizionale e asset digitali.

La sessione di punta, “What Institutional Digital Asset Adoption Actually Looks Like”, è stata moderata da Nicole Nguyen, Founder di APAC DAO, e ha visto la partecipazione di Vadim Krekotin, Managing Partner di HSC Asset Group; Will Ross, Chief Client Officer di Dragon Capital, il più antico e grande gestore di fondi azionari del Vietnam; Ben El-Baz, Managing Director e Head of International Markets di HashKey Group; e Queenie Le, Regional Expansion Lead APAC di Tether.

Invece di riproporre temi già noti, il panel si è concentrato su come le istituzioni stiano realmente allocando, custodendo e integrando gli asset digitali, e su dove il divario tra percezione e realtà resti più ampio. Questo punto era rilevante perché il dibattito è andato oltre la semplice consapevolezza delle istituzioni nei confronti delle crypto, per concentrarsi sull’infrastruttura operativa, legale e di prodotto necessaria prima che la partecipazione diventi ordinaria.

La psicologia dell’adozione

La discussione si è aperta mettendo in discussione un presupposto comune: le istituzioni raramente adottano le crypto per convinzione. Will Ross ha affermato che “institutions tend to be led by their insecurities rather than their convictions”, aggiungendo che la paura di rimanere indietro è un motore più forte di qualsiasi visione futuristica.

Vadim Krekotin ha ripreso il tema dell’integrazione anziché dell’isolamento, osservando che gli asset digitali non sono più una bolla separata ma sono “already everywhere”, dai pagamenti in stablecoin alle allocazioni in Bitcoin. Ben El-Baz ha aggiunto che le banche stanno esplorando in modo discreto la blockchain in tre verticali—investments, payments e core technology—anche se i progressi restano disomogenei tra le giurisdizioni, a conferma del fatto che l’adozione è guidata dalle esigenze di business esistenti più che da un unico manuale globale.

Il paradosso del “hands-off”

Un tema centrale è stato il modo in cui le istituzioni interagiscono effettivamente con le criptovalute. Queenie Le ha evidenziato una netta discrepanza: mentre le banche possono pubblicare comunicati stampa sulle iniziative legate agli asset digitali, molte restano molto distanti dagli asset sottostanti.

Ha spiegato che le istituzioni sono “still utilizing third-party vendors or crypto companies to actually do the work… rather than touching it themselves.” Secondo lei, questo modello “secondhand” mostra un divario significativo tra posizionamento pubblico e realtà operativa, suggerendo che l’integrazione istituzionale diretta è ancora davanti, non ancora pienamente raggiunta. Questo aiuta anche a spiegare perché le partnership tra banche, piattaforme autorizzate e fornitori di infrastrutture restino un ponte importante per le istituzioni che vogliono esposizione senza dover sviluppare internamente ogni capacità.

La regolamentazione come fondamento, non come ostacolo

I relatori hanno concordato sul fatto che la chiarezza normativa sia il requisito chiave per un’adozione più ampia. Ben El-Baz ha descritto l’esperienza di HashKey nell’ottenere licenze a Hong Kong, Singapore e Giappone, sostenendo che i quadri normativi formali “unlock some ideas or use cases from corporates”.

In Vietnam, la joint venture tra OKX, HashKey e VB Bank Securities segnala l’emergere di un’infrastruttura regolamentata a livello locale. Will Ross ha sottolineato che la compliance è essenziale per i gestori patrimoniali tradizionali: “Our product is heavily regulated. We cannot arbitrarily say, ‘Oh, we’re going to invest in digital assets.’” In assenza di un percorso normativo chiaro, anche le istituzioni interessate non possono avanzare facilmente, rendendo licenze e supervisione centrali per capire se nuovi prodotti possano essere offerti su scala.

Dagli asset all’applicabilità

La discussione si è poi spostata verso la soluzione di problemi economici concreti, invece di tokenizzare gli asset per il solo gusto di farlo. Will Ross ha suggerito di ripensare l’attenzione del settore da “Real World Assets” a “Real World Applicability”, insistendo sul fatto che “you’ve got to be solving a real problem”.

In Vietnam, dove le banche devono rispettare limiti rigorosi ai prestiti e il governo sta portando avanti una visione infrastrutturale da $1.3 trillion, ha individuato la necessità di canali di credito alternativi che i digital rails potrebbero supportare. Queenie Le ha offerto esempi dal trade finance, spiegando che le stablecoin possono consentire agli esportatori di ricevere fiat mentre gli importatori nei paesi in deficit evitano costosi rapporti di corrispondenza bancaria. In questa prospettiva, l’attrattiva degli asset digitali non è un’innovazione astratta, ma la possibilità di ridurre gli attriti nei flussi transfrontalieri e di finanziamento esistenti.

Collaborazione e prospettive future

Il panel si è chiuso delineando possibili aree di collaborazione. Ben El-Baz ha indicato le nuove borse regolamentate del Vietnam come potenziali canali di distribuzione futuri per securities tokenizzati e money market funds.

Queenie Le ha evidenziato iniziative per sostenere stablecoin locali e token backed by gold, consentendo swap on-chain istantanei senza conversioni fiat ripetute. Will Ross ha detto che i partner potrebbero esplorare l’esposizione al Vietnam attraverso strutture di fondo innovative, comprese sottoscrizioni denominate in USDT.

Vadim Krekotin ha concluso che il percorso futuro richiede la comprensione delle politiche governative e poi il tentativo di “creatively create something else”, riflettendo un modello di sinergia pubblico-privato anziché di rottura fine a sé stessa.

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