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Greece Unveils 10% Crypto Capital-Gains Tax Plan With €500 Exemption

Autore: Coindoo·

Punti chiave

  • •La bozza di legislazione greca prevederebbe un'imposta sul capitale del 10% sugli utili in criptovalute, con esenzione per guadagni annuali fino a 500 euro, ed è prevista la presentazione al parlamento a novembre, rimanendo in consultazione pubblica.
  • •Le autorità greche non hanno fornito una previsione dei ricavi, citando in parte la diffusione di investitori nazionali che operano su piattaforme estere, il che rende difficile misurare le dimensioni del mercato locale.
  • •Meccanismi fondamentali restano indefiniti, tra cui se i guadagni oltre i 500 euro siano tassati solo sull'eccedenza o per intero, oltre alle regole su costi di acquisto, perdite e quali attività crypto generano tassazione.
  • •L'aliquota proposta del 10% è una riduzione rispetto al 15% discusso dai funzionari con Reuters a giugno e si colloca verso il estremità inferiore delle aliquote sugli utili crypto riportate nelle giurisdizioni europee.
  • •Il regime di reporting DAC8 dell'UE, con i primi report sull'attività del 2026 attesi nel 2027, offrirà alle autorità fiscali greche un canale standardizzato per i dati sulle transazioni crypto, rendendo la tenuta dei registri da parte degli investitori sempre più importante prima che il disegno di legge diventi legge.
Greece Unveils 10% Crypto Capital-Gains Tax Plan With €500 Exemption

La Grecia ha pubblicato una bozza di legge che introdurrebbe un'imposta sul capitale del 10% sugli utili in criptovalute, esentando i guadagni annuali fino a 500 euro, e prevede di presentare la legislazione al parlamento a novembre. Il disegno di legge è attualmente in consultazione pubblica e non è ancora stato approvato come legge.

Reuters ha riportato che i funzionari greci non hanno fornito una stima dei ricavi della misura, in parte perché molti investitori greci utilizzano piattaforme di trading estere, rendendo difficile misurare le dimensioni del mercato interno.

L'aliquota nominale è abbastanza semplice da comprendere. Applicarla correttamente potrebbe non esserlo. Un'imposta sul capitale richiede regole che coprano il prezzo di acquisto, il prezzo di vendita, le commissioni di trading e le perdite prima che un investitore possa determinare il risultato imponibile — e gran parte di questi dettagli rimane indefinita.

Cosa stabilisce la bozza di proposta

  • Un'aliquota fiscale del 10% sugli utili in capitale delle criptovalute
  • Un'esenzione annuale per guadagni fino a 500 euro
  • Una prevista presentazione al parlamento a novembre

Cosa la legge finale deve ancora spiegare

  • Come si applica l'esenzione dei 500 euro una volta superati i profitti
  • Come gli investitori calcolano i costi di acquisizione e le perdite
  • Quali transazioni crypto generano un evento imponibile

L'esenzione dei 500 euro richiede maggiori dettagli

La proposta prevede che i guadagni annuali fino a 500 euro siano esenti, ma la legislazione finale dovrà chiarire come funziona tale soglia. Un approccio tasserebbe solo il profitto oltre i 500 euro. Un altro tratterebbe i 500 euro come una soglia limite, il che significa che il loro superamento potrebbe portare l'intero guadagno nel calcolo fiscale.

Secondo entrambe le interpretazioni, i guadagni pari o inferiori a 500 euro resterebbero non tassati; la questione aperta riguarda solo i guadagni annuali superiori alla soglia.

La differenza è significativa. Chi realizza un guadagno di 600 euro potrebbe dover pagare l'imposta su 100 euro secondo il primo approccio, oppure affrontare un cal sull'intero importo di 600 euro secondo il secondo. La Grecia non ha ancora pubblicato dettagli sufficienti per indicare ai contribuenti quale metodo intenda utilizzare.

L'incertezza va oltre il limite dei 500 euro. Il disegno di legge deve anche stabilire quando esiste un guadagno crypto in primo luogo.

L'aliquota da sola non può dire agli investitori quanto devono pagare

Una vendita semplice di Bitcoin in euro è relativamente facile da descrivere: il guadagno è generalmente dato dai proventi della vendita meno il costo di acquisizione dell'asset, al netto delle spese ammesse. L'attività crypto spesso diventa più complicata prima che gli euro arrivino mai su un conto bancario.

La legge finale, o le linee guida di accompagnamento, dovranno affrontare come la Grecia tratta gli scambi token-to-token, le conversioni in stablecoin, le ricompense di staking, gli airdrop e le perdite da transazioni precedenti. Serve inoltre un metodo per calcolare il costo di acquisto di asset comprati in più tranche a prezzi diversi.

Finché il testo finale non spiega come vengono gestite tali transazioni, i contribuenti non possono sapere se una determinata operazione crypto genererà un guadagno imponibile sotto il nuovo regime.

Le regole europee di reporting renderanno più chiara la traccia dei dati

La proposta della Grecia arriva mentre l'Unione Europea inizia a implementare il proprio regime di reporting sugli asset crypto ai sensi del DAC8. Le regole richiedono ai fornitori di servizi per asset crypto coperti di raccogliere e riportare informazioni su determinati clienti e transazioni, con il primo periodo di reporting che copre l'attività del 2026 e report attesi nel 2027.

Il DAC8 offre alle autorità fiscali un canale standardizzato per ricevere informazioni sulle transazioni crypto soggette a reporting. Per la Grecia, quel canale è rilevante perché molti investitori greci utilizzano piattaforme di trading estere — il fattore che, secondo Reuters, rende difficile misurare le dimensioni del mercato interno. I primi report, attesi nel 2027, copriranno lo stesso periodo in cui la bozza greca è in consultazione pubblica ed è prevista la presentazione al parlamento a novembre.

La legge proposta dalla Grecia determinerebbe come tali informazioni confluiscano nel calcolo fiscale di un residente. Le regole di reporting e il disegno di legge fiscale affrontano quindi parti diverse dello stesso processo di conformità.

Per gli investitori, questo rende la tenuta dei registri più importante ancora prima che il disegno di legge greco diventi legge. Conservare le conferme delle operazioni, i valori in euro al momento della transazione e i registri delle commissioni è spesso più semplice che ricostruirli dopo anni di attività su più piattaforme.

L'aliquota del 10% è inferiore alla prima cifra pubblica della Grecia

I funzionari greci avevano discusso con Reuters a giugno un'imposta del 15% sugli utili crypto. L'attuale bozza in consultazione prevede il 10%, mantenendo l'esenzione dei 500 euro menzionata nel precedente rapporto.

La modifica rende la proposta meno onerosa sulla carta, ma la Grecia non ha spiegato perché l'aliquota è stata rivista. Collocherebbe inoltre la proposta al estremità inferiore dell'intervallo riportato in diverse giurisdizioni europee, dove le tasse sugli utili crypto variano notevolmente in base ai periodi di detenzione, alle fasce di reddito e alle esenzioni locali.

Gli investitori dovrebbero seguire il testo finale, non solo l'aliquota annunciata

Per i residenti greci, ilito immediato è seguire l'iter del disegno di legge piuttosto che calcolare un importo fiscale dalla sua aliquota annunciata. La consultazione pubblica lascia inoltre spazio a revisioni del testo della bozza prima della prevista presentazione a novembre, quindi sarà il testo finale — non l'attuale bozza — ad avere effetto. La data di entrata in vigore, il trattamento della soglia dei 500 euro e le regole su guadagni e perdite determineranno quanto semplice, o impegnativo, risulterà in pratica il regime finale.

Finché il parlamento non approva una versione definitiva, la proposta va letta come un passo importante verso un regime fiscale dedicato alle criptovalute, piuttosto che come una guida completa su quanto dovrà pagare ciascun investitore.

Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o di investimento. I residenti greci dovrebbero consultare un professionista fiscale qualificato prima di prendere decisioni basate su una legislazione proposta.