NotizieMacroGoldman Sachs mantiene la previsione di Fed ferma nonostante il tono hawkish di Warsh a Jackson Hole

Goldman Sachs mantiene la previsione di Fed ferma nonostante il tono hawkish di Warsh a Jackson Hole

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il chief economist di Goldman Sachs Jan Hatzius ha descritto l'intervento del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole come la sua apparizione più hawkish finora, ma prevede comunque che il FOMC mantenga i tassi invariati a settembre.
  • Warsh ha segnalato che la sua principale preoccupazione è riportare rapidamente l'inflazione di fondo al target del 2 percento della Fed, lasciando aperta la porta a un rialzo solo se i rapporti di agosto su CPI e PPI sorprendano al rialzo.
  • Goldman prevede un'inflazione CPI core e PCE core di agosto intorno allo 0,2 percento, un ritmo ritenuto troppo debole per giustificare la risposta di politica monetaria implicita nei commenti di Warsh.
  • I futures sui tassi d'interesse hanno mostrato un balzo delle probabilità implicite di rialzo a settembre verso il 60 percento dopo il discorso, un riprezzamento che Goldman ritiene prematuro.
  • CPI e PPI di agosto sono le ultime principali pubblicazioni sull'inflazione prima della riunione di fine settembre della Fed, dato che l'indicatore PCE di agosto non sarà ancora disponibile, il che li rende insolitamente determinanti.
Goldman Sachs mantiene la previsione di Fed ferma nonostante il tono hawkish di Warsh a Jackson Hole

Goldman Sachs scommette sul fatto che la retorica hawkish del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh non sarà accompagnata da dati altrettanto hawkish, mantenendo la Fed ferma come scenario di base per la riunione di settembre.

Il chief economist di Goldman Sachs Jan Hatzius, le cui previsioni sui tassi del suo team sono seguite con attenzione dai mercati, ha descritto l'intervento di Warsh al Simposio economico di Jackson Hole — il raduno annuale della Fed di Kansas City in Wyoming che storicamente ha rappresentato un palco per segnalare svolte di politica monetaria — come la sua apparizione più hawkish finora come presidente della Fed, ma ha sostenuto che il cambio di tono difficilmente basterà da solo a produrre un rialzo dei tassi il mese prossimo.

In una nota ai clienti, Hatzius ha affermato che Warsh aveva reso chiaro che la sua preoccupazione principale è garantire che l'inflazione di fondo torni verso il target del 2 percento della Fed in modo chiaro e con sufficiente rapidità, avvertendo che c'è ancora lavoro da fare in caso contrario. Secondo Hatzius, Warsh ha inoltre affrontato direttamente la recente serie di dati sull'inflazione incoraggianti, riconoscendo che le letture di PCE e CPI di questa estate sono arrivate meglio del previsto, sostenendo però che non indicano ancora un miglioramento significativo delle tendenze dei prezzi di fondo.

Tale inquadramento, ha scritto Hatzius, lascia aperta la porta a un rialzo a settembre, ma solo se i prossimi rapporti di agosto su CPI e PPI sorprendano al rialzo. Queste pubblicazioni sono tra gli ultimi principali dati sull'inflazione previsti prima della riunione della Fed di fine settembre, quando l'indicatore di inflazione PCE di agosto dello stesso FOMC non sarà ancora disponibile, lasciando CPI e PPI come le letture principali a cui policy maker e mercati potranno reagire.

Le previsioni di Goldman suggeriscono che tale soglia non verrà superata. Hatzius ha affermato che la banca continua a prevedere che l'inflazione CPI core e PCE core si attesti intorno allo 0,2 percento per agosto, un ritmo che l'istituto ritiene insufficientemente solido per giustificare il tipo di risposta di politica monetaria implicita nei commenti di Warsh. Su questa base, lo scenario di base di Goldman rimane che il Federal Open Market Committee lasci i tassi invariati alla riunione di settembre.

La nota arriva mentre i mercati stanno ricalibrando le probabilità di una mossa a settembre dopo il discorso di Warsh, con i futures sui tassi d'interesse che mostrano un balzo della probabilità implicita di un rialzo dopo le sue dichiarazioni a Jackson Hole. L'analisi di Goldman si contrappone alla reazione più netta del mercato, sostenendo che la soglia per un rialzo a settembre è più alta di quanto suggerito dal picco iniziale nelle probabilità di rialzo.

Se Hatzius ha ragione sul fatto che CPI core e PCE si attesteranno intorno allo 0,2 percento per agosto, ciò sarebbe ampiamente coerente con l'inflazione tendenziale recente piuttosto che con l'accelerazione che Warsh ha segnalato di dover vedere, deludendo probabilmente i trader che avevano spinto le probabilità di rialzo verso il 60 percento sulla sola base del discorso.

Un esito debole delle prossime pubblicazioni di CPI e PPI probabilmente porterebbe il segmento anteriore della curva dei Treasury a cancellare parte del rialzo di venerdì e potrebbe alleggerire la pressione sulle azioni che erano scese per timori sui tassi. Al contrario, qualsiasi sorpresa al rialzo nei dati sull'inflazione avallerebbe l'impostazione di Warsh e aumenterebbe le probabilità che i mercati hanno già iniziato a prezzare, rendendo i prossimi due dati insolitamente determinanti per la decisione di settembre.

L'analisi di Goldman suggerisce che questo riprezzamento potrebbe rivelarsi prematuro a meno che i dati sull'inflazione stessi non si mostrino marcatamente più solidi nelle prossime settimane, rendendo le pubblicazioni di agosto su CPI e PPI un elemento più decisivo per la decisione di settembre rispetto alla sola retorica di Warsh.

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