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L’oro sale mentre la pausa tra USA e Iran spinge il petrolio al ribasso

Autore: BeInCrypto·

Punti chiave

  • L’oro spot è salito dell’1.33% a $4,106.65 l’oncia durante le contrattazioni asiatiche di lunedì.
  • I prezzi del petrolio sono scesi fino al 7% dopo che una pausa nelle ostilità tra USA e Iran ha alimentato speranze diplomatiche.
  • I trader stavano ancora scontando una probabilità dell’80% di un rialzo dei tassi a settembre, secondo i dati CME FedWatch.
  • Argento, platino e palladio si sono mossi tutti al rialzo insieme all’oro.
  • Gli speculatori sull’oro al COMEX hanno aumentato le posizioni nette lunghe di 4,438 contratti nella settimana fino al 21 luglio.
L’oro sale mentre la pausa tra USA e Iran spinge il petrolio al ribasso

L’oro è salito di oltre l’1% durante le contrattazioni asiatiche di lunedì, dopo che una pausa nel fine settimana nelle ostilità tra USA e Iran ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio e attenuato i timori che i tassi di interesse possano restare elevati più a lungo.

L’oro spot è stato scambiato a $4,106.65 per oncia lunedì, in rialzo dell’1.33% nella giornata, secondo i dati di TradingView.

Il calo del petrolio sostiene i metalli preziosi

La pausa è arrivata dopo notizie secondo cui alcuni consiglieri avevano avvertito Trump che l’esercito si stava avvicinando al limite degli obiettivi praticabili in Iran. Hanno inoltre sollevato preoccupazioni sull’esaurimento delle scorte di munizioni statunitensi, portando alla pausa negli attacchi. Un alto funzionario iraniano ha detto a Reuters che l’Iran avrebbe fermato i propri attacchi finché Washington avesse mantenuto la pausa.

I prezzi del petrolio sono scesi fino al 7% tra le speranze di una soluzione diplomatica. Il movimento ha invertito le recenti previsioni secondo cui il Brent avrebbe potuto tornare al picco dell’era bellica vicino a $120, dopo essere salito sopra $100 nel fine settimana. I prezzi dell’energia sono rilevanti per i metalli perché i costi dei carburanti confluiscono nelle misure dell’inflazione monitorate dalle banche centrali, mentre l’oro è spesso più sensibile alle aspettative sui tassi di interesse reali che ai soli titoli geopolitici di breve periodo. Prezzi dell’energia più bassi in genere riducono la pressione inflazionistica, il che può diminuire la probabilità che la Federal Reserve mantenga i tassi elevati per un periodo prolungato. L’oro tende a perdere attrattiva quando i tassi di interesse restano alti, perché il metallo non genera rendimento.

I trader stavano ancora scontando una probabilità dell’80% di un rialzo dei tassi a settembre, secondo il FedWatch Tool di CME Group, che monitora le aspettative sui tassi implicite nei futures. Queste probabilità possono cambiare rapidamente con l’evoluzione dei prezzi dell’energia, dei dati sull’inflazione e delle indicazioni delle banche centrali.

Salgono anche argento, platino e palladio

Anche altri metalli preziosi sono avanzati insieme all’oro. L’argento spot è salito del 2.7% a $59.74 l’oncia, estendendo un recente breakout sopra una resistenza chiave. Il platino ha guadagnato il 2% a $1,619.75, mentre il palladio è salito del 2.3% a $1,271.93.

Gli speculatori sull’oro al COMEX hanno aumentato la loro posizione netta lunga di 4,438 contratti nella settimana fino al 21 luglio, portando il totale a 123,586 contratti, secondo i dati CFTC. I dati sul posizionamento offrono un’istantanea dell’esposizione di gestori finanziari e altri trader speculativi prima degli ultimi movimenti del petrolio e della geopolitica.

La decisione sui tassi della Fed questa settimana metterà alla prova se la tregua durerà abbastanza a lungo da sostenere il rally. La divisione tra 104 economisti sulla prossima mossa della banca centrale evidenzia l’incertezza che circonda le prospettive di politica monetaria. Tale incertezza potrebbe aumentare se i combattimenti riprendessero e i prezzi del petrolio invertissero la rotta.