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L’oro resta vicino al massimo di tre mesi mentre i mercati attendono i dati sull’inflazione USA

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • L’oro spot è rimasto vicino ai massimi recenti dopo un rally iniziato la scorsa settimana con il programma ampliato di riacquisto di obbligazioni del Tesoro USA.
  • L’indice dei prezzi PCE di luglio, il parametro d’inflazione preferito dalla Fed, è previsto più tardi mercoledì.
  • I mercati guardano al discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole venerdì per indizi sulla prossima mossa della banca centrale.
  • Gli operatori prezzano circa due probabilità su tre che la Federal Reserve lasci invariati i tassi al prossimo incontro.
  • L’Iran ha detto di aver ripreso i colloqui con l’Oman sullo Stretto di Hormuz, una notizia che ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio.
L’oro resta vicino al massimo di tre mesi mentre i mercati attendono i dati sull’inflazione USA

L’oro spot è rimasto poco mosso mercoledì dopo essere salito nella seduta precedente al livello più alto da metà maggio, mentre gli investitori attendevano un report sull’inflazione USA molto seguito e previsto più tardi nella giornata.

La capacità del metallo di mantenere i guadagni recenti senza restituirne gran parte suggerisce che il mercato si sente a proprio agio con l’attuale posizionamento in vista dei dati, invece di ridurre l’esposizione prima dell’evento. Questo è rilevante perché l’oro è spesso guidato dai cambiamenti nelle aspettative sui tassi d’interesse, nei rendimenti reali e nella fiducia più ampia nei mercati finanziari, quindi una fase di stabilità prima di una pubblicazione importante può indicare che gli operatori stanno aspettando nuove informazioni anziché ricalibrare il trend.

Il rialzo di martedì ha esteso un forte rally iniziato la scorsa settimana dopo l’annuncio del Dipartimento del Tesoro USA di un programma ampliato di riacquisto di obbligazioni. La mossa era volta a calmare una svendita del mercato obbligazionario che aveva spinto i rendimenti a lunga scadenza ai massimi di molti decenni. Questo episodio ha mantenuto in sottofondo le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti nella recente forza dell’oro, insieme al driver più immediato delle attese sui tassi.

L’attenzione oggi è sull’indice dei prezzi delle spese per consumi personali di luglio, il parametro d’inflazione preferito dalla Federal Reserve, previsto alle 12:30pm GMT. I mercati considerano la pubblicazione un input chiave in vista del keynote del presidente della Fed Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole venerdì, intervento osservato da vicino per segnali sulla prossima mossa della banca centrale.

Secondo gli analisti, l’esito più favorevole per ulteriori rialzi dell’oro sarebbe una lettura dell’inflazione più debole del previsto accompagnata da un tono accomodante o bilanciato da parte di Warsh. Una combinazione del genere rafforzerebbe le aspettative di rendimenti reali più bassi e ridurrebbe il costo opportunità di detenere un asset che non offre rendimento.

Separatamente, una rinnovata preoccupazione sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti, in particolare legata agli effetti in corso dei piani di riacquisto del Tesoro, è stata indicata come un ulteriore fattore potenzialmente di supporto per l’oro, indipendentemente dal percorso dei tassi nel breve termine.

L’attuale contesto segue una serie di dati pubblicati all’inizio del mese che hanno già attenuato le aspettative di restrizione nel breve termine, incluso un calo inatteso delle buste paga non agricole insieme a un dato sull’inflazione dei consumatori sostanzialmente in linea con le previsioni. Secondo il CME FedWatch Tool, i trader prezzano attualmente circa due probabilità su tre che la Fed lasci invariati i tassi al prossimo meeting.

Sul fronte geopolitico, l’Iran ha detto di aver ripreso i colloqui con l’Oman volti a gestire lo Stretto di Hormuz, una notizia che ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio. L’andamento ha offerto segnali iniziali di de-escalation in un conflitto che, per il resto, è rimasto fonte di incertezza per i mercati.

Prezzi energetici più bassi potrebbero complicare le prospettive d’inflazione che gli operatori dell’oro stanno scontando, poiché un calo del petrolio di solito riduce le pressioni sui prezzi complessivi. Per ora, tuttavia, la direzione immediata dell’oro resta legata ai dati sull’inflazione di oggi e alle indicazioni della banca centrale di venerdì.