Il G7 avverte che il quantum computing potrebbe minacciare i sistemi crittografici alla base di Bitcoin e della finanza globale
Punti chiave
- •La roadmap di gennaio 2026 del Cyber Expert Group del G7 avverte che computer quantistici avanzati potrebbero compromettere la crittografia a chiave pubblica in tutto il settore finanziario ed esorta le istituzioni a preparare piani di migrazione.
- •Si stima che 6,9 milioni di BTC si trovino in indirizzi con chiavi pubbliche esposte, inclusi circa 1,1 milioni di BTC attribuiti a Satoshi Nakamoto per un valore superiore a 80 miliardi di dollari.
- •Glassnode ha stimato a maggio che 6,04 milioni di BTC, pari al 30,2% dell'offerta emessa, presentassero esposizione della chiave pubblica a riposo.
- •BIP-360 è una proposta in bozza di Bitcoin che introduce un tipo di output Pay-to-Merkle-Root per eliminare il percorso di chiave vulnerabile al quantum in Taproot, ma non è ancora una modifica del consenso attivata.
- •Non è noto che esista oggi un computer quantistico in grado di violare l'attuale crittografia a chiave pubblica, e i regolatori trattano il rischio quantistico come una questione di pianificazione a lungo termine.

Il Gruppo dei Sette ha avvertito che computer quantistici sufficientemente avanzati potrebbero prima o poi compromettere i sistemi crittografici utilizzati in tutto il settore finanziario, rinnovando le preoccupazioni per i Bitcoin le cui chiavi pubbliche sono già esposte sulla blockchain.
L'avvertimento è stato evidenziato da Coin Bureau in un post su X, che ha citato il lavoro sulla cybersecurity del G7 riguardo alla transizione verso la crittografia post-quantum. Il Cyber Expert Group del G7 ha esortato le autorità finanziarie e i partecipanti del settore a prepararsi ai rischi legati al quantum e a sviluppare strategie di migrazione verso una crittografia resistente al quantum.
L'avvertimento riflette uno sforzo internazionale più ampio. Il National Institute of Standards and Technology (NIST) degli Stati Uniti ha finalizzato i suoi primi standard di crittografia post-quantum nel 2024, e i regolatori finanziari hanno sempre più trattato il rischio quantistico come una questione di pianificazione a lungo termine piuttosto che come una minaccia immediata, dato che non è noto che esista oggi un computer quantistico in grado di violare l'attuale crittografia a chiave pubblica.
Il G7 spinge il settore finanziario verso la sicurezza post-quantum
La roadmap di gennaio 2026 del Cyber Expert Group del G7 non prende di mira specificamente Bitcoin. Affronta invece il sistema finanziario nel suo complesso e avverte che computer quantistici sufficientemente avanzati potrebbero compromettere i protocolli crittografici a chiave pubblica ampiamente utilizzati che proteggono le infrastrutture e i dati finanziari.
Il gruppo raccomanda che le istituzioni finanziarie, i fornitori di tecnologia e gli altri operatori di infrastrutture critiche inizino a prepararsi alla transizione. Sottolinea inoltre la flessibilità crittografica, che consente ai sistemi di sostituire gli algoritmi vulnerabili man mano che la tecnologia quantistica si sviluppa.
La questione ha una rilevanza diretta per Bitcoin, perché alcune monete sono associate a chiavi crittografiche pubblicamente esposte. Coin Bureau ha citato una stima di 6,9 milioni di BTC in indirizzi con chiavi pubbliche esposte, tra cui circa 1,1 milioni di BTC ritenuti associati al creatore di Bitcoin Satoshi Nakamoto. Questi ultimi possedimenti rappresenterebbero più di 80 miliardi di dollari secondo la cifra citata nel post originale.
Anche la ricerca indipendente ha identificato la scala dell'esposizione come significativa. Glassnode ha stimato a maggio che 6,04 milioni di BTC, pari al 30,2% dell'offerta emessa, presentassero esposizione della chiave pubblica a riposo, sebbene le stime varino in base alla metodologia.
BIP-360 offre un potenziale percorso di migrazione per Bitcoin
Gli sviluppatori di Bitcoin stanno già lavorando a difese contro i futuri attacchi quantistici. BIP-360 propone un nuovo tipo di output Pay-to-Merkle-Root progettato per eliminare il percorso di chiave vulnerabile al quantum associato a Taproot, fornendo al contempo un formato di indirizzo più resistente. La proposta rimane una bozza anziché una modifica del consenso di Bitcoin attivata.
A differenza delle istituzioni finanziarie centralizzate, Bitcoin non ha un'autorità unica che possa imporre una migrazione; qualsiasi modifica alla sua crittografia richiede un ampio consenso tra sviluppatori, miner e utenti, il che storicamente ha reso lenti e conflittuali gli aggiornamenti del protocollo.
Il dibattito si estende oltre la tecnologia alla governance. Le proposte per gestire le monete che rimangono in indirizzi vulnerabili, inclusi i possedimenti a lungo inattivi attribuiti a Satoshi, hanno sollevato domande difficili su se la rete debba prima o poi limitare o congelare quei fondi.
Quella questione potrebbe diventare uno dei dibattiti protocolli più determinanti nella storia di Bitcoin se il quantum computing avanzerà più velocemente di quanto i detentori migrino le monete esposte. Tra i punti da osservare in futuro figurano lo stato della revisione di BIP-360, ulteriori indicazioni del Cyber Expert Group del G7 e se i possedimenti esposti inizieranno a migrare verso formati resistenti al quantum. Per ora, la roadmap del G7 fornisce una scadenza più ampia per la preparazione del settore finanziario, mentre gli sviluppatori di Bitcoin continuano a valutare BIP-360 e altre potenziali difese.
Fonte: Hokanews