NotizieCryptoL'Assemblea Nazionale francese approva con un voto di scarto la tassa del 31,4% sugli scambio criptovalute-stablecoin

L'Assemblea Nazionale francese approva con un voto di scarto la tassa del 31,4% sugli scambio criptovalute-stablecoin

Autore: 99 Bitcoins·

Punti chiave

  • •L'emendamento, adottato con 38 voti a 37 e con soli 100 deputati su 577 al voto, renderebbe gli scambi da criptovalute a e-money token regolamentati MiCA tassabili con l'aliquota forfettaria francese del 31,4% dal 1° gennaio 2027.
  • •La deputata Olivia Grégoire ha corretto il proprio voto dopo lo scrutinio, dichiarando di aver inteso votare no, ma la correzione non ha modificato l'esito.
  • •La misura elimina anche il metodo del costo complessivo del portafoglio in Francia, richiedendo che ogni plusvalenza sia calcolata dal costo medio ponderato delle monete effettivamente vendute.
  • •L'idea della tassa è nata da fondatori crypto francesi di Deblock, Waltio e Lyzi, che hanno stimato in 1-3 miliardi di euro all'anno le plusvalenze non realizzate parcheggiate nelle stablecoin.
  • •Le associazioni di settore, tra cui Adan e responsabili di Chainalysis, avvertono che la tassa potrebbe spingere gli investitori verso stablecoin in dollari, DeFi, trading peer-to-peer e piattaforme offshore.
L'Assemblea Nazionale francese approva con un voto di scarto la tassa del 31,4% sugli scambio criptovalute-stablecoin

L'Assemblea Nazionale francese ha approvato, con un solo voto di scarto, una misura che applicherebbe l'imposta sulle plusvalenze quando gli investitori scambiano criptovalute con stablecoin. I deputati hanno votato 38 a 37 per adottare un emendamento presentato dal deputato comunista Nicolas Sansu che colmerebbe quella che lui definisce una lacuna della legge, rendendo tali scambi tassabili dal 1° gennaio 2027. Solo 100 deputati su 577 hanno espresso il proprio voto, e una deputata che aveva votato a favore ha poi dichiarato di aver voluto votare no.

Quella deputata, Olivia Grégoire, ha corretto il proprio voto dopo lo scrutinio, come risulta dal verbale ufficiale dell'Assemblea, ma una correzione non modifica l'esito. La domanda ora è se la disposizione sopravviverà al resto dell'iter di bilancio.

JUST IN: France's parliament advances legislation to impose 31.4% capital gains tax on crypto-to-stablecoin transactions.

— Watcher.Guru (@WatcherGuru), October 20, 2026 (X post)

Cosa cambia l'emendamento

L'emendamento I-3898 rende tassabile, con l'aliquota forfettaria francese del 31,4%, lo scambio in un e-money token, ovvero una stablecoin ancorata a una singola valuta secondo le regole MiCA (Markets in Crypto-Assets) dell'UE. La mossa pone fine al differimento di cui godono attualmente gli investitori francesi: oggi vendere bitcoin per USDC, una stablecoin denominata in dollari, non genera alcuna tassa, e il prelievo arriva solo quando il detentore converte in euro o spende le monete.

L'effetto può essere rilevante. Un bitcoin acquistato a 30.000 € e scambiato in USDC a 100.000 € genererebbe 21.980 € di imposta, senza che un euro sia mai arrivato in banca.

Il testo elimina inoltre il metodo del costo complessivo del portafoglio adottato in Francia. Ogni plusvalenza sarebbe invece calcolata dal costo delle monete effettivamente vendute, utilizzando una media ponderata per le monete acquistate a prezzi diversi.

Chi ha voluto la tassa

L'emendamento è stato presentato dal piccolo gruppo della Sinistra democratica e repubblicana, ma l'idea è nata dallo stesso settore crypto. In una tribuna su Le Monde a maggio, tre fondatori francesi — di Deblock, Waltio e Lyzi — hanno chiesto proprio questa tassa, stimando che le plusvalenze parcheggiate nelle stablecoin ammontino a 1-3 miliardi di euro all'anno.

In aula, la sinistra ha portato a il voto: France Insoumise, i Socialisti, i Verdi e il gruppo di Sansu, più quattro centristi. Il campo di Macron e la destra hanno votato contro. Il Rassemblement National di estrema destra ha di fatto deciso l'esito astenendosi: 25 dei suoi deputati non hanno votato e solo 10 hanno detto no.

Come reagiscono i trader

Malissimo. Le stablecoin sono dove i trader francesi parcheggiano le plusvalenze tra le operazioni, e Adan, l'organizzazione di settore crypto francese, si è opposta alla tassa, avvertendo che spingerebbe gli utenti verso monete denominate in dollari e lontano dai token euro regolamentati.

Francois Volpoet, direttore vendite di Chainalysis per la Francia, ha dichiarato che la regola potrebbe spingere gli investitori verso DeFi, scambi peer-to-peer e piattaforme offshore. Non a caso, la tassa colpirebbe le stablecoin autorizzate dall'Europa — quelle più facili da tracciare.

Un percorso fragile nel bilancio 2027

Il voto si inserisce in una più ampia battaglia sul bilancio 2027, in cui nessun partito detiene la maggioranza. Il Primo Ministro Sébastien Lecornu cerca 54 miliardi di euro di risparmi per ridurre il deficit dal 5,4% al 5% del PIL, e il ministro dei Conti Pubblici David Amiel aveva chiesto a Sansu di ritirare l'emendamento, affermando che la Francia deve "prima definire le stablecoin".

Nessun partito detiene la maggioranza nell'emiciclo dalle elezioni anticipate del 2024. Lecornu ha fatto passare il bilancio 2026 ricorrendo all'Articolo 49.3, lo strumento costituzionale che bypassa il voto, e ha promesso di non usarlo questa volta. Con 2.828 emendamenti ancora in sospeso, il voto sulla metà fiscale del bilancio è slittato al 3 novembre.

Il provvedimento passerà poi al Senato, dove la maggioranza orientata a destra potrebbe eliminare la disposizione. La corsa presidenziale della prossima primavera incombe su ogni voto.

Fonte: 99Bitcoins