Rapporto annuale SEBI: l'FY26 registra la maggiore uscita mai registrata di investitori istituzionali esteri dai mercati indiani
Punti chiave
- •Gli investitori istituzionali esteri hanno ritirato una cifra record di ₹1,53 lakh crore dai mercati indiani nell'FY2026, la maggiore fuoriuscita annuale da quando è iniziato il monitoraggio sistematico.
- •I tassi di interesse americani elevati e un dollaro sostenutamente forte sono stati i fattori principali che hanno favorito il ritorno dei capitali dai mercati emergenti verso quelli sviluppati.
- •Gli investimenti in debito hanno mostrato una maggiore resilienza rispetto alle azioni, sostenuti dall'inclusione graduale dell'India negli indici globali delle obbligazioni JP Morgan e Bloomberg a partire dal 2024.
- •Gli investitori istituzionali interni, in particolare fondi comuni di investimento e compagnie assicurative, hanno aumentato costantemente la loro partecipazione al mercato, riducendo la tradizionale sensibilità dell'India ai movimenti degli FPI.
- •La traiettoria futura dei flussi FPI dipenderà dalle decisioni di politica della Federal Reserve americana, dal ritmo della ripresa economica della Cina e dall'attrattiva relativa delle valutazioni azionarie indiane.

Gli investitori istituzionali esteri (FPI) hanno effettuato la loro più grande uscita annuale di sempre dai mercati indiani nell'anno fiscale 2026, ritirando una cifra record di ₹1,53 lakh crore da azioni e strumenti di debito, secondo il rapporto annuale della Securities and Exchange Board of India (SEBI).
La fuoriuscita rappresenta il prelivelvo annuale più elevato da parte di investitori esteri da quando sono iniziati i registri sistematici dell'attività FPI, superando tutti gli anni fiscali precedenti. La SEBI, l'organismo di regolamentazione dei mercati dei capitali dell'India, ha documentato l'uscita senza precedenti nel suo rapporto annuale, attribuendo la tendenza a una persistente incertezza globale che ha influenzato le decisioni di investimento transfrontaliero. L'uscita record si è verificata contestualmente a tassi di interesse americani elevati e a un dollaro sostenutamente forte, fattori che storicamente hanno favorito il riflusso dei capitali verso i mercati sviluppati e l'allontanamento dalle azioni dei mercati emergenti.
Nonostante il prelivelvo su larga base, gli investimenti in debito hanno dimostrato una relativa resilienza rispetto alle azioni, suggerendo che gli investitori esteri abbiano mantenuto un interesse selettivo per gli strumenti a reddito fisso dell'India, pur riducendo l'esposizione complessiva ai mercati indiani. L'inclusione graduale dell'India nei principali indici globali delle obbligazioni, iniziata con il JP Morgan Government Bond Index-Emerging Markets a metà 2024 e seguita dall'inclusione nel Bloomberg Index all'inizio del 2025, ha progressivamente ampliato l'universo dei flussi passivi di indicizzazione verso i titoli di Stato indiani, offrendo un contrappeso strutturale alle fuoriuscite attive.
Gli FPI, che includono investitori istituzionali esteri e investitori esteri qualificati, rappresentano una fonte significativa di liquidità nei mercati dei capitali dell'India. I loro modelli di investimento sono strettamente monitorati dalla SEBI come indicatore della fiducia internazionale nell'economia indiana e sono tracciati attraverso i dati mensili pubblicati dal regolatore e dai partecipanti depositari. Negli ultimi anni, tuttavia, l'influenza dei flussi FPI sulla direzione del mercato è stata parzialmente compensata dalla crescente partecipazione degli investitori istituzionali interni — in particolare fondi comuni di investimento e compagnie assicurative — i cui contributi ai piani di investimento sistematico (SIP) e i flussi di allocazione sono aumentati costantemente, riducendo la tradizionale sensibilità del mercato ai movimenti di capitale estero.
La fuoriuscita record nell'FY26 contrasta con diversi anni fiscali precedenti in cui gli FPI erano stati acquirenti netti di azioni indiane, contribuendo alla crescita dei mercati azionari interni. Il cambiamento riflette le sfide più ampie affrontate dai mercati emergenti, mentre gli investitori globali affrontavano condizioni macroeconomiche incerte, tra cui tensioni geopolitiche, ricalibrazione delle catene di approvvigionamento e percorsi di politica monetaria divergenti tra le principali banche centrali. Se la tendenza alla fuoriuscita si manterrà o si invertirà dipenderà in parte dalla traiettoria della politica della Federal Reserve americana, dal ritmo della ripresa economica della Cina e dall'attrattiva relativa delle valutazioni azionarie indiane rispetto ad altre destinazioni dei mercati emergenti.
Fonte: CNBC-TV18 Markets