NotizieCryptoLa criptovaluta affronta il suo primo test di settembre con l'avvicinarsi dei dati sul lavoro statunitensi e della decisione FOMC

La criptovaluta affronta il suo primo test di settembre con l'avvicinarsi dei dati sul lavoro statunitensi e della decisione FOMC

Autore: CryptoNewsNet·

Punti chiave

  • La riunione FOMC e il voto sul CLARITY Act sono entrambi in programma per il 15 settembre, rendendola una giornata critica per i mercati crittografici.
  • I dati FedWatch mostrano che i mercati prezzano una probabilità di aumento dei tassi vicina al 60%, un balzo di quasi il 46% nelle attese di rialzo questa settimana.
  • Il Coinbase Premium Index di Bitcoin e gli ultimi flussi ETF sono diventati entrambi negativi, segnalando un indebolimento della domanda statunitense e istituzionale.
  • Il rapporto oro/Bitcoin si avvicina a un livello di supporto settimanale critico, e un rimbalzo in quella zona potrebbe favorire la rotazione verso l'oro e pressioni in vendita sulle criptovalute.
  • Settembre è storicamente un mese debole per i rendimenti di Bitcoin, aggiungendo una componente stagionale ribassista al mercato.
La criptovaluta affronta il suo primo test di settembre con l'avvicinarsi dei dati sul lavoro statunitensi e della decisione FOMC

Il 15 settembre si sta profilando come un'altra giornata cruciale per il mercato delle criptovalute.

Sul fronte macro, la tanto attesa riunione FOMC è in calendario per quella data, e il mercato è attualmente diviso sulla decisione sui tassi. Con dodici voti in gioco, i mercati prezzano un esito Fed di 7-5 a favore di una politica monetaria accomodante. Sebbene la riunione sia ancora a due settimane di distanza, le importanti release di dati economici di questa settimana potrebbero rivelarsi decisive per determinare l'esito del voto.

La politica monetaria conta per le criptovalute perché Bitcoin e altri asset digitali sono sempre più scambiati come asset rischiosi: tassi più elevati spingono tipicamente gli investitori verso strumenti che generano rendimento e lontano da posizioni speculative, mentre una politica accomodante ha storicamente favorito il ritorno di liquidità nel settore.

Con l'ultimo mese del terzo trimestre in corso, verranno pubblicati i dati chiave sull'occupazione, con gli investitori che osservano da vicino il mercato del lavoro. Qualsiasi segnale di raffreddamento ridurrebbe la probabilità di aumenti dei tassi, mentre una lettura forte limiterebbe le speranze di tagli. In ogni caso, il mercato delle criptovalute sembra destinato alla volatilità.

È interessante notare che i dati riflettono già uno scenario coerente con questa impostazione. Secondo i dati FedWatch, i mercati prezzano una probabilità di aumento dei tassi vicina al 60%, un balzo di quasi il 46% nelle attese di rialzo questa settimana. Inoltre, anche il voto sul CLARITY Act è in programma per il 15 settembre, aggiungendosi all'elenco di catalizzatori che coincidono con la dichiarazione FOMC. Il CLARITY Act è una proposta legislativa statunitense volta a chiarire come vengono classificati e regolamentati gli asset digitali, ragione per cui i suoi sviluppi sono seguiti da vicino dagli operatori di mercato, che da tempo indicano nell'ambiguità normativa un freno alla partecipazione istituzionale.

Data l'importanza sia della politica dei tassi sia della regolamentazione, il 15 settembre potrebbe rivelarsi una giornata critica. Anche il timing di questi eventi pone una sfida ulteriore al mercato delle criptovalute: settembre è storicamente un mese debole per i rendimenti di Bitcoin, un pattern stagionale che rafforza l'orientamento ribassista ancora prima di considerare i catalizzatori macro e normativi.

Le avversità macro mettono alla prova il rally delle criptovalute

Nonostante la forte chiusura di agosto, il mercato appare ribassista su settembre.

Secondo i dati di CryptoQuant, il Coinbase Premium Index di Bitcoin è tornato negativo, mentre i flussi ETF sono risultati negativi nell'ultima sessione registrata. Il Coinbase Premium misura il divario tra il prezzo di Bitcoin su Coinbase rispetto alle altre piattaforme e viene spesso interpretato come un indicatore proxy della domanda statunitense, spesso di natura istituzionale. Ciò ha già alimentato sentimenti ribassisti su una potenziale trappola rialzista attorno all'attuale configurazione tecnica di Bitcoin.

Nel frattempo, il timing di queste release macro coincide con il rapporto XAU/$BTC che si avvicina a un livello di supporto critico su base settimanale. Il rapporto ha già rimbalzato da questo livello a metà maggio, quando i fondi sono ruotati da Bitcoin verso l'oro. L'oro è da tempo l'asset rifugio tradizionale, e le variazioni del rapporto oro/Bitcoin sono comunemente osservate come un indicatore dell'appetito per il rischio tra i mercati convenzionali e quelli crittografici.

Se questo supporto settimanale dovesse reggere, la conseguente rotazione verso l'oro potrebbe sottoporre l'intero mercato delle criptovalute a ulteriori pressioni in vendita.

Se questo scenario si concretizzasse, il livello di 75.000 dollari recentemente riconquistato da Bitcoin potrebbe affrontare pressioni aggiuntive dalle crescenti aspettative di tassi più alti, che attirerebbero capitali verso asset rifugio più tradizionali. Inoltre, il voto sul CLARITY Act aggiunge un ulteriore livello di incertezza a una giornata già densa di eventi.

Con la politica macro, la rotazione dei capitali e la regolamentazione delle criptovalute che convergono tutte sul 15 settembre, quella giornata potrebbe dettare il tono per Bitcoin (BTC) e per il più ampio mercato crittografico nell'ultima fase del terzo trimestre.

Sintesi finale

Le aspettative di aumento dei tassi e i dati chiave sull'occupazione potrebbero aumentare la volatilità delle criptovalute.

Flussi ETF negativi, la forza del rapporto oro/$BTC e il voto sul CLARITY Act potrebbero aggiungere pressione su Bitcoin.